V CONGRESSO DELLA SINISTRA EUROPEA. CS E’ OSPITE INTERNAZIONALE

Congresso della Sinistra Europea – Berlino 16-18 Dicembre 2016
Congress of European Left – Berlin 16-18 December 2016

Convergenza Socialista è ospite internazionale / Convergenza Socialista is international guest

Di seguito la pianificazione dei lavori:

Friday, DECEMBER 16, 2016

08.00 Welcome / Registrations

12h00 – 15h00 Women’s Assembly – interpretation EN – FR – DE

16.00 Host parties welcoming
Presentation EL delegates and internationals
Adoption of rules of Congress
Presentation Political Document and Evaluation & Evolution
Presentation Documents of working groups and networks
Intervention Women’s Assembly
Intervention of international guests
Intervention of German organizations
Intervention of EL President, Pierre Laurent
Debate on the Political Document and Evaluation & Evolution

21.00 Dinner
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INVITO A TUTTI I SOCIALISTI ITALIANI: VOTATE NO

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

Il Presidente del Consiglio Renzi è ormai diventato onnipresente sui media negli ultimi giorni. Tra giornali e canali televisivi, è ovunque a qualsiasi ora della giornata e della serata. Avrà probabilmente abdicato al suo ruolo di Premier per dedicarsi alla propaganda politica. Insieme ad i suoi accoliti cerca di arrampicarsi sugli specchi blaterando improbabili risposte alle critiche mosse dai comitati del NO sulla riforma costituzionale che porta anche il suo nome.

Da goffe contraddizioni a vere e proprie bufale, Renzi sta provando a confondere il confondibile in questi ultimi giorni prima del voto. Renzi non è uno statista, e passerà alla storia semplicemente come un grande venditore di fumo. Probabilmente il migliore, di certo non l’ultimo.

Basta riprendere la sua recentissima perla sull’elezione diretta dei senatori la quale, di fatto, surclassa per audacia e coraggio tutto quello sino ad oggi ascoltato dalla voce del Premier. “I cittadini eleggeranno il nuovo Senato”, ha dichiarato.

Forse l’unico punto certo, vergine, immacolato, non ancora imbrattato dall’incertezza delle giravolte renziane, cade anch’esso. L’unico punto chiaro nella mente di tutti gli elettori sino a quel momento, diventa confuso, torbido. Devo ammettere che l’immensità della dichiarazione ha confuso all’inizio anche me. Eravamo tutti convinti, leggendo l’Articolo 57 della riforma costituzionale, che fossero i Consigli regionali, non gli elettori, ad eleggere i senatori. E’ scritto nero su bianco lì, senza alcun dubbio. E’ probabile che si sia confuso, il Premier, oppure cha abbia avuto un blackout pre-voto dimenticando un pilastro importante della riforma costituzionale? Certamente no.

A seguire si sono accodati i media. Leggere alcuni passaggi del suo intervento sui maggiori quotidiani italiani nei quali pericolosamente dichiarava che “con la legge elettorale che sarà fatta in caso di vittoria del sì gli elettori potranno decidere sulla scheda quale consigliere regionale andrà in Senato, metteranno il nome e cognome del candidato scelto all’interno del loro partito”, mi ha ulteriormente confuso.

Mi sono chiesto, allora, come fosse possibile immaginare una legge elettorale che prevedesse il voto diretto dei senatori quando proprio la riforma della Costituzione prevede al ‘nuovo’ Articolo 57 che “i Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori”? Come può una legge elettorale, quindi, ordinaria, contraddire così palesemente la ‘nuova’ Costituzione? Nella mente del Premier la risposta era nella proposta di legge Fornaro-Chiti. Una proposta dimenticata da tutti, abbandonata e ripresa all’ultimo momento. Esattamente come un prestigiatore poco abile, in difficoltà, estrae all’ultimo istante un coniglio dal cilindro.

La proposta Fornaro-Chiti non è certo di ieri ma espone una volontà politica della minoranza PD non ancora assimilata dalla maggioranza del partito e, sicuramente, non dal Parlamento. Da quello che mi risulta, la proposta di legge Fornaro-Chiti non è mai stata depositata formalmente. Allora, di cosa stiamo parlando?

L’unico sentimento certo è e rimane la confusione. Eppure il 4 Dicembre andremo a votare una riforma della Costituzione, fondante per il futuro del Paese e gli elettori dovrebbero essere informati correttamente sul quesito e sui risvolti politici per il Paese. In questo, però, il Presidente del Consiglio di certo non aiuta.

