DA ROMA A MILANO LE GRANDI CITTÀ, LA GRANDE EMERGENZA

di Giandiego Marigo, Responsabile Politiche abitative e per gli anziani

Anche a Milano come a Roma è emergenza “case popolari”. Sembra che le campagne elettorali attirino l’attenzione sulle politiche abitative, normalmente dimenticate o, comunque, lentissime, al di fuori del periodo di campagna ed allora le promesse si accavallano alle promesse.
E se alcune hanno il sapore della dolce utopia, ma la consistenza dell’attenzione reale al problema come il faro che la lista di Basilio Rizzo ha puntato sulla possibilità di sistemare ed assegnare gli 8000 alloggi sfitti che ci sono in città, prendendosene finalmente carico anziché continuare a fingere che il problema non esista. Contrapposto al Grande Nulla di un Sala, molto più degli investimenti in stile EXPO’ piuttosto di qualsiasi altra cosa.
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L’EMERGENZA ROMANA HA RADICI MOLTO ANTICHE

di Giandiego Marigo, Responsabile Politiche abitative e per gli anziani

Sicuramente non è una novità la politica sciagurata dei governi Italiani sulle politiche abitative, non stupisce nessuno che si privilegi l’acquisto e che si spinga in questo senso anche al di là di qualsiasi logica. Le leggi di mercato si affermano con il tempo ed il mercato degli immobili è sempre un boccone ghiotto. Non è una novità, dicevamo, e numerosi film del periodo realista ce ne hanno accuratamente illustrato le logiche. Secondo le quali creare un enorme bacino di aspettativa per quanto riguarda le case popolari ed in affitto, facilita gli affari dei pescecani dell’immobiliarismo.
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MALAFEDE ED INGENUITÀ

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

Cos’hanno in comune Flash, Superman ed un renzista in buona fede? Sono tre personaggi di pura fantasia. Il ministro, faccia d’angelo, Del Rio dichiara che fare propaganda per l’astensione ai referendum abrogativi è “ammesso dalla Costituzione”, peccato che sia vero il contrario, così come ha chiarito anche il Presidente della Consulta: la Costituzione prevede l’annullamento del referendum abrogativo per mancanza di quorum solo come ipotesi residuale, solo nel caso che il requisito fosse giudicato spontaneamente dagli elettori di scarso interesse, fermo restando il divieto della propaganda astensionista, come per ogni altro momento elettorale; non a caso l’annullamento del referendum non esclude la possibilità di reiterarlo, conseguenza non ammessa in caso di vittoria del No. Invece sono comparsi manifesti del PD che invitavano all’astensione ed in RAI oltre i Ministri anche i giornalisti davano notizie false e messaggi fuorvianti.
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IL PIANO B

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

Come diceva il giudice Falcone tutte le vicende umane hanno un inizio ed una fine. E la Repubblica Democratica Italiana avrà fine, se ad ottobre la maggioranza di coloro che si recheranno alle urne voterà Si, autorizzando Renzi a trasformare il Senato in un organo pleonastico, come già fu al tempo del ventennio fascista. Liquidato il Senato, Renzi ordinerà a Mattarella di sciogliere il Parlamento; e dopo le nuove elezioni politiche,“adulterate” dall’Italicum, un solo partito con il 25/30% dei voti diventerà padrone del Parlamento ed un solo uomo resterà padrone del partito e dello Stato: avrà così inizio l’anno primo dell’Era Renzista, un futuro che avrà tutto il “tanfo” del passato che ha preceduto la Repubblica e la Costituzione.
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QUANDO IL FINE CONTA PIÙ DEL MEZZO: IN COSTITUZIONE METTIAMO GLI INTERESSI INVECE DEI VALORI

di Roberto Spagnuolo, Dipartimento sulle politiche del lavoro

Diversi sono i dibattiti sulla riforma della Carta, diversi sono i punti di riferimento per giustificare un sì o un no al referendum. Tra le ragioni messe a confronto per il no sono degne di nota quelle che riconoscono nella Costituzione un mettere a fattore comune i valori di una società, per cui la modifica degli stessi non può non passare per una fase interlocutoria all’interno di una comune area politica, che consenta di esprimere nuove basi condivise per la convivenza civile e sociale. Basi espresse sempre in valori e non in interessi. Attuare i valori e principi così fissati è un problema che riguarda il funzionamento dei meccanismi istituzionali. Se i meccanismi posti a garanzia della divisione e bilanciamento dei poteri divengono più vischiosi, il problema non è il valore posto sulla Carta ma la procedura che lo attua attraverso la legge ordinaria e i regolamenti delle Camere. Se occorre un intervento anche sulla Carta, tale decisione deve essere presa in comune tra maggioranza ed opposizione, per dare continuità dinamica al valore in evoluzione con la società o abbandonandolo se la società non vi si riconosce più. Il rischio, o piuttosto l’obiettivo, è usare la scusa del pragmatismo decisionale per sostituire valori e principi sociali con interessi contingenti, legati a questioni di governabilità cioè a dinamiche più politiche e amministrative che costituzionali.
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RENZEIDE

