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SOLO L’EDUCAZIONE COMPORTAMENTALE PUO’ ARRESTARE LA BARBARIE

di Rainero Schembri

La nascita di un nuovo Stato Sociale non può prescindere da un profondo cambiamento anche dei rapporti umani. Ormai stiamo sconfinando nella barbarie più assoluta. Non si saluta più, tutti rispondono male a tutti, la grossolanità prevarica su ogni ragionamento, anziani e donne incinte vengono abitualmente lasciati in piedi sui mezzi pubblici, gli stadi si sono trasformati in campi di battaglia, errati sorpassi possono causare omicidi, i femminicidi sono solo un modo per liberarsi dalle donne e, perfino, la crocefissione ha fatto la sua ricomparsa (come è capitato a Firenze a una povera prostituta).


Per frenare questa crescente ondata di disprezzo verso le più elementari regole di convivenza umana non bastano più le leggi: occorre una grandissima mobilitazione culturale, a cominciare dalle scuole. Già dalle elementari è necessario insegnare ai bambini il valore dell’eduzione civica. Lo avevano già capito Platone nell’antica Grecia e Confucio in Cina. In Italia il primo ad accorgersi è stato Aldo Moro che nel 1958 introdusse l’insegnamento dell’educazione civile nelle scuole medie e superiori per due ore al mese.

Dopo un lungo ‘black out’ ecco che nel 2010 è stata introdotta una specie di educazione civica denominata ‘Cittadinanza e Costituzione’ comprendente cinque argomenti: educazione ambientale, educazione stradale, educazione sanitaria, eduzione alimentare e Costituzione italiana. L’insegnamento dura un’ora alla settimana, nell’ambito dell’insegnamento di storia e geografia in tutti gli Istituti di ogni ordine e grado. Ma per fermare la barbarie è troppo poco: se non vogliamo limitarci a riscostruire gli edifici scolastici ma anche le menti umane, l’ Educazione comportamentale deve assolutamente diventare una materia autonoma soggetta ai voti e, soprattutto, alle bocciature.

Rainero Schembri
Responsabile Comunicazione di Convergenza Socialista

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