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LA COPERTA SEMPRE PIÙ CORTA SUI SOLITI NOTI: I LAVORATORI GIOVANI

di Roberto Spagnuolo

I commenti si sono susseguiti rapidamente circa l’ipotesi prevista dalla delega sulla razionalizzazione dei trattamenti in ambito assistenziale e previdenziale. Al di là delle conferme politiche e tecniche sull’intangibilità dei trattamenti in essere (come sulle reversibilità), emerge comunque un profilo che trae origine dall’aspetto duplice del problema: razionalizzare significa riequilibrare tra situazioni bisognose solo nella forma con quelle bisognose nella sostanza e il secondo aspetto, specchio generazionale del precedente, parte dal considerare che oltre al peso della ripartizione gravante sui giovani precari, nei contratti di lavoro e nella futura pensione, questi ultimi probabilmente lo saranno anche nella possibilità di accedere ad una integrazione reddituale della reversibile senza una razionalizzazione, oggi, delle risorse assistenziali per domani.

La finalità della delega è nobile in quanto legata al nuovo sussidio per le famiglie povere. Le risorse vengono ricercate soprattutto nella ottimizzazione normativa della platea dei beneficiari di assistenza e previdenza che, in assenza di revisione, autorizza al momento di drenare risorse (più di 5 miliardi a detta del presidente Boeri) attraverso “diritti” vantati da almeno un 30% di non aventi “bisogno”.

Razionalizzare la normativa è un tecnicismo politico, meglio sarebbe riequilibrare i deficit nella cura dei bisogni con le risorse sempre più scarse a disposizione. Ciò impone necessariamente una modifica dei diritti se questi, maturati in tempi oggi socialmente superati, si sono sedimentati in rendite di posizione (come la reversibilità erogata, seppure in forma ridotta, anche a chi possiede redditi oltre 60 mila euro l’anno e investimenti oltre 200 mila euro l’anno che producono utili). Rendite e redditi concorrono a sostenere i bisogni pertanto vanno cumulate anche per giustificarne le integrazioni, senza ideologie che nascondano paura di assumersi responsabilità per il futuro dei giovani.

Tali distorsioni di risorse pur essendo controproducenti per il futuro delle generazioni, sono oggi ancora sottovalutate nell’ottica breve del ciclo politico e del mero obiettivo di saldo finanziario.

Purtroppo le scelte politiche non tengono ancora conto del costo economico che il futuro presenterà ai nostri giovani, costo incluso nel Social Compact perché legato agli interessi sociali del ciclo di vita delle persone. Tuttavia le responsabilità maturano nel ciclo politico-finanziario di oggi con scelte che peseranno sul domani.

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