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DA ROMA A MILANO LE GRANDI CITTÀ, LA GRANDE EMERGENZA

di Giandiego Marigo, Responsabile Politiche abitative e per gli anziani

Anche a Milano come a Roma è emergenza “case popolari”. Sembra che le campagne elettorali attirino l’attenzione sulle politiche abitative, normalmente dimenticate o, comunque, lentissime, al di fuori del periodo di campagna ed allora le promesse si accavallano alle promesse.
E se alcune hanno il sapore della dolce utopia, ma la consistenza dell’attenzione reale al problema come il faro che la lista di Basilio Rizzo ha puntato sulla possibilità di sistemare ed assegnare gli 8000 alloggi sfitti che ci sono in città, prendendosene finalmente carico anziché continuare a fingere che il problema non esista. Contrapposto al Grande Nulla di un Sala, molto più degli investimenti in stile EXPO’ piuttosto di qualsiasi altra cosa.

Altre, per contro, hanno quello acre e nauseante come sempre e come suole della retorica di destra (ripetitiva, noiosa e sfruttata a nostro umilissimo parere). Fari puntati sulla sicurezza per la Lista Parisi ed in specifico per “Fratelli D’Italia”. Sicurezza appunto (cavallo di battaglia d’ogni destra che si rispetti da qui all’eternità) e quindi sulla presenza della criminalità nelle case popolari “occupate per il 40%”.

Che, comunque, decide di non farsi mancare nulla inserendo in una lista in appoggio (proprio di Fratelli d’Italia) un indagato già condannato a sei mesi in primo grado, tale Marco Osnato e già direttore dell’area gestionale ALER. Colto mentre manipolava in modo non proprio legale (nonostante fosse stato avvisato dal suo stesso ufficio legale che la sua azione era fuori dalla legge) fra gestioni del verde e manutenzioni interne (notoriamente terra di nessuno ed area di conquista e gestione del peggio del peggio). Territorio normalmente abbandonato ed incolto dove si intuisce la visione di chi non crede affatto nelle prospettiva di una reale politica della casa a vantaggio di chi ha meno.

È strano, ci sia permesso il dirlo, che tale e tanta attenzione si sfoderi soltanto nei periodi elettorali, mentre nelle fasi intermedie la dimenticanza e l’abbandono ci fanno capire la reale quantità di attenzione alle politiche abitative popolari.

È strano che persino la signora D’Urso, normalmente dedicata al gossip ed alla “benpensanza” (neologismo d’area) scopra improvvisamente, in piena campagna elettorale, che la delinquenza degli “occupatori di case” dilaga nella città meneghina e riempie gli schermi di canale 5.

Il problema esiste, negarlo sarebbe idiota, ma affrontarlo così, fra strumentalizzazione e chiacchiera gossippara, cercando l’effetto mediatico immediato e remunerativo in termine di voti finalizzandolo unicamente ad un attacco ad una gestione (più o meno d’altro segno) è senza dubbio il modo peggiore di affrontare una tematica endemica, radicata, annosa ed estremamente delicata. Comunque legata, principalmente, al disinteresse ed alla ipocrisia di istituzioni che a parole dichiarano un interesse ed un’attenzione che negano poi a livello di fondi, di politiche, di scelte d’attenzione. Non basta, a nostro umilissimo parere, riempirsi la bocca delle tematiche se poi non si ha la reale intenzione di seguirle e di creare le condizioni per la vivibilità ed il riscatto. Questo vale , ovviamente, non solo nelle grandi città e non solo a Milano, ma più che mai è importante qui dove le periferie possono divenire un problema reale se abbandonate e dimenticate. Non solo politiche abitative, ma cultura, possibilità di aggregazione e punti d’incontro protetti, presenza di un tessuto sociale e non solo quartieri dormitorio dove il deserto d’ogni intervento favorisce il radicamento dell’anti-stato. La legalità non è solo una parola, ma un impegno, non è solo una retorica da sfruttare strumentalmente, ma un vuoto culturale e spirituale da riempire di significato ed impegno e soprattutto di presenza ed attenzione.

Noi siamo un piccolo partito, nato da poco, ma cerchiamo il senso degli interessi popolari ed essi partono dall’impostazione e dal modo in cui si approccia ai problemi reali se si privilegia l’essere umano oppure se l’ attenzione e sulla resa, sulle leggi di mercato sui conti della serva ed i propri personali oppure se si parte dai bisogni reali. Una scelta di campo che alcuni hanno fatto ed altri evidentemente no.

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