SULLE BANCHE

di Renato Gatti

E’ da anni che ci accartocciamo sul problema banche. Il povero Padoan continua a vedere uscite da tunnel, ma temo che ancora una volta sia ottimista. Le difficoltà di Padoan sono evidenti nel fatto che dopo 10 giorni dall’insediamento il governo Gentiloni ha stanziato i famosi 20 miliardi per le banche. Ora è pacifico che questo decreto è stato ispirato da Padoan, ed è pure plausibile che l’esigenza non gli sia nata in pochi giorni. Ne deduco che per anni il governo Renzi si è rifiutato di fare un decreto che il ministyro del Tesoro richiedeva probabilmente per paura di perdere voti. Gentiloni cui non interessano i voti in pochi giorni l’ha emesso. E ciò la dice lunga su tante cose.

Ma a parte ciò vengo alla prima considerazione elementare. E’meglio il decreto o bisognava far fallire le banche?

La risposta è netta: non si possono far fallire le banche, ma i modi per salvarle sono più di uno. Quindi chi pone l’alternativa “Se non ti sta bene il decreto allora facevi fallire le banche” pecca di prepotenza e illogicità e tenta di far passare senza discutere un decreto che lascia molto perplessi.
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LE STRATEGIE DEL PD

di Renato Gatti

Due interessanti articoli sono apparsi oggi, 7 luglio, uno sul Sole 24 Ore, l’altro su La Repubblica. Entrambi gli articoli disegnano la strategia economica del prossimo quinquennio da intendersi anche come punti fondamentali della campagna elettorale per le prossime elezioni. L’articolo de Il Sole parla del libro “Avanti” di Matteo Renzi, segretario del PD, l’articolo de La Repubblica parla delle decisioni di palazzo Chigi, ovvero della coppia Gentiloni-Padoan.

In comune c’è il condivisibile obiettivo di opporsi alla trasformazione in Trattato del famoso “fiscal compact”. Come noto il fiscal compact, padre dell’austerità, oltre a ribadire i parametri di Maastricht impone ai paesi membri con un debito superiore al 60% del PIL (oggi come oggi, quasi tutti) di ridurre detto ratio di un 5% l’anno. Ora il ratio debito/PIL si riduce sia diminuendo il numeratore, sia aumentando il denominatore; chiaramente gli effetti sono diametralmente opposti: se si agisce sul debito si mette in moto un processo deflazionista che tende se non a diminuire a tenere fermo il PIL, se invece si agisce sul PIL si mette in moto un processo virtuoso di ripresa del paese. Praticamente il primo è un modello Hooveriano, il secondo un modello Keynesiano.
Ambedue le strategie scelgono di agire sul denominatore ovvero sull’aumento del PIL. Ma dove le due strategie differiscono è sul come operare per aumentare il PIL.
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L’ARCHIVIO DI PIERO GOBETTI. TRACCE DI UNA PRODIGIOSA GIOVINEZZA

di Marco Moriconi

Piero Gobetti, nato nel 1901 a Torino, morto a Parigi nel 1926, è stato uno dei personaggi più significativi e forse uno dei più studiati del Novecento italiano. Il suo archivio personale è conservato nella città natale presso il Centro Studi Piero Gobetti, sito in via Antonio Fabro 6, già abitazione di Piero e Ada Prospero, casa che acquistarono nel 1924 e dove nacque il figlio Paolo (28 dicembre 1925). Casa da cui Piero partì all’inizio di febbraio del 1926 per l’esilio parigino e che fra il 1943 e il 1945, divenne uno dei punti di riferimento dell’antifascismo torinese e una delle sedi clandestine del Partito d’Azione.