Anche il partito che rappresento si batte insieme a tanti altri per evitare una tragedia nazionale irreversibile. Sono e siamo contrari a questa riforma costituzionale perché vorremmo una Italia diversa rispetto a quella che si intravede se dovesse vincere il SI.

Sono un socialista, in un partito socialista, tra socialisti, ed invito tutti i socialisti italiani a votare NO.

DIRITTO ALLA CASA. UN IMPEGNO CHE PROSEGUE

di Giandiego Marigo, Dipartimento Politiche abitative e per gli anziani

In ben più di un articolo (tre fra i più evidenti) ci siamo occupati delle politiche abitative e della deforma lombarda in particolare, (ai seguenti link IL SOCIALISMO: L’ANTIDOTO.., DIRITTO! APPUNTO, DIRITTO e soprattutto UNA RIFORMA INSUFFICIENTE..) questo perché abbiamo l’evenienza d’essere lombardi (lo scrivente) e perché, le politiche regionali a questo proposito, pur essendo originali, in teoria, poco differiscono l’una dall’altra.

Lo spirito regionale lombardo in particolare ma in generale di tutte le regioni, al proposito, è succube della politica più in generale e quindi orientato alla dismissione del patrimonio pubblico, alla privatizzazione. Alla finanziarizzazione e quindi sulla pretesa di resa massima dei beni delle società cui l’edilizia popolare fa capo ed alla chiusura sempre più privatistica di tali gestioni.

In qualche modo si tratta della avocazione di una missione in favore di una diversa visione che, con l’emergenza abitativa, con i bisogni popolari e con la carta costituzionale alla voce: Diritto alla Casa ha pochissimo a che fare e che piuttosto si inoltra in un mondo di rendite, profitti e valorizzazioni del capitale (per ora) ancora pubblico.

Lo ripeto, le leggi che riguardano questa questione sono “falsamente ed ipocritamente” regionali, ma l’ispirazione che si muove sottesa a questa pretestuosa enunciazione è la medesima che muove l’ispirazione della deforma costituzionale sotto esame referendario in questi stessi giorni e cioè , la facilitazione al passaggio da una visione di utilità popolare e bene comune a quella di impegno di capitale e quindi necessità di una resa sicura, che permetta a questo “bene non più comune” di acquisire valore di divenire un “bene finanziario” impegnabile nei giochi bancari su scala europea.

Ritengo questa politica dissennata e folle e, essendo il sindacato di base dell’Unione Inquilini un valido interlocutore, il luogo migliore per lo scambio e la condivisione di idee e posizioni politiche sul problema abitativo, parteciperò alla riunione informativa indetta per il 3 Dicembre a Milano sulla Riforma Regionale sulle politiche abitative che si terrà dalle 10.00 alle 16.00 in via Oglio, 8 presso il residence sociale “Aldo Dice Ventisei per Uno”.

Tale riunione verrà puntualmente relazionata su questo stesso sito, dopo ovviamente i risultati del tanto atteso referendum costituzionale.

CI VUOL CORAGGIO, OGGIGIORNO, IN POLITICA, AD AUTODEFINIRSI: LA “RIVOLUZIONE SOCIALISTA” DI ENRICO ROSSI

Recensione di Marco Moriconi, referente di Convergenza Socialista a Pietrasanta (Lucca)

Il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, da qualche mese è uscito allo scoperto candidandosi alla segreteria nazionale del Partito Democratico in alternativa (“ma non in contrapposizione”) a Matteo Renzi.

Rossi si è laureato in filosofia a Pisa con Remo Bodei, con una tesi su Ágnes Heller, la filosofa ungherese allieva di G. Lukács, nota per la “teoria dei bisogni radicali” ed esponente di spicco della “scuola di Budapest”, corrente filosofica del dissenso marxista dei paesi dell’est europeo. Ha pubblicato per Donzelli nel 2014 “Viaggio in Toscana” e quest’anno “Italia centrata-Ripensare la geometria dei territori” (edizioni Quodlibet, un saggio con contributi di vari studiosi di ambito economico, paesaggistico, legislativo, urbanistico e artistico che si amplia alla macro-area di Toscana, Umbria e Marche) e “Rivoluzione socialista”, (128 pagine, 15 euro, per l’editore Castelvecchi). E’ di quest’ultimo testo che vorrei scrivere brevemente, un volume che è in pratica anche alla base della proposta programmatica, culturale e “ideologica”, se vogliamo, del futuro candidato alla guida del PD nazionale. Rossi sta andando in giro per la Toscana per la presentazione del libro e di fatto già della sua candidatura. Un saggio-intervista curato dal giornalista Peppino Caldarola, ex-direttore de “L’Unità” di circa un ventennio fa ed ex-parlamentare degli allora DS, che ha accettato l’incarico di portavoce della candidatura Rossi a segretario nazionale; è prossima inoltre la formalizzazione dell’associazione “Democratici Socialisti” che si rivolge ad iscritti e simpatizzanti. Un testo di approfondita analisi dell’attualità, lineare e di agevole lettura che reca il sottotitolo “Idee e proposte per cambiare l’Italia”. Nel testo è presente una selezione di interventi del Presidente della Giunta Toscana apparsi negli ultimi due anni sul web, spesso dal tono etico-politico, sul sito di Huffington Post e sulla propria pagina Facebook ed una postfazione di Tommaso Giuntella, presidente del Centro Studi Democrazie Digitali.
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LA VITTORIA DEL NO E’ UNA NECESSITA’ STORICA PER IL NOSTRO PAESE

