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LE PROBLEMATICHE DI GUIDONIA MONTECELIO

Relazione di Giancarlo Amante, referente di Guidonia (RM)

Guidonia Montecelio (conosciuto semplicemente come Guidonia) è un comune italiano di 88 502 abitanti della città metropolitana di Roma situato a 22 km a nord est di Roma.È il terzo comune più popoloso del Lazio dopo Roma e Latina e il secondo comune non capoluogo di provincia più popoloso d’Italia dopo Giugliano in Campania Originariamente comune di Montecelio, accorpato e rinominato nel 1937 con la città di fondazione fascista Guidonia e il suo aeroporto militare. Il territorio condivide con Tivoli una falda storica di travertino, materiale già utilizzato a partire dall’Impero romano per la costruzione di opere architettoniche.

Il comune di Guidonia Montecelio è passato in un tempo relativamente breve da una piccola cittadina di provincia alla terza città della regione superando gli 80 000 abitanti. Lo sviluppo del territorio a partire dal dopoguerra, e soprattutto dopo gli anni settanta, è stato veloce e caotico e all’insegna della cementificazione del territorio a macchia di leopardo che l’ha portato a diventare prevalentemente una zona dormitorio a buon mercato rispetto alla vicina e più cara Capitale.

La scarsa attenzione allo sviluppo urbanistico è stata mantenuta dalle varie giunte che si sono succedute negli ultimi trent’anni, e ha portato il territorio a terreno di sfruttamento da parte di palazzinari e imprenditori senza curarsi né della salute, né della vivibilità, né tanto meno delle condizioni economiche degli abitanti.

All’inizio degli anni settanta la situazione cambia:L’Unicem amplia il proprio stabilimento e quindi necessita di una maggiore quantità di calcare per la produzione e inizia, autorizzata dall’Amministrazione comunale, l’escavazione di Colle Largo, che nel giro di qualche anno verrà raso al suolo:

  • Le cave di travertino adottano sistemi di escavazione più moderni che consentono di moltiplicare la produzione di blocchi a livelli fino a qualche tempo prima impensabili e che porteranno in pochi anni all’esaurimento delle falde storiche e più pregiate;
  • Le politiche di espulsione da parte del comune di Roma e la mancanza di alloggi a prezzi moderati nella città di Roma offre agli imprenditori edili della zona la possibilità di facili guadagni, con la costruzione di quartieri residenziali fatti di palazzi anomali per la zona e sorti su aree agricole prontamente modificate nella loro destinazione da un Piano regolatore asservito a queste nuove esigenze. I servizi e le opere di urbanizzazione arriveranno solo dopo le proteste dei nuovi residenti;
  • La popolazione nel frattempo comincia a crescere, con massicci arrivi da Roma, pendolari che con la Capitale mantengono un rapporto stretto per via del lavoro, perdendo, però, identità per il distacco dai vecchi quartieri di residenza.

Ed è proprio grazie a questo cambiamento radicale di concepire il territorio e le sue dinamiche politico-sociali che l’espansione edilizia e residenziale assume, negli anni settanta-ottanta, l’attuale fisionomia espansiva. Nascono e si sviluppano svariati centri abitativi: Villanova, Villalba, Setteville, Colleverde. L’asse tiburtino cambia aspetto, a causa dell’incremento di insediamenti industriali, soprattutto nell’area di Settecamini, ma con forti ricadute sui suoi immediati dintorni.

A livello politico, si coglie l’occasione per nuovi protagonismi, per gli arricchimenti facili, per un saccheggio selvaggio del territorio. La pressione di Roma, i nuovi posti di lavoro e l’offerta di suolo con nuova destinazione d’uso (da agricolo in abitativo) creano una situazione di “malaffare diffuso”, che emergerà ancor più negli anni ottanta.

L’imprenditoria d’assalto, legata alla monocultura dell’edilizia, condiziona pesantemente la vita politica guidoniana, giungendo a subordinare le scelte del Consiglio comunale e delle varie Amministrazioni che cambiano a ritmo sostenuto, inanellando coalizioni che cadevano sempre sulle scelte legate all’urbanistica.

Al trionfo del malaffare ha dato limitata risposta, negli anni novanta, la magistratura con arresti e processi, conclusisi, il più delle volte, con amnistie, scadenza termini, assoluzioni parziali. Nel frattempo, non cessavano di nascere nuovi insediamenti (Marco Simone, Casal Bianco, Setteville nord, Colle Fiorito, Colle Largo, Parco Azzurro) e continuava la devastazione del territorio con l’introduzione nel 1986 della Discarica dell’Inviolata.

Alla sostanziale dipendenza dei partiti politici dagli appetiti imprenditoriali ha fatto da contraltare, nell’ultimo ventennio, una forte ed agguerrita opposizione di associazioni e comitati attraverso manifestazioni di piazza, denunce, ricorsi e invasioni della sala consiliare. Il distacco tra politica e cittadinanza, tra gestione amministrativa e bisogni collettivi è stato più volte colmato dal volontariato.

