SANTORO: LAVORIAMO PER IL FUTURO DEL SOCIALISMO ITALIANO

SANTORO: LAVORIAMO PER IL FUTURO DEL SOCIALISMO ITALIANO

“Il socialismo italiano è chiaramente alla deriva e quel pezzo di terra che si estende dalla sinistra del Partito Democratico sino alla destra della sinistra post-comunista è del tutto vacante, inabitato”, ha dichiarato Manuel Santoro, coordinatore di Convergenza Socialista. “Lì non troverete alcuna forza politica a presidio. Nessuna forza socialista. Troverete solo il deserto.”

“Con la svolta renziana del Partito Democratico, l’appiattimento del Partito Socialista Italiano sul PD e la graduale sparizione di SeL”, continua Santoro, “il campo alla sinistra del PD rimane scoperto mentre quel deserto continua a rimanere vivo. Con la benedizione dell’Italicum, il PD gioirà costringendo PSI e SeL ad annullarsi, forzatamente o volutamente. Con il PD, poi, nel PSE questo processo di inclusione dei socialisti sarà molto più rapido. Secondo me è, de facto, già una realtà celata.”

“A meno che non si abbia la volontà ed il coraggio di intraprendere un percorso extra-parlamentare e ridefinire i rapporti di forza iniziando dai territori, i partiti piccoli saranno costretti a presentarsi all’interno delle liste dei democratici, avendo come magra consolazione la possibilità, magari, di continuare a presentare le proprie liste solamente alle tornate amministrative. Addio autonomia politica.”

“Scomparendo nel tempo la sinistra post-comunista”, ha aggiunto Santoro, “il Partito Democratico arriverà ad esaudire il desiderio di essere riconosciuta la sola sinistra in Italia. Che sia poi Renzi o Letta il Premier, che siano le politiche più o meno liberiste o conservatrici, non avrà importanza. L’americanizzazione del quadro politico sarà, a sinistra, completo, attendendo che lo stesso accada a destra dell’emiciclo.”

“In questo scenario è comprensibile una fase, esattamente quella attuale, di digestione del boccone amaro. Alcuni iscritti e militanti hanno bisogno di un momento, più o meno lungo, di adattamento a scenari nuovi e precedentemente valutati come irrealizzabili. Divenire consapevoli dell’essere nel pieno di un processo di fagocitazione politica da parte di un altro partito richiede certamente del tempo di adattamento.”

“Il PD non sarà mai una forza socialista, né in Italia né in Europa, e, di conseguenza, PSI e SeL smetteranno i panni sin qui indossati. Indumenti più democratici sono già pronti.”

“Io, invece, guardo al deserto”, conclude Santoro, “ammirato forse dai racconti di Giuseppe Cederna sulle tratte desertiche marocchine. Lo spazio politico socialista è lì, non altrove. E’ lì che concentro i miei sforzi. Alla costruzione di un soggetto politico socialista, autonomo, equidistante dal raggio di influenza dei democratici ed affiliati, e dalla sinistra post-comunista. Il mio posto è a sinistra e la mia mente è su politiche alternative al liberismo imperante, per una diversa Europa e per un nuovo stato sociale. Lo sforzo già iniziato è nei territori ed è lì, solo lì, che ci giocheremo il futuro del socialismo italiano.”

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