NUOVO STATO SOCIALE E SOCIAL COMPACT

di Roberto Spagnuolo e Pietro Spagnuolo

Fare allontanare da una situazione di povertà crescente i cittadini; sollevare il livello esistenziale delle fasce più deboli; ricostruire la fiducia nello Stato e nelle Istituzioni; facilitare l’accesso a istruzione, formazione e riqualificazione professionale lungo tutta la vita del lavoratore con la garanzia della sufficienza (senza ulteriore arricchimento) del sostegno pensionistico di quiescenza; questi gli obiettivi che il Nuovo Stato Sociale si propone di promuovere.

Obiettivi che non sono perseguibili in assenza di una Nuova Politica volta innanzitutto a rimodulare tutte le politiche settoriali ad un sistema di sviluppo alternativo al PIL. Tale nuovo sistema mirato al benessere collettivo non è ipotizzabile senza l’introduzione di nuove unità e nuovi criteri di misurazione, come del resto studi di istituzioni pubbliche (BES – Benessere Equo e Sostenibile) e sperimentazioni sul territorio (QUARS – Qualità Regionale dello Sviluppo) già ne sono esempio di progettazione.

Solidarietà e inclusione politica degli interessi sono il presupposto per attuare una giustizia sociale in ogni settore di pubblica attenzione, senza ledere le meritate ricompense in ambito privato. Uscire quindi da una politica autoreferenziale in quanto già deviata negli obiettivi, per indirizzarla verso i reali bisogni dell’uomo: l’ambiente; la salute; l’istruzione; il lavoro; l’assistenza in caso di bisogno.

Costruire il Nuovo Stato Sociale sarà quindi l’impegno da mettere concretamente in campo attraverso politiche attive alternative, incentivanti, anche con appropriate nuove aliquote atte a correggere deviazioni e a finanziare interventi, il tutto democraticamente condiviso in accordi necessariamente trasversali tra le rappresentanze interessate in Italia e in ambito di Unione Europea.

Tale accordo sarà per attuare le politiche nel sociale mediante mirati interventi quantitativi, strutturati in regole tecniche definite su obiettivi di lungo termine, in grado di finanziare un Fondo statale a garanzia del sostegno minimo per tutti i cittadini ed i cui impieghi, annualmente e autorevolmente predefiniti, rappresenteranno l’effettivo socio-economico del programma di un “collegato solidale”, consolidato alla Legge di Bilancio: insomma il Social Compact!

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