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RESIDENZA E PERSONE SENZA FISSA DIMORA: LETTERA APERTA A MATTEO RENZI

Iniziativa di Convergenza Socialista, ripresa dal giornale Euronews.org

Di seguito riportiamo la ‘Lettera aperta’ al Presidente del Consiglio dei Ministri, dott. Matteo Renzi, in merito alla battaglia giornalistica per il diritto di ogni cittadino, anche se sprovvisto di un’abitazione, ad avere una Residenza formale: diritto spesso negato dai Comuni con gravi ripercussioni sociali.

Egregio Dott. Matteo Renzi

Presidente del Consiglio dei Ministri

A seguito di uno studio inviato al nostro giornale telematico dal Gruppo politico Convergenza Socialista (firmato dal suo coordinatore Manuel Santoro)  abbiamo iniziato una battaglia giornalistica in merito a un problema che Lei da ex Sindaco conosce sicuramente molto bene  e che rappresenta una gravissima violazione costituzionale nei riguardi della popolazione più povera e sfortunata del Paese. Ci riferiamo alle persone che non avendo una casa, perché costrette per motivi economici a vivere per strada o nelle automobili, non riescono a  ottenere nemmeno una ‘residenza formale’. E senza questo certificato gli sfortunati connazionali non possono:

a) Ricevere prestazioni previdenziali e assistenziali spettanti all’INPS;

b) Accedere all’assistenza Sanitaria;

c) Presentare domanda per l’accesso all’edilizia popolare;

d)  Iscrivere i propri figli a scuola;

e)  Firmare un contratto;

f)   Aprire una partita Iva;

g)  Avviare una propria attività;

h)  Godere del più elementare dei diritti previsti dalla Democrazia: il Diritto di Votare (senza la residenza non si può avere la scheda elettorale).

In sostanza, ad essi viene negata di fatto ogni possibilità di uscire dalla loro tragica situazione.

E’ vero che diversi casi personali vengono risolti mediante alcuni Istituti religiosi e assistenziali che (grazie anche al contributo pubblico) sono disponibili a fornire una residenza formale. Ma non sembra che questa sia la soluzione corretta. Ogni cittadino dovrebbe avere il diritto, andando semplicemente all’anagrafe del Comune prescelto, di avere immediatamente una residenza ‘formale’. Si tratta di una questione di dignità e di rilevanza nazionale, che non può essere assoggettata alla benevole discrezionalità dei Sindaci.

Su questo argomento Le chiedo, quindi, cosa la Presidenza del Consiglio può fare per obbligare i Comuni a rispettare le garanzie previste dalle leggi e dalla Costituzione. Sarà nostra cura, naturalmente, pubblicare e rendere noto ai lettori il suo autorevole chiarimento. Lo stesso faremo con altri rappresentanti del suo Governo, dei partiti, delle amministrazioni locali, dei sindacati e delle varie forze politiche e sociali, nell’intento di arrivare quanto prima a una soluzione definitiva del problema (chi è malato gravemente purtroppo non può aspettare).

Nel confidare sulla Sua sensibilità umana e politica, auguro un buon lavoro a Lei e al suo Governo.

Dott. Rainero Schembri Direttore
Responsabile www.euronews.org
info@euronews.org
Roma 17 marzo 2014

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