L’edificabilità di molte zone tuttora ancora verdi ha permesso una continuo aumento della popolazione grazie anche alla vicinanza con Roma. Le Amministrazioni che si sono succedute nei decenni hanno permesso fino ad oggi una caotica e insensata edificazione e con scarsi servizi per una così grande popolazione. L’immagine originale di Guidonia è stata negli ultimi decenni modificata. La sua crescita disordinata ha completamente alterato il primitivo impianto, soprattutto per quanto concerne le infrastrutture e gli spazi verdi. Il risultato di ciò è stata l’inesorabile perdita dell’originale carattere organico di “comune corredato di tutti i servizi e gli edifici di carattere pubblico occorrenti alla vita e all’amministrazione di un nuovo comune autonomo” che era alla base della sua fondazione.

Problematiche sociali.
Il comune si trova ai primi posti nelle classifiche regionali per quanto riguarda il tasso di disoccupazione] con forte disagio tra i giovani che non trovano sul territorio, oltre che poche occasioni di lavoro, poche possibilità di aggregazione o di spazi pubblici in cui coltivare sport o interessi. Non è difficile incontrare gruppi di ragazzi bivaccare in mezzo alla strada quando il tempo lo permette, con l’unica alternativa di rimanere in casa, rinunciando anche alla poca socializzazione che gli spazi pubblici permettono. I pochi centri attrezzati sono a pagamento e l’impianto sportivo comunale è ad uso esclusivo della locale società di calcio.

Per le categorie più deboli come gli anziani e i bambini la situazione è altrettanto critica, a causa principalmente del traffico caotico e l’inadeguatezza della rete stradale che rendono insicuro l’attraversamento delle strade, mentre i pochi e piccoli spazi verdi sono in molti casi irraggiungibili perché situati nella parte “vecchia” di Guidonia, mentre per le molte frazioni sono inesistenti.

Ultimo grande complesso commerciale sorto sul territorio è il Centro Agroalimentare Roma, che ha sostituito i vecchi “mercati generali”, hanno trasferito dal centro di Roma sul territorio di confine di Guidonia un ulteriore volume di traffico pesante, mentre sul fronte occupazionale, in parte di tipo precario e irregolare, non sono stati riscontrati benefici rilevanti per i molti disoccupati del comune.

Con questo panorama delle maggiori attività economiche sul territorio si assiste al proliferare di piccole e medie attività imprenditoriali a volte al limite della legalità: la Chimeco ed inoltre case di riposo per anziani che negli anni hanno suscitato l’attenzione della magistratura.
L’assenza di un ospedale] completa il quadro della situazione in cui decine di migliaia di persone si trovano a vivere.

Problematiche ambientali.
La discarica dell’Inviolata.

Il Comune di Guidonia Montecelio intraprende un percorso di raccolta differenziata nell’anno 2009. In pochi anni raggiunge gli obiettivi di legge prefissati da gennaio 2013 supera abbondantemente il 65%. Anche le criticità relative alla qualità dell’aria vengono costantemente monitorate e sempre dal 2009 gli sforamenti sono sempre sotto la norma come rilevabile dal sito dell’Arpa Lazio.

Prima del 2008 la presenza di varie fonti di inquinamento, compresa la discarica nella quale versano rifiuti circa 50 comuni, non garantisce una buona qualità dell’aria. Nel 2006 vi sono stati 89 sforamenti dei PM10contro i 35 previsti per legge, situazione aggravata dalla presenza in questi territori di attività come le cementerie Buzzi Unicem che nel panorama regionale risulta essere nel 2007 l’impianto più impattante in termini di CO2 con 1.084.450 tonnellate di anidride carbonica emesse.

La Buzzi Unicem, presenza industriale storica nel territorio di Guidonia Montecelio, ha negli anni settanta ampliato il proprio stabilimento diventando tra i più grandi in Europa per la produzione di cemento. Il tributo pagato dalla popolazione è stato enorme: forte aumento delle emissioni nocive e deturpamento del territorio con la scomparsa di intere colline per l’escavazione del calcare.

Alla cementerie si aggiungono le attività estrattive del travertino che incidono fortemente sulla presenza in atmosfera delle polveri sottili. L’escavazione del travertino fatta senza una programmazione e senza il controllo delle istituzioni ha generato, oltre la nocività delle polveri, dei crateri ai lati della via Tiburtina che, in aggiunta al fenomeno delle subsidenze, hanno reso quella porzione di territorio inutilizzabile per qualsivoglia scopo. Negli ultimi anni, con l’esaurimento dei banchi di escavazione del travertino, la riduzione degli addetti provoca licenziamenti e difficoltà economiche per centinaia di famiglie.

A questi affari si è aggiunto negli ultimi 20 anni quello redditizio dei rifiuti, che ha portato all’apertura della discarica dell’Inviolata, ed enormi ricavi nelle società del già proprietario della discarica di Malagrotta di Roma, Manlio Cerroni, con ricadute occupazionali praticamente nulle e inquinamento ambientale a livelli critici.

Il Comune è sede del Parco Archeologico dell’Inviolata, un’area di 535 ettari Il Parco è stato istituito nel 1996, ma è presente solo sulla carta, dato che la sua concreta realizzazione non è mai stata in realtà avviata, mentre nella stessa area limitrofa, paradossalmente, ricade la seconda più grande discarica del Lazio dopo Malagrotta.

Per monitorare la qualità dell’aria nel 2005 sono state installate le centraline per la rilevazione delle polveri sottili, con i dati disponibili costantemente online tramite il portale telematico ufficiale del comune.

La critica situazione ambientale del territorio di Guidonia Montecelio è stata descritta nel Libro Bianco redatto nel 2007 dalle associazioni del territorio.

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