PARLIAMO DI LAVORO? OPPURE È SOLO SCHIAVITÙ

di Giandiego Marigo

Confesso, anche se a voi interesserà forse poco, che faccio molta fatica a scrivere, in questo periodo.

L’ostinata dissennatezza dei media, impegnati nella minuta e pressante descrizione delle vicende elettorali di questo paese, mi sta sinceramente nauseando e consegnando l’impressione dell’inutilità dello scrivere d’altro.

Tutto acquisisce una chiave elettoralistica, il mondo sembra orbitare attorno a questo inutile avvenimento che non modificherà alcunché negli equilibri del vero potere visto che manca la forza di un antagonista reale a questo sistema e che il potere vero non risiede certo nel parlamento, non più, da molto tempo, forse mai.

In questi tempi di scarso ascolto io voglio parlarvi di lavoro. Già un argomento molto strumentalizzato, appunto dai portatori di vessilli, i leader inventati delle compagini in campo in questa tenzone.
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PER FRANCESCO

Ci incontreremo un giorno…sì…
e parleremo!
Al di là del grande muro del silenzio
molto oltre questo oceano di dolore
Ci incontreremo…noi…
e discuteremo
smessa, finalmente, ogni retorica!
Superiori, noi saremo
Liberi…persino dal bisogno
Senza finzioni, ci diremo tutto
soltanto per parlare, per andar dentro
per ascoltare infine, per capire
Noi ci racconteremo quello che fummo
che siamo e che saremo
Parleremo di noi…e del percorso
di quello che davvero abbiamo fatto
lo metteremo in luce
Di quella vita ed anche di ogni altra
Senza stanchezza, invidia…senza dolore
Senza più gelosia, senza mezzucci e trucchi
Noi lì ci incontreremo…un giorno…
E parleremo.

Giandiego Marigo

ANCORA SULLA RIFORMA FISCALE DI TRUMP

di Renato Gatti

La riforma fiscale di Trump si caratterizza per la riduzione dell’aliquota federale dal 35 al 21%, in effetti l’imposizione sulle imprese, considerato che oltre all’imposta federale c’è anche l’imposta statale (dall’1 al 12% con una media del 7,5%), appare tra le più alte nei paesi occidentali. Prima della riforma Trump l’aliquota era del 42,5% (35 + 7,5) mentre ora scende al 28,5% (21+7,5).

L’Italia, calcolando Ires più Irap ha avuto un’aliquota del 37% nel 2006, poi scesa al 31,5 e recentemente al 28% ( aliquota più bassa di quella statunitense ai tempi di Trump).

Certo l’Italia è il paese con aliquota fiscale tra le più alte, fatta eccezione per la Francia che sta al 33,3%, mentre il primato di aliquote basse va all’Irlanda con il suo 12,5%. La virtuosa Germania ha un’aliquota composta del 29,4%, mentre la Gran Bretagna ha una aliquota del solo 24%.
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I DIVIDENDI DAL 1 GENNAIO 2018

di Renato Gatti

I dividendi distribuiti dalle società alle persone fisiche fino ad oggi conoscevano la differenziazione tra dividendi derivanti da partecipazioni qualificate e dividendi derivanti da partecipazioni non qualificate (ovvero < del 20% del capitale).

I dividendi derivanti da partecipazioni non qualificate sono soggette ad un’imposta sostitutiva del 26%.
I dividendi derivanti da partecipazioni qualificate, abbattuti per una percentuale dipendente dall’anno di formazione degli utili, entravano a far parte del reddito irpef e quindi tassati con l’aliquota progressiva marginale.
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LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. QUALITA’ DEL LAVORO E RETRIBUZIONE DI QUALITA’

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte III

Si è detto che, quando si parla di qualità del lavoro, non si può prescindere da istruzione, formazione e riqualificazione che vanno legate a quel mondo fin dall’origine; salario e bisogni vanno integrati nel formare la retribuzione, mentre la qualità deve comprendere il contributo all’ambiente esterno da parte di ogni lavoratore e imprenditore, in termini di impatto positivo ambientale e sociale.
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LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. L’OBIETTIVO DELLE 20 ORE SETTIMANALI

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte II

Lavoro disponibile e tempo di lavoro disponibile

Prima di tutto, occorre affrontare la mancanza di lavoro e, successivamente, la relativa stabilizzazione.
Pertanto, necessita distinguere i settori in perdita da quelli in crescita o con carenza di addetti, in particolare tra i professionali, i tecnici e i lavori sociali, per indirizzare istruzione, formazione e riqualificazione in modo personalizzato e non indifferenziato.

Creare una maggiore disponibilità del lavoro in modo trasversale a tutti i suoi comparti, significa poter offrire una maggiore possibilità di scelta al lavoratore all’inizio del ciclo lavorativo. Il lavoro potrebbe quindi partire non solo per necessità ma anche essere scelto, secondo le personali capacità, attitudini e preparazioni. Questo lo renderebbe strumento di crescita dell’uomo-lavoratore all’interno del luogo di lavoro, ma solo se abbinato a migliori tutele e retribuzioni veramente premiali.
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LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. INTRODUZIONE

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte I

Tasso di disoccupazione in Italia è intorno al 12% (dati 2016/2017). La percentuale di disoccupati fino ai 24 anni di età è al 40% pari a 644-mila giovani. Tra i 25 e i 34 anni di età ci sono in Italia 877-mila disoccupati; tra i 35 e i 49 anni siamo a più di un milione. Bisogna però considerare che queste percentuali non tengono conto di chi il lavoro non lo cerca più. E’, quindi, plausibile supporre che il numero dei disoccupati sia in effetti molto maggiore. Meglio i lavoratori anziani, solo 500 mila disoccupati, che in realtà con la legge Fornero hanno difficoltà ad andare in pensione precludendo di fatto un cambio generazionale nei posti di lavoro.
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LA RIVOLUZIONE 4.0 E LA SOCIALIZZAZIONE

di Renato Gatti

Premessa

La rivoluzione 4.0 che stiamo vivendo ci pone una serie tematiche che vanno affrontate con senso di classe. Dobbiamo analizzarla ma anche, traendone le conseguenze, impostare gli strumenti che ci aiutino a governarla nel senso consono ai nostri principi.
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LA RIFORMA FISCALE DI TRUMP

di Renato Gatti

Attenti alle border taxes

La riforma fiscale di Trump, quella per fare gli USA “great again” viene commentata soprattutto per la riduzione della corporate tax dal 35 al 20%, si parla qui della tassa federale cui si aggiungono le imposte locali (statali, contea).
La cosa, tuttavia non è così semplice stante la complessità della tassazione delle companies statunitensi, comunque quello che è generalmente accettato è che la riduzione del gettito fiscale diminuirà di 1.400 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni. Tale crollo verrebbe tuttavia compensato dall’aumento del PIL generato dalla riforma: un aumento di almeno il 3% per le stime governative, ma del solo .08% secondo il Congressual Budget Office.
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Partito politico socialista aderente al 'Forum europeo delle forze progressiste' (Partito della Sinistra Europea)