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REFERENDUM D’OTTOBRE “STALINGRADO” DELLA DEMOCRAZIA

di Filippo Russo

Ad ottobre gli Italiani saranno chiamati ad approvare o respingere le riforme costituzionali volute da Renzi, sarà referendum confermativo, quindi anche se andassero al voto meno della metà degli aventi diritto, sarà solo il rapporto di forza fra Si e No a deciderne l’esito. Apparentemente gli Italiani che voteranno Si sceglieranno di rinunciare al diritto di scegliere direttamente i Senatori, mentre il No garantirà la conservazione di tale fondamentale diritto, ma in realtà saremo chiamati a decidere se conservare o spazzar via la democrazia, chi voterà Si dovrebbe essere conscio di approvare il probabile inizio di una “avventura autoritaria”, invece ne sarà del tutto inconsapevole, sarà una vittima della disinformazione. Se vinceranno i No la democrazia sarà sopravvissuta alla più grave aggressione dalla caduta del Fascismo.

Vi è democrazia fin quando il Governo è legittimato dal consenso della maggioranza degli elettori, vi è regime autoritario quando, grazie ad una legge elettorale truffa o un colpo di Stato o una guerra civile, un governo pretenda d’essere legittimo pur non avendo il consenso della maggioranza dei cittadini e degli elettori. La legge elettorale truffa, con la quale si intende dar vita ad un regime autoritario è stata battezzata da Renzi “Italicum”, invece dovrebbe chiamarsi “Fascisticum”, essendo, nei fini e negli strumenti, analoga alla legge Acerbo, fatta approvate dal governo Mussolini nel 1923. Le leggi promosse da Mussolini e da Renzi sono state concepite per permettere al partito di regime di conseguire con non più del 20-25% dei consensi la maggioranza assoluta on Parlamento, ed, attraverso questa, il controllo assoluto sullo Stato. Renzi però per convincere gli incerti del suo partito e i partitini minori di governo ha inserito nel disegno di legge, poi approvato dalle due Camere- e firmato dal Presidente Mattarella, la non validità del “Fascisticum” per l’elezione del Senato. Perciò Renzi, una volta entrato in vigore il Fascisticum, ha dovuto con una legge di riforma costituzionale sbarazzarsi del Senato, il suo stesso piano machiavellico quindi lo costringe ad affrontare il rischio del referendum confermativo. Il Senato voluto da Renzi è un organo dello Stato pleonastico, come il Senato durante il ventennio fascista ed il CNL, negli anni passati, dovrebbe essere privo di ogni potere effettivo e composto da consiglieri regionali, uomini facilmente ricattabili e malleabili dal Governo, in quanto le Regioni, prive di risorse autonome, dipendono, in tutto e per tutto, dai finanziamenti del Governo.

Quindi se ad ottobre prevarranno i Si la nostra Costituzione rimarrà formalmente in vigore, come lo Statuto Albertino durante il ventennio fascista, ma nei fatti diverrà carta straccia; invece se salterà la riforma del Senato salterà inevitabilmente anche il Fascisticum, e la democrazia sarà salva.
Tuttavia gli Italiani non sono informati sulla straordinaria importanza del referendum di ottobre, persino i cittadini politicamente più avvertiti risentono della lacunosissima informazione, e pertanto spesso non si rendono conto della gravissima minaccia che pende sulla democrazia. Così CS sente, come proprio dovere civico e politico, il bisogno di promuovere, da subito, delle conferenze di informazione sul referendum d’ottobre coi cittadini e le associazioni che hanno a cuore la difesa degli ideali espressi nella Carta Costituzionale. Riteniamo che la “battaglia politica” di ottobre sarà decisiva per le sorti del nostro amato paese.

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