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25 OTTOBRE 2014: ORGOGLIOSI DELLA NOSTRA BANDIERA IN PIAZZA

PRIMA USCITA DI CONVERGENZA SOCIALISTA

LAVORO: I SOCIALISTI DICHIARANO IL FALLIMENTO DELLE POLITICHE ITALIANE ED EUROPEE

L’elevato tasso di disoccupazione è il dramma italiano.
Il dramma di un Paese paurosamente impoverito con 3,5 milioni di disoccupati assoluti. Un dramma che deve essere affrontato in Europa, prima che in Italia.
E non pensiate che chi ha vinto le elezioni abbia gli strumenti per un radicale abbattimento della disoccupazione. Le forze culturali e politiche che si sono succedute nel tempo e che hanno governato, e continueranno a farlo, in Italia e in Europa, sono responsabili di questo fallimento. Solo loro. Ed esse vanno combattute costruendo un argine politico che ci permetta di uscire da questo stato incancrenito di crisi perenne ed evitare il perdurare di processi dolorosi di svalutazione interna.
Per questo compito c’è bisogno dei socialisti e di Convergenza Socialista.
Manuel Santoro

LAVORARE A ROMA MUNICIPIO IV
Cosa significa lavorare a Roma? Prima di tutto significa vivere due ore al giorno dentro un’automobile, indipendentemente dall’ora di partenza.
Significa arrivare stressati sul luogo di lavoro e pregare per trovare un parcheggio non troppo lontano.
Significa dover rendere conto del tuo tempo ad uno o più estranei.
Significa tener bassa la testa e non pensare troppo.
Significa calcolare con precisione ingegneristica cosa poter comprare e cosa rimandare.
Ma soprattutto tener conto del tempo che passa, ore per concludere la giornata, giorni per il sabato, anni per la pensione che si allontana sempre di più e sperare che i miei figli trovino lavoro all’estero!
‘Jolly Roger’

LAVORARE A GUIDONIA (Roma)
Guidonia è il comune dai numeri esaltanti, 85-mila abitanti, 79km quadrati di territorio, la terza città del Lazio. Poi se andiamo a guardare come e chi produce lavoro, siamo nei bassifondi.
Guidonia ha un cementificio che con l’indotto occupa 400 operai. Le cave di travertino occupano circa 400/450 dipendenti. Oltre questi due settori, l’appiattimento è totale. Non c’è assolutamente un piano produttivo di lavoro, non si è mai colloquiato con aziende importanti per portare lavoro, nessuna politica di sviluppo su alcun fronte. Come farà questo grande comune a progettare uno sviluppo di vita per le sue nuove generazioni? Come potranno le nuove coppie pensare a formare una famiglia se non hanno un futuro? Il lavoro a Guidonia manca da anni, perché la politica lì fallisce da anni.
Giancarlo Amante

LAVORARE A SASSUOLO (Modena)
Sassuolo è collocata in una regione che soffre la crisi meno del resto dell’Italia, ma questo pur essendo un freno alla deriva sociale ha fatto emergere la debolezza della struttura sociale e delle aziende che vivono di mercato interno, mentre volano gli esportatori!
Cresce il divario tra ricchi e poveri, si contano in media 800 interventi assistenziali, mensili, su famiglie e singoli che hanno perso o ridotto la capacità retributiva, a fronte di una popolazione di circa 39 mila abitanti ed in calo continuo, il ceto medio soffre, portandosi dietro l’economia locale.
Sassuolo è una cittadina orgogliosa e molte, forse troppe, situazioni d’indigenza vengono vissute nella più intima e dignitosa solitudine.
Assistiamo anche all’aumento dei fatturati in aziende che hanno ridotto l’occupazione.
E’ crollata la fiducia nella classe politica locale, che tra l’altro deve fare i conti con le esigenze di bilancio a fronte di un debito di circa 100milioni di euro della Società Patrimoniale del Comune, abbondantemente fuori controllo e che ha condotto ad un innalzamento dei prelievi tributari.
Una situazione che non viene confortata dai minori numeri negativi rispetto al resto dell’Italia, in quanto la disoccupazione locale e la cig sta ugualmente mietendo vittime tra i giovani e su interi nuclei famigliari, cose sconosciute un decennio fa nel nostro territorio.
Sta saltando la coesione sociale ed una mancata inversione di rotta a breve produrrà sicuramente problematiche non più gestibili.
Francesco Mannino

LAVORARE A SAN VITO CHIETINO (Chieti)
La situazione lavorativa nella zona di San Vito Chietino è purtroppo conforme a quella in essere in tutto l’Abruzzo ma anche altrove. Numerosi sono i disagi che ne derivano fra cui il ritardo nel pagamento degli stipendi, per quei pochi fortunati che un lavoro lo svolgono, a volte con l’ assenza totale o quasi di remunerazione per le prestazioni lavorative e talvolta, come spesso accade, s’incontra il purgatorio della cassa integrazione e della mobilità. Quando si pensa generalmente alla mancanza di lavoro e di retribuzione, non ci si sofferma sul fatto che questa condizione è generatrice di situazioni di estrema povertà, di immane disagio sociale che crea nelle persone quella che poi è la totale assenza di socialità coi propri simili e quindi vengono negati all’individuo quegli aspetti fondamentali per la propria esistenza quali l’ affettività oltre che la possibilità di poter reperire i generi di prima necessità fra cui i medicinali. Tale condizione è diffusa nel nostro territorio con delle percentuali allarmanti e civilmente poco rassicuranti poichè oltre ai disagi inconcepibili già citati, favorisce tutte quelle condizioni che conducono alla criminalità dovuta alla vera e propria fame.Chi ha fame non si domanda quali siano le ragioni politiche di una simile situazione economica. Ha fame e basta e vuole mangiare e per questo è disposto a volte a vendersi l’ anima al diavolo.
Barbara Altobelli

LAVORARE A ROMA MUNICIPIO V
La situazione lavoro al Municipio V di Roma è caratterizzata da soldi pubblici non spesi oppure mal spesi. Molti fondi della comunità europea giacciono in cassa senza un futuro. Invece la politica dovrebbe saper spendere questi soldi per dare un minimo di lavoro, di speranza alle generazioni future. In molti dicono che i giovani di borgata bivaccano al bar, senza un obiettivo definito. In molti affermano che i giovani non hanno voglia di far niente. Ma queste affermazioni non sono veritiere. I nostri giovani hanno, invece, tantissima voglia di fare ma non possono poiché a loro il futuro è stato rubato. Purtroppo, la politica locale e nazionale non è più capace di agire, di proporre una visione strategica, di lungo periodo. Molte volte la politica promette e dopo aver preso il voto si ferma. Non fa più niente.
Francesco Maria Favara

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