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L’AZZARDO DI RENZI

di Filippo Russo, Rapporti con le Associazioni di Convergenza Socialista

Renzi ha ottenuto l’annullamento del Referendum proposto da 9 Regioni sulle trivellazioni, gettando al vento trecento milioni dei soldi pubblici per non accorpare il Referendum con le elezioni amministrative. Ha vinto, ancora una volta, con una “furbata”, ma al Referendum confermativo delle riforme costituzionali non potrà attaccarsi al quorum, e presumibilmente perderà e dovrà dimettersi.

Perché mai allora ha deciso di correre questo azzardo? Mette a rischio la propria fortunatissima carriera politica, sapendo che potrebbe rimanere Primo Ministro fino al 2018, ed anche oltre, se riuscisse a guidare un’ampia coalizione… Ma per i fatti della politica vale il motto di Hegel: “Il reale è razionale”… Qual è dunque la razionalità dell’azzardo di Renzi?

Egli è arrivato al Governo sostenuto dalle tre più potenti lobby del paese, quella della “casta”, quella delle banche e quella degli “intoccabili”, gli scudati dalla legge sulla Prescrizione, quella dei ricchi che possono impunemente falsificare i bilanci, corrompere, evadere, senza correre il rischio di una condanna. Se certamente non esiste il paradiso della perfetta giustizia sociale, forse esiste l’inferno della perfetta ingiustizia sociale, ed uno di questi “inferni” si chiama Italia: i nostri lavoratori dipendenti (dall’ingegnere al manovale) sono i meno pagati dell’Europa Occidentale, i nostri politici e i dirigenti pubblici e privati sono i più pagati al mondo, usufruiscono dell’impunità tutti i ricchi che non abbiano commesso omicidio o rapina a mano armata, mentre si suicidano ogni anno decine di lavoratori licenziati e piccoli imprenditori soffocati dal Fisco, il nostro sistema di Previdenza elargisce pensioni sociali da fame e ben un milione di pensioni d’oro, contro le duecentomila pensioni d’oro della Germania, il paese più grande e ricco d’Europa!

Quando Renzi scippò il governo a Letta pensava di poter riavviare l’economia con gli 80 Euro in busta paga, le agevolazioni fiscali, eliminando l’articolo 18 per i nuovi assunti. Oramai ha capito che senza ledere i privilegi dei lobbisti, per l’Italia non vi sarà mai ripresa, egli può solo o ribellarsi contro coloro che gli hanno fatto far carriera e lo sostengono o ribellarsi contro la Costituzione e la Democrazia. Lui ha scelto la seconda strada: non vuole rimanere al Governo a logorarsi, vuole diventare dittatore subito, così controllerà tutti i mezzi d’informazione, e così potrà nascondere la crisi permanente agli occhi degli Italiani. Oppure se ne andrà… Che vada, allora! Vada!… Dipende solo da noi.

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