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GRAZIE AI NONNI PER LA VITTORIA. LA STORIA NON SARA’ RISCRITTA

di Svetlana Ivanova e Manuel Santoro

L’agenzia britannica ICM Research ha condotto nell’Aprile del 2015 un sondaggio su 3.000 abitanti della Gran Bretagna, della Germania e della Francia, per determinare quale Paese, secondo loro, avesse dato un contributo determinante alla liberazione dell’Europa dal nazi-fascismo. In ognuno dei tre Paesi sono state intervistate un migliaio di persone. I risultati sono stati sorprendenti:

Esercito degli Stati Uniti – 43%
Esercito del Regno Unito – 20%
Esercito dell’Unione Sovietica – 13%

Il sondaggio, quindi, ha evidenziaro una conoscenza distorta dei fatti storici, ponendo gli americani come i primi fautori della vittoria contro il nazi-fascismo. Una opinione del tutto diversa rispetto, invece, ad un altro sondaggio condotto nel 1945, alla fine del conflitto, nel quale il 57% dei francesi intervistati ritenne come il maggior contributo alla vittoria sulla Germania nazista fosse stato dato dall’Unione Sovietica, il 20% dagli Stati Uniti e il 12% dal Regno Unito. E questo nonostante il fatto che a liberare la Francia siano stati gli Stati Uniti e il Regno Unito.

Ristabiliamo, quindi, un minimo di giustizia e stronchiamo qualsiasi distorsione propagandistica di eventi storici.

Primo, il Fronte Occidentale alleato fu aperto solo il 6 giugno del 1944, dopo la battaglia definitiva dell’Armata Rossa a Stalingrado e a Kursk, quando divenne chiaro che l’Unione Sovietica avrebbe vinto e sarebbe potuta arrivare, usando una battuta, sino in Portogallo senza alcun aiuto.

Senza considerare, poi, le perdite dei diversi eserciti durante il conflitto:
Regno Unito – 1.246 mila persone (500 mila vite umane lungo un fronte di 640 chilometri)
Stati Uniti – 1.070 mila persone (800 mila vite umane lungo un fronte di 640 chilometri)
URSS – 11.273 mila di persone (1.800 mila vite umane, dal 7 giugno 1944 al 8 maggio 1945, lungo il fronte sovietico-tedesco, in media, di 2.500 chilometri).

Seppur il mondo occidentale si ostini a voler cambiare una storia che, probabilmente, non ritiene soddisfacente e seppur la leadership americana, volontariamente, e molti leader occidentali, costretti dalla prima, non ritengano ricordare il grande contributo sovietico in termini di vite umane alla vittoria contro il nazi-fascismo, la storia è scritta e va ricordata. Solo alcune leadership, nei decenni del dopoguerra, hanno reso omaggio allo sforzo bellico sovietico ed alle sue vittime. Una figura tra tutte è stata J.F. Kennedy il quale ricordò i 27 milioni di sovietici deceduti durante il conflitto. 27 milioni, 7 milioni in più rispetto alla popolazione attuale della Romania.

Questo, quindi, deve far pensare alla cecità politica e storica del Presidente Obama e dei suoi servitori occidentali, i quali non saranno presenti domani a Mosca, alla parata che celebrerà il 70-esimo anno dalla vittoria sul nazi-fascismo. VERGOGNA!

P.S. Ovviamente, i manipolatori dell’opinione pubblica hanno già compiuto notevoli progressi nel riscrivere la storia. Il prossimo passo sarà quello di presentarci i liberatori come aggressori.

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