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CARTA DI MILANO: QUANTI BEI PROPOSITI

di Rainero Schembri

Dell’Expo, rimane in eredità la cosiddetta ‘Carta di Milano’. Come sempre, in questi casi, abbiamo tra le mani un bel documento ricco di analisi e pieno di buone intenzioni, firmata da politici, professori, esperti, imprenditori, ecc. ecc. Un documento che ritiene “inaccettabili” le seguenti dieci situazioni:

  1.  che ci siano ingiustificabili diseguaglianze nelle possibilità̀, nelle capacità e nelle opportunità̀ tra individui e popoli;
  2. non sia ancora universalmente riconosciuto il ruolo fondamentale delle donne, in particolare nella produzione agricola e nella nutrizione;
  3. circa 800 milioni di persone soffrano di fame cronica, più di due miliardi di persone siano malnutrite o comunque soffrano di carenze di vitamine e minerali;
  4. quasi due miliardi di persone siano in sovrappeso o soffrano di obesità̀;
  5. 160 milioni di bambini soffrano di malnutrizione e crescita ritardata;
  6. ogni anno 1,3 miliardi di tonnellate di cibo prodotto per il consumo umano sia sprecato o si perda nella filiera alimentare;
  7. più̀ di 5 milioni di ettari di foresta scompaiano ogni anno con un grave danno alla biodiversità̀ e alle popolazioni locali, con gravi effetti anche sul clima;
  8. le risorse del mare siano sfruttate in modo eccessivo: più̀ del 30% del pescato soggetto al commercio è sfruttato oltre la sua capacità di rigenerazione;
  9. le risorse naturali, inclusa la terra, possano essere utilizzate in contrasto con i fabbisogni e le aspettative delle popolazioni locali;
  10. sussista ancora la povertà̀ energetica, ossia l’accesso mancato o limitato a servizi energetici e strumenti di cottura efficienti, non troppo costosi, non inquinanti e non dannosi per la salute.

Troppo facile, a questo punto, fare gli scettici e sorridere sui buoni propositi. In passato, è vero, la maggior parte delle promesse è stata quasi sempre disattesa. Però la situazione è talmente grave che bisogna quasi avere fiducia ‘per forza’. L’EXPO di Astana nel Kazakhstan potrebbe, infatti, già nel 2017 rappresentare una buona occasione per verificare se qualcosa almeno è iniziata a muoversi.

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