Manuel Santoro, Segretario nazionale

Il Financial Times con la penna di Wolfgang Münchau afferma che la vittoria del NO al referendum del 4 Dicembre sulla riforma Costituzionale aprirebbe le porte all’uscita dell’Italia dalla zona euro. Una affermazione certamente curiosa ma palesemente irrazionale visto il chiaro obiettivo da parte dell’autore di innescare una spirale di paura, confusione, ‘shock’, sia nei lettori del Financial Times che nel popolo italiano. Il pezzo, ripreso dai maggiori quotidiani italiani, è la prova della crescente distanza tra i popoli ed i mercati. Giornalisti e giornali evidentemente non riescono ancora a comprendere i radicali processi di cambiamento in atto.

Münchau dovrebbe, però, porsi una domanda. A cosa e a chi serve l’euro in questa Unione Europea?
Domanda sicuramente retorica per l’autore ma non per i lettori dell’articolo.

Lasciamo, comunque, da parte l’euro e ritorniamo sui temi principali. Il referendum Costituzionale e la legge elettorale.

Il quotidiano ‘La Repubblica’, oltre a riprendere l’articolo del Financial Times, ci ricorda dei timori della finanza mondiale, delle preoccupazioni dei ‘liberals’ di clintoniana-obamiana-sorosiana memoria, delle paure di Confindustria.
Ma non hanno ancora imparato nulla dalla vittoria di Farage con il Brexit e di Trump? Non hanno ancora compreso le motivazioni dietro l’avversità crescente di milioni di donne e uomini alle politiche neoliberiste e globaliste? Pare di no.

E’ proprio la campagna per il SI delle grandi multinazionali, dei governi liberal, dei media mainstream, delle grandi banche, dell’establishment e dell’élite a rendere ancora più forte la necessità della vittoria del NO per il nostro Paese. Il Referendum del 4 Dicembre sarà la ‘Stalingrado’ della nostra democrazia ed è fondamentale votare NO.

CS CODOGNO: CONFERENZA SULLA TEORIA MONETARIA MODERNA

Il giorno 24 Novembre alle ore 18.00 presso il Centro Ricreativo di V.le Resistenza, 1 a Codogno, Lodi, verrà organizzata una conferenza su: Teoria Monetaria Moderna.

Essa avrà la forma delle Lezioni-Conferenza tenute dalla Libera Università della Bassa Lodigiana e vedrà la collaborazione organizzativa dell’associazione EPIC (Economia Per i Cittadini).
Interverranno il Dott. Luca Pezzotta di Epic (relatore) ed il Prof. Luigi Patisso.

Presentazione della Conferenza ‘Teoria Monetaria Moderna’

Questa conferenza sul Modern Money Theory è premessa di un ciclo di 6/7 lezioni che verranno proposte a Codogno, in luogo e data da destinarsi, organizzate appunto da EPIC con il Patrocinio di Convergenza Socialista di Codogno, Movimento R-Evoluzione, Associazione Culturale Cursa.

Aperto per altro alla collaborazione ed al patrocinio di qualsivoglia organizzazione sociale volesse aggiungersi, rispettandone i contenuti. Esse sono molto importanti ed innovative, perchè propongono “scientificamente” una visione altra rispetto a quella dell’economia liberista che regna sovrana ed incontrastata sullo scenario europeo. Non già e non semplicemente per una posizione in alcun modo ideologica, ma partendo da una analisi realistica e scientifica della realtà economica e nel rispetto delle sue leggi

DO NOT FALL INTO THE TRAP OF RIOTING AGAINST DEMOCRACY

Manuel Santoro, National Secretary

Advice to the American people.

