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UNDICI MILIONI. STIAMO PARLANDO DI ESSERI UMANI

di Giandiego Marigo, Responsabile Politiche abitative e per gli anziani

In un paese normale, non necessariamente socialista o socialdemocratico, solo normale la notizia che un sesto e più della popolazione non si curi “per mancanza di denaro” creerebbe preoccupazione, allarme, forse anche qualche tumulto, da noi no, il gregge è tranquillo, qui è solamente un dato statistico che scivola sulla stampa e se ne va verso il gorgo del Mainstream.

Per noi è una notizia gravissima. Già ma noi siamo socialisti (veri) e questo ci qualifica, a parte le battute sono Undici Milioni (11.000.000) gli italiani che rinunciano alle cure, perché la sanità costa troppo.
Anni di, relativamente, tranquillo smontaggio dello Stato Sociale, di falsa sussidiarietà legata solo all’interesse privato ed alla massima resa, di notizie pompate e false sull’efficienza del privato e del convenzionato ci hanno alla fine consegnato questo dato agghiacciante.

Il fatto che chi scrive sia un responsabile nazionale (per alcune tematiche) di un piccolo partito non deve ingannare “io sono uno di loro” e non un privilegiato che si cala nella parte, uno di quegli 11.000.000 e non lo dico per una forma di solidarietà, ma perché è vero, sono un ultimo. Lo scrivo per sgombrare il campo dai rimbrotti dei “sapienti del nulla” o degli “intellettuali sottocosto” sempre pronti a giudicare e ad osservare l’eventuale distanza dal problema. Per chi scrive non vale è davvero un povero.

Finita questa precisazione proseguiamo. Gli ultimi ovviamente sono tutti dentro a questo dato e gli anziani, e questo dovrebbe farci pensare. Se solo ne avessimo ancora l’abitudine.
Un dato, a suo tempo venne dichiarato dal pulpito dell’ONU che il Pianeta poteva “proseguire il suo corso”, con l’umanità a carico e mantenendo il livello tecnologico raggiunto anche con meno del 30% della popolazione mondiale attuale.

L’elitè manterrebbe dunque la sua ricchezza ed il suo potere anche con molta, molta meno gente. Ora siamo socialisti, non complottasti, ma proprio per questo abbiamo l’abitudine a leggere i dati per quello che sono e la contrazione del Welfare State in tutto il primo mondo, la passione inveterata dei padroni del mondo per le guerre, lo stato reale mondiale di “Guerra diffusa” ci portano a pensare che chi detiene il potere e possiede il 70% della ricchezza mondiale abbia una propria terribile ed agghiacciante opinione sulla sostenibilità.

Stiamo abbandonando gli ultimi, stiamo isolando i nostri anziani … stiamo permettendo per ignavia, indifferenza, stoltezza che si perpetui un “Progetto di Medioevo Tecnologico”?
Persi nelle nostre litigiosità, inseguendo le nostre divisioni ci siamo dimenticati di quello che dovremmo essere. Dei motivi che a suo tempo ci mossero portandoci qui da questa parte della visione del mondo?

Certamente in questo “pezzo” c’è una carica di “emozione”, ma d’altra parte, lo ripeto, non sto parlando di qualche cosa di lontano, ma di me (di noi), della vita di molti che come me stanno perdendo i denti e non possono andare dal dentista, malati cronici che rinunciano alle visite di controllo perché i tempi della sanità pubblica sono “epici”, al Nord dellì’Efficenza Sanitaria Formigoniana e Maroniana, della sussidiarietà che tanti bei soldini ha portato nelle casse della Compagnia delle Opere, una visita oculistica, per un caso di glaucoma (non piccole cose) può andare ad un anno, quando non di più.

I dentisti nel pubblico fanno solo pulizie, malfatte. I fisioterapisti sono una illusione assoluta ed hanno altrimenti costi mostruosi nel privato. Per non parlare per esempio dei cardiologi, piuttosto che i diabetologi o che altro dir si voglia. La differenza, quand’anche si riesca dopo mesi a vederne uno fra una visita pubblica senza ticket (disoccupati, anziani) e una nel privato a pagamento è talmente evidente da divenire oggetto di barzelletta, se ci fosse da ridere.

Lo stato dei Pronto Soccorso intasati e inefficienti per l’eccesso di afflusso, a volta immotivato, sta lì a dimostrare dove siamo arrivati ( ma tanto c’è la scorciatoia facile del dar la colpa agli extracomunitari come per le case popolari) è capitato a me, quindi sono testimone, che il mio medico curante mi “proponesse” di risolvere i miei problemi di “tempistiche” rivolgendomi al “Pronto Soccorso”. Questo è!

Quando, e finisco, questo dato di dimenticanza e di agghiacciante “povertà” ci venne dalla Grecia gridammo allo scandalo al genocidio, oggi stiamo parlando dell’Italia non facciamo gli ipocriti e non fingiamo che tutto sia normale non lo è e purtroppo la risposta è solo in un cambiamento radicale e sistemico che ponga l’essere umano prima del danaro e della resa sulla scala delle priorità. Sicuramente la fuga, dello Stato dalla Sanità pubblica si è dimostrata deleteria, forse sarebbe il caso di ripensarci.

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