CRISI. SANTORO: LA POLITICA SPOT NON RISOLLEVERA’ IL PAESE

CRISI. SANTORO: LA POLITICA SPOT NON RISOLLEVERA’ IL PAESE

“La crisi morde e seppur Bankitalia veda la ripresa allargarsi, essa rimane molto debole e fragile”, interviene Manuel Santoro, Coordinatore nazionale di Convergenza Socialista. “Parole risentite spesso e che risentiremo certamente in futuro”.

“L’Italia, in effetti, è un Paese ingessato”, continua Santoro, “che gli atti legislativi del Governo Renzi non riusciranno a tonificare”.


“L’Italia, così come altre realtà europee, può risollevarsi solo con serie e profonde riforme strutturali le quali richiedono una esaustiva caccia e sradicamento dei privilegi e delle storture del sistema Paese. Una redistribuzione seria della ricchezza è necessaria affinchè si ristabilisca un senso di equità tra chi ha tanto e chi ha troppo poco. Valorizzare un sentimento di solidarietà nazionale è certamente una nostra priorità”.

“Dal comunicato stampa di oggi di Federconsumatori”, continua Santoro, “emerge con chiarezza come sia in corso un taglio graduale della spesa nel settore alimentare da parte degli italiani, i quali acquistano sempre meno carne e pesce e si affidano a pietanze più economiche”.

“Dopo tanti anni di non-crescita economica, l’italiano si vede costretto a tagliare il proprio bilancio proprio sul cibo. Questo non dovrebbe stupire. E’ da diverso tempo che vediamo ormai girare per le nostre città cittadini che alcuni anni fa si consideravano comodomente parte del ceto medio e che oggi si ritrovano scivolati nella più cupa povertà. Aumentano esponenzialmente le file ai centri Caritas, aumentano i senza fissa dimora, aumentano i poveri, aumentano i senza lavoro”.

“Il Governo non ha capito”, conclude Santoro, “che il vero problema italiano è risolvere l’assenza di lavoro e di dignità umana. Mi ripeterò, ma con 5 milioni di italiani in povertà assoluta, incluso un milione di minori, la nostra priorità è l’abbattimento sostenuto della povertà e non solo, come si sventola mediaticamente, il sostentamento dei consumi della classe medio-bassa, che lavora e paga le tasse. Bisogna smetterla di non pensare ai poveri solo perché non hanno niente da dare allo Stato in termini di ritorno fiscale”.

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