Thousands of American people are protesting against the election of President Trump. Despite how you might feel about it, the democratic process has done its job and while it is the people right to demonstrate peacefully, it is totally unacceptable to follow billionaires, reverends, organizations with the purpose of fomenting riots in different American cities like many times before abroad.

I believe the American people must not fall in this trap. The American people shall consider the importance and the necessity of the democratic vote.

Thus, I say to the American people to be part of the political environment, to engage into the political arena, talk to your fellow citizens, always, constantly, since this is the only way to learn how your nation changes year after year, month after month. Do not just wake up at Election Day.

Be vigilant of the external powers that surround your vote. It is something we have all seen before.
Democratic elected Presidents overthrown by external forces for economic, financial and geopolitical interests. Many times the same plot have being played in different nations and you, my fellow Americans, were not paying attention. Pay attention now because the same machine that has worked so well abroad in changing regimes, Parliaments, elected politicians, has been started in your own Nation.

Do not follow it. It is something we all have seen before. Just a few examples.

Mohammad Mosaddegh was an Iranian politician. He was the democratically elected Prime Minister of Iran from 1951 until 1953, when his government was overthrown in a coup d’état.

The same happened to Jacobo Árbenz Guzmán, a Guatemalan politician. He was the second democratically elected President of Guatemala, serving from 1951 to 1954. A coup was successful in overthrowing Árbenz in 1954.

Salvador Guillermo Allende Gossens was a Chilean politician. He was democratically elected in 1970 and on September 11th, same day and month of the tragic Twins Towers attack in New York, the military killed Allende in a coup d’état putting dictator Augusto Pinochet in power.

At last, Jaime Roldós Aguilera, an Ecuadorian politician, was democratically elected in 1979 and in 1981 and Viktor Fedorovych Yanukovych, a Ukrainian politician who was democratically elected president in 2010. Both of them were either killed or overthrown.

Thus, I repeat. Do not fall in the trap of rioting against democracy and its results.

LA LOTTA OGGI E’ TUTTA INTERNA AL CAPITALISMO MONDIALE. TRA GLOBALISTI E POPULISTI. TRA PADRONI E SCHIAVI.

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

Antonio Polito ha probabilmente ragione quando scrive che ‘per vincere le elezioni non è più necessario seguire il centro, il voto moderato, ma si può vincere con una piattaforma radicale’, e tale piattaforma, certamente non radicale, non è oggi socialista. Forse un domani e richiederà molto lavoro, ma oggi ad emergere come avversari politici del liberismo elitario sono i populismi di destra.

La piattaforma alternativa al liberismo non è socialista in Europa e non vive a sinistra, ma è populista in quanto anti-elitaria ma non anti-liberista e, di conseguenza, vive a destra. Vive nella pancia dei popoli sfruttati da una globalizzazione elitaria, finanziaria e capitalista. Ma non va oltre. Non ha pianificazione, progettualità. Non produce una alternativa ideologica.

La contrapposizione tra la globalizzazione guerrafondaia clintoniana, sorosiana ed il populismo tendenzialmente isolazionista trumpiano, nel quale cadono Grillo e Salvini insieme a Farage e Le Pen, è uno scontro tra il padrone e lo schiavo all’interno di una ‘epoca’ precisa. Quella capitalista. Entrambi gli schieramenti si alimentano dei pregi e dei difetti del grande capitale.

E’ uno scontro che si alimenta di sudditanza nel quale non vi è alcun segnale di emancipazione ideologica, fermo nel tempo e nelle regole. Scontro che vive sempre all’interno dei processi dell’ideologia liberista.

Altra storia è, invece, lo scontro tra due epoche antitetiche, tra due maturità ideologiche, tra il neo-feudalesimo e la modernità, vale a dire tra il capitalismo ed il socialismo. Il socialismo soprattutto in Europa assiste da lontano, da un piano diverso, allo scontro in atto con la consapevolezza di un epilogo disastroso.

Su questo terreno il socialismo è ancora lontano dal poter ergersi ad alternativa politica al capitalismo. Il socialismo non contempla l’isolazionismo oppure la supremazia, anche psicologica, dei pochi sui molti, ma incentiva l’inclusione internazionalista in funzione del ‘free-man’, non del ‘free-market’.

Noi socialisti rimaniamo, quindi, immobili nel campo capitalista, impigliati nei processi del liberismo finanziario. Assistiamo, invece, inermi allo scontro tutto interno al capitalismo mondiale tra globalisti e populisti. Il duro confronto oggi è lì. Noi dovremo solo continuare a costruire l’alternativa.

**Immagine: Globalization by Guille3691