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IL GRANDE INGANNO D’UNA RIPRESA CHE NON È POSSIBILE

di Giandiego Marigo, Responsabile Politiche abitative e per gli anziani

E rieccoci qui a parlare di povertà assoluta. Il dato è della Confcommercio (noto covo sovversivo) e recita che le famiglie italiane che sono nella “povertà assoluta” sono passate dal 2007 ad oggi da 823.365 ad 1.469.317 (+78%) praticamente raddoppiate! Dal 3,5% al 5.7% su scala percentuale. Gli individui poveri assoluti, si rileva ancora, hanno superato nel 2014 i 4 milioni, con un incremento di quasi il 130% rispetto al 2007, arrivando a sfiorare quasi il 7% della popolazione. Mentre intorno Governi Nazionali e Poteri Locali, nonché l’accozzaglia partitica tradizionale innalzano peana sulla Ripresa, sulla Crescita Eterna.

Ripresa da una crisi stabilita con parametri inventati da loro, con leggi di mercato arbitrarie e postulati di assoluta proprietà di chi formula le ipotesi su un debito studiato a tavolino con denaro posticcio, un debito che ha senso solo con premesse morali piratesche, danaro digitale inventato dalle banche inesistente. Una crisi che, sfuggita di mano, è diventata sistemica cioè irrisolvibile se non con mezzi fortemente traumatici e comunque modificando in modo sostanziale i rapporti di forza e gli equilibri della società così come la conosciamo.

L’hanno persino detto gli economisti del “Grande Nulla”, scienziati e docenti dell’arbitrarietà ci avevano avvisati. La Struttura Sociale che sarebbe uscita da questa crisi sarebbe stata “immancabilmente e radicalmente” diversa da quella che conoscevamo, certo, avevano un progetto, una visione loro.

Oggi i camerieri dell’élite ci intrattengono con false speranze, menzogne assortite, prese per i fondelli variegate, mentre mettono le mani nella costituzione nata dalla resistenza che tanto infastidisce i banchieri mondiali.

Ci parlano di ripresa e ci si chiede quale visto che essa passa dalla robotica, dall’automazione e quindi dall’aumento della disoccupazione ci parlano di Eterna Crescita di PIL che sale quasi che il PIL misurasse il benessere di un popolo e che la crescita ininterrotta fosse possibile in un Pianeta con risorse finite ed in esaurimento proprio ora, mentre ne stiamo parlando, non ci sarà alcuna ripresa o quantomeno essa, nei loro progetti, riguarderà solo i margini dei loro guadagni (sempre salvaguardati, regolamentati, santificati ed inossidabili).

Chi perde il lavoro oggi o non lo trova rischierà di non trovare soluzione per il resto della sua vita. Andate a vedere la disperazione e l’indice dei suicidi fra i 50enni estromessi dal mondo del Lavoro, andate a vedere la percentuale di giovani inoccupati, studiatevi i flussi di migrazione e scoprirete che in Italia ne escono almeno quanti ne entrano, altro che invasione.

Andate, io ci sono già, fra gli ultimi a vedere la fine della speranza, la rassegnazione all’ineluttabile, la fine del sogno.

E chiedetevi se costoro usciranno mai da questa prostrazione senza l’intervento dello Stato senza aiuto (dovuto per altro, almeno così dice la Costituzione) e chiedetevi come mai questo non avvenga, anzi la tendenza sia a perderli (gli ultimi), a scaricarli come peso eccedente, come zavorra.

Perché il progetto di cui parlavamo poc’anzi, la “visione elitaria” non li comprende, il mondo ch’essi vedono al di là della crisi che si sono organizzati a suo tempo non li prevede li ha persi.

Ed allora diciamocelo! Se al di là dell’orizzonte riuscissimo a guardare anche noi? Se finalmente mettessimo in campo una visione di mondo altra dalla loro, se parlassimo chiaro? Confessando di aver troppo ceduto al loro modello in questi anni, d’aver sbagliato a non resistere a lasciar correre a concedere Diritti in cambio di una falsa Sicurezza, a svendere la nostra cultura in cambio di consumi compulsivi ed obsolescenti comprensivi di ipnosi e servitù televisiva?

Se, finalmente dichiarassimo che solo una trasformazione profonda in senso Socialista può dare risposta ai bisogni dei popoli di questo Pianeta ed al pianeta stesso esausto e supersfruttato.

Che solo un Reddito di Cittadinanza (certo azione emergenziale allo stato, ma che può modificarsi nel giusto senso con il tempo) in termini chiaramente e palesemente redistributivi possa liberare il lavoro e dal lavoro e fare da volano a Volontà e Capacità creative che possano produrre una nuova immagine di società più giusta ed equa.

E se lo dicessimo che la salvezza passa da questa trasformazione e che la soluzione alla povertà è un Mondo più giusto? OPS l’ho detto ed ho chiamato menzogne (perché questo sono) il velo di mainstream dentro il quale ci avvolgono per relegarci al silenzio ed alla dimenticanza.

Non morirò, non moriremo silenziosi solo per farvi piacere ed evitarvi il fastidio di ascoltarci.

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