IN ITALIA DUE PARTITI SOCIALISTI CON DUE VISIONI DIVERSE DEL MONDO CHE VERRA’

di Manuel Santoro, Segretario nazionale di Convergenza Socialista

Il socialismo italiano è dilaniato da confusione, miraggi e parcellizzazione delle forze. Non è detto che questo sia necessariamente un male.

La galassia socialista non deve essere riappiccicata solo sulla base di un’etichetta. Essere socialisti di per sé non significa niente, almeno oggi, se non si anima una visione del mondo, una prospettiva politica e programmatica certa. Troppi sono, oggi, i centri di direzione, le linee politiche, gli interessi individuali e di gruppo. Ha molto senso, invece, convergere e far convergere su una prospettiva politica di lungo periodo, chiara, nella sua chiave socio-economica, nazionale, Europea ed internazionale.
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RENZI IL “FASCISTA” ANTIFASCISTA

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

“L’antifascismo è elemento costitutivo ed irrinunciabile della nostra società” (dall’intervista di Renzi pubblicata da “la Repubblica” del 25/04/2016). Bellissime parole. Ma che cos’è l’antifascismo per il nostro Primo Ministro?

Fare approvare una riforma elettorale, l’Italicum, sostanzialmente identica nei fini (e nella conseguente distorsione del principio di rappresentatività) alla legge Acerbo, fatta approvare dal governo Mussolini nel 1923, sarebbe antifascismo?
Attribuire ai giudici la responsabilità della lentezza dei processi, mentre si mantiene in vigore l’assurda legge berlusconiana sulla prescrizione, che sta sfasciando il nostro sistema giudiziario, sarebbe fare dell’antifascismo?
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L’AZZARDO DI RENZI

di Filippo Russo, Rapporti con le Associazioni di Convergenza Socialista

Renzi ha ottenuto l’annullamento del Referendum proposto da 9 Regioni sulle trivellazioni, gettando al vento trecento milioni dei soldi pubblici per non accorpare il Referendum con le elezioni amministrative. Ha vinto, ancora una volta, con una “furbata”, ma al Referendum confermativo delle riforme costituzionali non potrà attaccarsi al quorum, e presumibilmente perderà e dovrà dimettersi.

Perché mai allora ha deciso di correre questo azzardo? Mette a rischio la propria fortunatissima carriera politica, sapendo che potrebbe rimanere Primo Ministro fino al 2018, ed anche oltre, se riuscisse a guidare un’ampia coalizione… Ma per i fatti della politica vale il motto di Hegel: “Il reale è razionale”… Qual è dunque la razionalità dell’azzardo di Renzi?
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IL SISTEMA A RIPARTIZIONE…IN MALA FEDE

di Roberto Spagnuolo, Dipartimento sulle politiche del lavoro

Il presidente della BCE dichiara apertamente i forti rischi a cui andrà, inevitabilmente, incontro la generazione di giovani relegata alla marginalità contrattuale e professionale, di conseguenza anche contributiva. Giovani che oltre a non poter avere continuità lavorativa, stanno anche perdendo motivazione nello studio e nel cercare lavoro e sui quali, paradossalmente, gli anziani di domani si appoggeranno per avere ripagata la propria pensione. Eppure, anche se le miopi politiche del passato hanno tenuto in vita altrettanto scaltri politici, oggi benestanti grazie a rendite vitalizie affatto legate ai contributi versati, l’azione di governo continua a non mostrare ottiche lungimiranti nel settore, dimostrando ancora interventi settoriali, occasionali e di cassa, piuttosto che organici, pianificati e economicamente e socialmente sostenibili.
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VERSO IL 25 APRILE. CELEBRIAMO LA FESTA DELLA LIBERAZIONE

in memoria di Gina Galeotti Bianchi “Lia”, la prima tra i partigiani a cadere nei giorni dell’insurrezione.

22 Aprile 1945, domenica

Le formazioni partigiane liberano Modena e altri centri della provincia prima dell’arrivo delle forze alleate. Il CLN insedia le nuove autorità. Il prefetto è il democristiano Tavoli; il presidente della Provincia è il socialista Gregorio Agnini; il sindaco di Modena è il comunista Alfeo Corassori.

25 Aprile 1945, mercoledì

“Il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, oggi 25 aprile, in nome del popolo e dei volontari della libertà e delegato del solo governo legale italiano, ha assunto i poteri di governo”.

Il 24 Aprile era giunta a Milano la notizia che a Genova era scoppiata l’insurrezione. La mattina del 25 si riunisce il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) e approva all’unanimità la proclamazione dell’insurrezione generale in tutte le zone italiane ancora occupate dai nazifascisti. Proclama che verrà comunicato via radio da Sandro Pertini:

“Cittadini, lavoratori, sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e a Torino ponete i tedeschi di fronte al dilemma arrendersi o perire”.

Si comincia ad occupare le grandi fabbriche, iniziando dalla Ercole Marelli di Sesto San Giovanni. A seguire la Pirelli a Sesto e a Milano. Tutte le principali fabbriche iniziano a predisporre piani di difesa armata contro la reazione nazifascista.

E come disse Piero Calamandrei: “Era giunta l’ora di resistere; era giunta l’ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini”.