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

L’opera buffa “Renzeide” forse sarà messa in scena nella primavera del 2017: riportiamo il dialogo fra il Primo Ministro, Renzi, e i nuovi Senatori nominati, non eletti, dopo le elezioni politiche anticipate della primavera del 2017.

Renzi:    Signori miei, siete in questo magnifico Palazzo (Madama) grazie a me e all’amico Presidente Sergio Mattarella, godete della diaria oltre l’indennità di consigliere regionale. Godete anche, per mia concessione, dell’immunità, ma intendo chiarire una cosa: il PD ha le mani pulite, come le aveva la DC di De Mita, Cossiga ed Andreotti, io ho pieno rispetto della Magistratura, i giudici parlino solo attraverso le sentenze, loro hanno i processi, noi politici la prescrizione, l’ha inventata, onore al merito, Berlusconi, ma l’ho conservata io, l’unica prescrizione al mondo che non decada con il rinvio a giudizio, grazie a essa e grazie a me, i nostri amici Verdini e Formigoni usciranno immacolati da decine di processi…
Applausi, evviva, grida: -Prescrizione for ever!-
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SCUOLA DI PARTITO. PROSSIMI APPUNTAMENTI

Il 14 maggio riprendono gli incontri della Scuola.
Di seguito il calendario per il mese di Maggio:

SABATO GIORNO 14 ORE 16-18
SABATO GIORNO 21 ORE 10-12
SABATO GIORNO 28 ORE 18-20

Il programma dell’incontro del 14 p.v. è il seguente:

Introduzione relatore Francesco Maria Favara, coordinatore Scuola
Intervento di Filippo Russo sulla Riforma Boschi
Chiusura : Francesco Maria Favara.

Nel mese di maggio e giugno si effettueranno due incontri aperti al pubblico, nelle date previste dal calendario, di incontro e discussione proprio sulla Riforma Boschi.
Buon proseguimento.

Francesco Maria Favara
Coordinatore Scuola di Partito e Formazione

ROMA – CONVERGENZA SOCIALISTA CONTRO IL TTIP

Il partito Convergenza Socialista, in quanto sostenitore della Campagna Stop TTIP promossa da Stop TTIP Italia, ha aderito alla manifestazione nazionale del 7 Maggio contro il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP).

Convergenza Socialista socialismo sinistra partito socialista CS Nuovo Stato Sociale manifestazione contro TTIP
Amante – Alonzi – Santoro
Convergenza Socialista socialismo sinistra partito socialista CS Nuovo Stato Sociale manifestazione contro TTIP
Alonzi – Bruschini – Amante – Santoro
Convergenza Socialista socialismo sinistra partito socialista CS Nuovo Stato Sociale manifestazione contro TTIP
Alonzi – Bruschini
Convergenza Socialista socialismo sinistra partito socialista CS Nuovo Stato Sociale manifestazione contro TTIP
Alonzi – Amante – Bruschini – Santoro – Russo
Convergenza Socialista socialismo sinistra partito socialista CS Nuovo Stato Sociale manifestazione contro TTIP
Bandiere CS
Convergenza Socialista socialismo sinistra partito socialista CS Nuovo Stato Sociale manifestazione contro TTIP
Amante – Alonzi – Santoro

RENZI, MATTARELLA E LA TRILATERAL

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

Venerdì 13 aprile il Presidente ha ospitato i membri della Trilateral Commission, che si erano dati appuntamento a Roma per una riunione plenaria. Mattarella nel breve discorso di saluto ha tenuto a ringraziare il fondatore della Commissione David Rockfeller, presidente della Chase Manhattan Bank; lo facciamo anche noi per aver dato l’evidenza della pubblicazione ai documenti programmatici della Commissione, essi sono pubblicati (sebbene mai citati e pochissimo noti), e rappresentano un esplicito programma sovversivo, mirato a spazzar via la democrazia per costruire un “nuovo ordine mondiale” autoritario, guidato dalle grandi banche di affari e dalle corporation transnazionali. Un fine atroce, che però si intende conseguire non con la violenza, ma condizionando la politica e l’opinione pubblica.
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