Convergenza Socialista socialismo sinistra partito socialista CS Nuovo Stato Sociale Guerre Mondo Asia Africa America Latina Europa Medio Oriente

STATO SOCIALE E GUERRE NEL MONDO

di Rainero Schembri

Insieme alla Miseria sono le Guerre ad alimentare le emigrazioni di massa, vero flagello del XXI secolo. Attualmente sono oltre sessanta gli Stati in conflitto. Se consideriamo che i Paesi nel mondo sono 204, possiamo dire che oltre il 30% dell’umanità vive in uno stato di guerra civile o conflitto internazionale. E finché non riduciamo o ridimensioniamo questo bubbone, ogni piano di sviluppo economico, miglioramento dello Stato sociale e riduzione della fame nel mondo avrà un’efficacia molto limitata. Ma vediamo più nei dettagli come si presenta la situazione.

In Africa, il 50% degli Stati convive con una situazione di guerra (25 Paesi su 53). Due Paesi praticamente non esistono più, sono fuori da ogni controllo: la Somalia e la Libia. In Nigeria assistiamo dal 1999 una permanente insurrezione islamica alimentata soprattutto da Boko Haram che ha conquistato diversi territori nel nord del Paese. Solo nel 2014 sono morte in questa guerra civile oltre 5 mila persone.

In Asia, su 48 Stati ben 15 sono in guerra (poco meno del 30%). Spiccano i conflitti in Pakistan e Afghanistan (55 mila morti in dieci anni). In Medio Oriente il contrasto arabo israeliano va avanti dal 1948. Anche in Asia ci sono ormai due Stati fuori controllo: Iraq e Siria, per non parlare della grave situazione in Yemen. Su tutta quest’area grava, poi, la pesante minaccia del califfato dell’ISIS. In America Latina, insieme a qualche disputa giuridica sui confini ci sono alcuni tragici conflitti tra gli eserciti locali e i cartelli della droga, come in Colombia e Messico. Infine, in Europa ben 9 Stati vivono una situazione molto instabile. Basti citare l’Ucraina (guerra civile tra ribelli filo russi ed esercito regolare), la Cecenia (esercito russo e miliziani indipendentisti), il Daghestan (attacchi da parte delle milizie islamiche).

La morale di questa tragica favola è che solo mediante una forte pressione dell’opinione pubblica sui Governi nazionali e su organismi come l’ONU, sarà possibile ritrovare un po’ di pace, ridurre sensibilmente il fenomeno dell’emigrazione, costruire in tutti i Paesi un Nuovo Stato Sociale, condizione indispensabile per non cadere definitivamente nel burrone della storia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...