Il Centro Studi è stato fondato nel 1961 per iniziativa della moglie, del figlio, della nuora Carla e di alcuni amici di Piero. L’archivio storico è nato contestualmente alla fondazione del Centro Studi, a partire dalle carte di Piero Gobetti che ne costituiscono tuttora il nucleo storicamente più rilevante. Nel corso degli anni esso si è tuttavia arricchito di diversi altri fondi, frutto di donazioni e di acquisizioni, relativi a personalità di spicco dell’antifascismo, a movimenti ed organizzazioni politiche e sindacali. Lo stesso Norberto Bobbio ha affidato al Centro Gobetti, di cui è stato fondatore e primo presidente, la sua biblioteca di studio e le sue carte. Un archivio che costituisce una fonte documentaria di prim’ordine per lo studio e la valorizzazione della figura e dell’opera gobettiana e più in generale degli aspetti culturali e politici del ristretto e particolare periodo storico che va dalla fine della Grande Guerra all’inizio della dittatura fascista. Figura simbolo di un liberalismo progressista, dal carattere eterodosso, Gobetti era dotato di una sensibilità particolare verso il riscatto delle classi lavoratrici, estimatore di Antonio Gramsci e del giornale socialista e poi comunista “Ordine Nuovo”, con aperture verso il movimento operaio, insolite per un liberale, proponendo per il suo pensiero e il suo programma politico il concetto di rivoluzione liberale, oggi considerabile un vero e proprio ossimoro.
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LONTANO, LONTANO DAL PD

di Giandiego Marigo

Lontano dal PD è ormai una necessità anche morale ed etica. Anche se non basta a definire l’esigenza di questo momento storico.
Per definire l’immagine d’un progressista, attento alle cose dello spirito ed all’evoluzione della morale condivisa.
Lontano da una logica interna fatta di competizione, di modelli verticistici, d’uno stalinismo in salsa clericale che tutto controlla e cristallizza, d’una meritocrazia malata endemicamente di un familismo clientelare, dove la corruzione, soprattutto morale è ritenuta cronica ed irrecuperabile, quindi accettabile.

Non sto parlando solo di coloro che si definiscono comunisti, anche se oggi tale precisazione diventa dogmatismo inutile, ma di tutti coloro che sentono in sé l’esigenza d’una maturazione spirituale e morale, nonché civile dell’Umanità, quale sia la sigla e l’avverbio con cui definiscono sé stessi. Quale che sia la bandierina che hanno scelto di sventolare.
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ALBERTO MORAVIA E LA FAMIGLIA ROSSELLI

di Marco Moriconi

Voglio segnalare un testo passato forse un pò sottotono riguardo al suo valore ed interesse, uscito per l’editore Bompiani, una raccolta di lettere che Alberto Moravia (1907-1990) indirizzò alla zia Amelia Rosselli e ad altri familiari, nel periodo 1915-1951. Il libro, curato da Simone Casini, contiene anche le prime poesie scritte da Moravia.

L’autore era legato per nascita ai fratelli Rosselli, Carlo e Nello, uccisi a Bagnoles-de-l’Orne il 9 giugno 1937 da formazioni locali di estrema destra, su ordine proveniente dai vertici del fascismo, in particolare da Galeazzo Ciano. Con i cugini, con la zia Amelia (1870-1954) e con tutta la famiglia, Moravia intrattenne un costante carteggio, qui raccolto con circa sessanta lettere.
Anche attraverso questi documenti ci è dato di capire che Amelia svolse un ruolo importante se non decisivo nella formazione umana ed intellettuale del giovane Moravia. Gran parte di queste missive furono scritte mentre l’autore si trovava ricoverato in sanatorio a Cortina d’Ampezzo e ci rendono l’immagine di un giovane adolescente molto sensibile e già in fase di formazione letteraria e culturale, favorita anche dalle copiose letture durante la lunga convalescenza.
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WHAT IS SOCIALISM?

di Renato Gatti

“… a system of society based upon the common ownership and democratic control of the means and instruments for producing and distributing wealth by and in the interest of the whole community”.
The socialist party of Great Britain 1904.

Premessa
Affronto il tema lanciato da Manuel Santoro non da economista, titolo che mi si condece nell’introdurre i miei articoli, ma da appassionato di economia. Economia intesa, tuttavia, non come grande elaborazione di calcoli marginalistici sui parametri del mercato, ma come rapporto tra la produzione e la distribuzione della ricchezza prodotta con le conseguenze nei rapporti sociali (parlando di ricchezza prodotta escludo a monte la legittimità di considerare la rendita come elemento dell’economia).

