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LETTERA APERTA ALL’ON. SPERANZA

di Filippo Russo, Relazioni con le Associazioni

Caro Onorevole, Lei ha dato prova di grande coerenza politica rinunciando al prestigioso incarico di capo gruppo del PD alla Camera dei Deputati, quando non ha più potuto condividere le scelte della direzione del suo partito. Lei è un politico verso cui provo grande stima, e mi spiace d’essere in disaccordo con Lei in merito al giudizio su Renzi; questi è ai suoi occhi, suppongo, un uomo di Sinistra che sta commettendo alcuni errori, io invece considero l’attuale capo di governo un cinico che agisce con la stessa fredda determinazione dei generali golpisti dell’America Latina degli anni “70, generali che erano in buoni rapporti con Gelli, il quale aveva il conto corrente bancario della P2 presso la Banca Etruria. Per Lei il segretario del suo partito è figlio di un lungo ed accidentato percorso politico che dal PCI, attraverso diverse tappe (e tante sconfitte), ha condotto all’attuale PD, io invece considero Renzi figlio “naturale” di Gelli, Cossiga e Berlusconi, un uomo che solo per comodità, ha indossato la casacca del PD, perciò non mi stupisco che egli vada a braccetto con Verdini ed Alfano, mi stupisce che Lei stia ancora ai suoi ordini ai suoi ordini.

Non sono però così presuntuoso da non considerare rivedibili i miei giudizi: l’agire politico di Renzi potrebbe non essere frutto di dolo, potrebbe esser causato da un eccesso di fretta e da valutazioni superficiali. Allora facciamo una scommessa tra noi due, caro onorevole Speranza: se Renzi prima del referendum di ottobre farà approvare un riforma dell’Italicum, capace di emendarlo degli aspetti più incostituzionali, sono pronto a rivedere integralmente il mio giudizio su di lui e su di Lei.

Se non si voglia tornare al proporzionale puro, il sistema elettorale più adatto alla Repubblica Italiana sarebbe quello francese: collegi uninominali con doppio turno, si valorizzerebbero i territori, si avvicinerebbero gli eletti agli elettori, e con il secondo turno sarebbero gli stessi elettori a decidere a quali partiti affidare il governo del paese. Però per rivedere il mio giudizio su Renzi mi contenterei di pochissimi, ma fondamentali ritocchi alla legge attuale, mi è sufficiente che sia fissato un limite al premio di maggioranza, il 10%, ad esempio già sarebbe fra i più alti al mondo, ma non inficerebbe del tutto la rappresentatività, cioè, in altre parole, la Democrazia, vorrei inoltre ristabiliti due diritti fondamentali per ogni sistema democratico: il diritto degli elettori a scegliere gli eletti, il diritto per i due partiti ammessi al secondo turno di stabilire alleanze coi partiti non ammessi. Una Camera di nominati e non di eletti è funzionale ad un regime dittatoriale, impedire ad un partito di allearsi ad un altro è già atto incostituzionale, d’imperio, incompatibile con i diritti sanciti dalla Costituzione.

Ma se Renzi si limitasse a promettere una riforma dell’Italicum, esattamente come promette, e non fa, in merito all’infamia della prescrizione, esattamente come promette, e non fa, in merito alla ripresa economica, esattamente come promette, e non fa, in merito ad un nuovo corso delle politiche economiche europee, Lei, caro Onorevole Speranza, cosa farà? Io Le do un consiglio, da amico: scenda in piazza con noi a gridare: “No a Renzi, no agli zombi della P2, no alla dittatura!” Altrimenti, come Enrico Letta si autorottami, vedrà, in premio, per aver svolto il ruolo di “candelaio”, le daranno un bel “pensionamento” in qualche bella università straniera…
E addio Speranza!

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2 pensieri su “LETTERA APERTA ALL’ON. SPERANZA”

  1. Sin troppo delicato, a mio umilissimo parere, ancora si lascia spazio all’idea che se il PD fosse diverso … Un PD Bersaniano non sarebbe meno liberista di uno renziano, perchè la scelta di campo eccede l’rigine più o meno sinistorsa e compenetra la natura di questo partito. Personalmente diffido anche di Fassina e Civati, proprio perchè passati da lì, proprio perchè hanno condiviso le premesse che hanno portato al Renzsmo che non nasce dal nulla e loro devono ancora dimostrare la loro reale natura. Sinistra è lontano dal PD … io credo che questo debba essere il senso del nostro intervento e non una forma di velato rimpianto per quel che poteva essere se. Il Bipolarismo, premessa sulla quale nasce il PD e la Vocazione Maggioritaria non hanno origine con il Renzisma così come la mission di azzerare il pensiero alla propria sinistra … ammesso che terminologie del tipo sinistra .,destra … senza una specificazione ulteriore abbiano ancora qualche senso. In questo articolo si suppone che … se non ci fosse Renzi , ma non è così, il ruolo storico del PD non cambierebbe chiunque fosse il conductor.

  2. Carissimo Filippo, in atto, non riesco ad ipotizzare alternative al proporzionale puro. Prima di avanzare pubblicamente delle soluzioni complementari o alternative, come quella di un premio di maggioranza, pari al 10%, Ti consiglio una radiografia della colona vertebrale. Se non hai una spina dorsale d’acciaio non Ti conviene parlare di alternative con gli interlocutori in questio.

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