UNA VITTORIA DI PIRRO

di Filippo Russo, Rapporti con le Associazioni di Convergenza Socialista

Attenda re Renzi a gioire: questa volta il gioco è stato facile, la “partita” era truccata: hanno ridotto i tempi di votazione, hanno elevato surrettiziamente il quorum, computando anche 4 milioni di italiani all’estero, che ovviamente, a grande maggioranza, non votano, hanno usato la Rai per parlare il meno possibile della questione referendaria e diffondere notizie false, gli stessi proponenti, i 9 Consigli Regionali, non si sono impegnati come avrebbero potuto e dovuto, essendo guidati da uomini del PD, i partiti di Governo, violando per l’ennesima volta lo spirito della Costituzione, hanno fatto propaganda per l’astensione……Il cittadino è libero di votare o meno per un referendum, mentre, secondo la Costituzione, sarebbe obbligato a votare alle Politiche, ma ciò non autorizza a fare propaganda per l’astensione, tanto è vero che, stando alla Costituzione, l’annullamento del Referendum non equivale ad una vittoria del No. Adesso i Consigli Regionali avrebbero il diritto-dovere di reiterare il Referendum.
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CS ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 7 MAGGIO CONTRO IL TTIP

ESSERCI! 7 Maggio 2016, Roma
Senso vietato. Il TTIP non può entrare!

Il partito Convergenza Socialista, in quanto sostenitore della Campagna Stop TTIP promossa da Stop TTIP Italia (http://stop-ttip-italia.net/info/), aderisce alla manifestazione nazionale del 7 maggio prossimo che si svolgerà a Roma contro il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP).

Ore 15 ritrovo in Piazza della Repubblica e corteo fino a piazza del Popolo.

Il TTIP è il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti. E’ un trattato segreto, di libero scambio, in corso di negoziazione tra Unione Europea e Stati Uniti d’America.

Nell’Ottobre del 2014 sono state rese pubbliche solamente 18 paginette nelle quali non vi è traccia dei contenuti del negoziato ma si evince solo il mandato dell’Unione Europea a negoziare con gli USA. Grazie, comunque, ad alcune fughe di notizie su alcuni aspetti importanti del trattato siamo in grado di avere un quadro meno nebuloso su cosa ci aspetta. Il 28 Maggio 2015 la Commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza, 28 si e 3 no, la proposta di relazione sul TTIP.
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REFERENDUM TRIVELLE: ABITUIAMOCI ALL’ARROGANZA DEI POCHI

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

E’ triste essere testimoni di un Paese che non vota. Per chi cerca con perseveranza di cambiarlo, è come remare contro corrente.

Non discuto, oggi ed in questo breve commento, del merito del voto. Votare SI oppure votare NO non è il punto cruciale del mio ragionamento. Il problema è l’astensione, il non voto. Questa stupida idea che non votare sia una sorta di diritto ed abbia un suo senso politico e democratico.

Dobbiamo ancora una volta prendere atto del graduale scivolamento degli italiani verso l’indifferenza volontaria e menefreghista, da una parte, ed indotta da un certa classe politica, dall’altra. Era importante recarsi alle urne e compiere un dovere che anima il diritto di essere liberi e partecipi della vita del Paese.

I doveri animano i diritti. I diritti acquisiti da lotte e da tanto sangue non sono necessariamente dovuti. E non sono per sempre a meno che non vengano coltivati quotidianamente dall’azione e dalla partecipazione dei cittadini alla vita democratica del Paese. Il non andare a votare pone un problema politico che va affrontato poiché rischiamo che tante belle idee come libertà, partecipazione, giustizia sociale rimangano ad ingiallire nel passato dei nostri avi.

Non andando a votare si è dato un altro duro colpo alla democrazia partecipata, all’esserci in quanto cittadini. Non andando a votare gli italiani hanno contribuito, ancora una volta, allo svuotamento democratico della Repubblica e delle sue funzioni, consolidando l’arroganza dei pochi. Di questo passo andrà sempre peggio.

Abituiamoci all’arroganza dei pochi.

MANIFESTO PROGRAMMATICO PER LE ELEZIONI COMUNALI DI ROMA

Grazie al contributo di tutti gli iscritti CS romani

Per molti anni il prevalere delle politiche socialiste, quelle mirate cioè ad incentivare una forte presenza dello Stato ed a rafforzare lo Stato sociale, ha garantito in Europa crescita della ricchezza prodotta, calo della disoccupazione, diffusione del benessere. Sicuramente più eguaglianza e più giustizia sociale.

Poi, negli ultimi decenni, le politiche reazionarie neoliberiste e monetariste hanno preso il sopravvento, determinando un’inversione di tendenza caratterizzata da stagnazione economica, calo dell’occupazione, diffusione del malessere sociale. Incremento esponenziale del divario tra i più ricchi ed i più poveri; i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri.

Un sempre più incisivo svuotamento del ruolo fondante dello Stato in favore di politiche privatistiche ha causato, in casa nostra, il tradimento del sogno europeo. La volontà di milioni di cittadini europei di finalmente avere una Europa politica, vibrante, partecipata, con istituzioni democratiche è stata disattesa sin da subito per far posto agli interessi di pochi.
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AI COMPAGNI DELLA FEDERAZIONE PER IL SOCIALISMO. BENVENUTI IN CONVERGENZA SOCIALISTA

Convergenza Socialista è, da oggi, più forte grazie alla confluenza nel partito di tante donne e uomini della Federazione per il Socialismo.

Questo atto marca fortemente e indelebilmente la maturità politica di tutti i compagni della Federazione per il Socialismo i quali, andando oltre gli steccati, le sigle, i simboli, hanno deciso di entrare in un partito, Convergenza Socialista appunto, dalle stesse finalità politiche e programmatiche.

Partito socialista, di sinistra, autonomo, con entrambi i piedi a sinistra, che guarda in Europa al Partito della Sinistra Europea, insieme continueremo nella costruzione dell’alternativa ‘partitica’ socialista in Italia.

Da oggi la crescita di Convergenza Socialista può continuare con più vigore e con più determinazione.

Siatene partecipi e protagonisti.

Con affetto.

Manuel Santoro
Segretario nazionale