Ho fatto cenno ad una economia intesa come elaborazione di calcoli marginalistici sui parametri del mercato perchè nel senso comune oggi dominante quello è ciò che si intende per economia: una scienza al servizio del capitalismo vissuto come unico ed insostituibile ambiente in cui operare.
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CARTINE TORNASOLE

di Giandiego Marigo

Vi sono avvenimenti che vengono definiti “sintomatici”, che descrivono senza alcuna edulcorazione il periodo in cui avvengono.

Questo linciaggio, perchè di questo si tratta, romano ai danni di un bengalese, cittadino italiano a tutti gli effetti, perpetuato con l’assurda logica che “il diritto alla casa” fosse solo “italiano” è segno di questi tempi.

Il fatto avviene a Tor Bella Monica, quartiere popolare, case popolari. Il Bengalese in questione, in Italia da 26 anni, cittadino regolare, occupato, cardiopatico con figlio disabile, quindi nel pieno diritto ad avere un alloggio popolare viene brutalmente aggredito e malmenato, nel momento in cui si reca a prendere visione dell’appartamento assegnatogli.
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LA PROPAGANDA DELLA RIDUZIONE DELL’IRES. UN CONFRONTO CON L’ACE

di Renato Gatti

L’IRES è l’imposta sui redditi delle società di capitale, l’IRPEF è l’imposta sui redditi delle persone fisiche. Se una persona fisica riceve un dividendo già tassato con l’IRES quel dividendo è calcolato ai fini dell’IRPEF solo per il suo 49,72%. Supponiamo che la persona fisica abbia un’aliquota IRPEF marginale del 43%, e allora siamo in grado di calcolare l’effetto finale fiscale, seguendo il seguente schema:

Aliquote 1
Aliquote

Supponiamo che una SPA faccia utili per 500.000€ (senza effetto ACE come spiegheremo successivamente) l’IRES che l’impresa paga è di 137.500€ per un netto di 362.500€.
I 362.500€ distribuiti (supponiamo ad un azionista unico) entrano nel calcolo IRPEF dell’azionista per il suo 49.72% ovvero per 180.235€ su cui si applica l’aliquota marginale IRPEF del 43% per una imposta pari a 77.501€ e quindi un utile netto imposte di 284.999€.
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RIVISTA L’IDEOLOGIA SOCIALISTA: INVITO ALLA COLLABORAZIONE

Questo intervento dal titolo ‘UN PRIMO PASSO PER UNA ‘CONVERGENZA’SOCIALISTA. DEFINIAMO IL CAMPO D’AZIONE‘ definisce appunto il campo d’azione entro cui si muove Convergenza Socialista. E’, quindi, la cornice entro cui la rivista mensile ‘L’ideologia Socialista’, organo di CS, lavorerà dando un importante contributo alla rifondazione del socialismo italiano.

La rivista è organo ‘aperto’ a collaborazioni esterne. Chi vorrà collaborare e fare parte della redazione della futura rivista, anche se non iscritto a CS, può scriverci a convergenzasocialista@gmail.com. Oggetto dell’email: “Collaborazione Ideologia Socialista”.
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DUE CONSIDERAZIONI SUL FERVORE IN QUELLA CHE CHIAMAMMO SINISTRA

di Giandiego Marigo

È da un poco che non scrivo di politica, forse per la forte sensazione che serva a molto poco, soprattutto se fatto da intellettuali disorganici e non riconosciuti e conclamati, privi dei sacri crismi dei riconoscimenti accademici, quale io penso e nel medesimo tempo temo, di essere.

Non è una parentesi egotica, ma una considerazione seria, sembra che siamo condannati all’adorazione delle icone periodicamente sostituite, ma che abbiano in comune la caratteristica di essere passate per il video, di essere appunto “conclamate” in qualche modo, ma non è di questo che voglio parlare, anche se è una concausa del ritardo spirituale, filosofico e teorico di quella che chiamammo “sinistra”.
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