Case, appartamenti, poveri

IL SOCIALISMO: L’ANTIDOTO ALL’INCAPACITÀ DI ESSERE STATO

di Giandiego Marigo, Politiche abitative e per gli anziani

I numeri sono approssimativi, perché la situazione reale è difficilmente leggibile, si parla di quasi 50.000 alloggi popolari sfitti, dismessi, da riattare a fronte di una richiesta “regolare” (cioè palesata e manifestata) di 700-750.000 alloggi. La volontà politica di rispondere al problema è molto sotto lo zero, totalmente inesistente. Ci si attacca al fatto che siamo un Paese di proprietari di casa (80%) per fingere che il problema non esista.

Nel farneticante e demenziale inseguimento del “privato ad ogni costo” si tralascia ormai da troppi anni qualsivoglia politica riguardante le abitazioni a basso costo, mentre il problema diventa sempre più pressante e si ingigantisce di volta in volta, aggravato dagli effetti devastanti e, per ora, solo superficialmente manifestati d’una crisi gravissima di sistema. Nessuna volontà non già di costruire alloggi popolari nuovi (magari antisismici, nei luoghi in cui siano necessari) dove occorre, ma totale abbandono del vecchio e nessuna volontà di risistemarlo e risanarlo.

Le amplissime parti di Città abbandonate ed i palazzi semi-deserti, che divengono pericolosi ricettacoli di malvivenza sono lì a dimostrarlo. Roma, Napoli ed in parte anche Milano. L’abbandono ALER non risponde IACP tace e se un tubo dell’acqua si rompe e cade una lampada, poco male ci pensano gli inquilini oppure nessuno e via così, sempre più lontani dalle esigenze, sempre più assenti. Sempre più preoccupati unicamente dalle case occupate, dalle morosità, colpevoli o meno che siano, dalla vendita degli spazi commerciali, dalla trasformazione graduale e costante dell’utenza in clientela.

Privatizzazione innanzitutto. Si comincia dai servizi indispensabili, che dove i caseggiati siano piccoli ed autonomi possono essere auto gestiti dagli assegnatari, ma che negli immensi alveari delle grandi città corredati da parchetti e giardini divengono preda di misteriose e poco limpide associazioni di privati.

La politica della vendita degli appartamenti e dell’inflessibilità di fronte alle morosità pure incolpevoli sono la cartina al tornasole di una situazione che sta deteriorandosi da troppo, troppo tempo in nome delle privatizzazioni. In nome dello Stato leggero e senza laccioli ed impegni del Welfare inesistente e dell’abbandono graduale e metodico degli ultimi.

Esistono situazioni pesantissime all’interno di molte strutture, di cui nessuno si occupa, problematiche sociali serissime che vengono solo nominalmente prese in carico, ma che poi restano lì ad incancrenire, sino a divenire problemi insormontabili ed irrisolvibili. Disinteresse del Sociale, delle Aziende preposte al controllo ed all’assegnazione che svolgono il proprio ruolo ragionieristico senza alcun accenno di “partecipazione umana”. Il Pubblico deve essere un problema, deve rappresentare una vergogna. Questo è il compito assegnato. I poveri ed i bisognosi non dovranno mai divenire risorsa, ma sempre e solamente peso.

In tutto questo il “Controllo democratico dal basso” è quasi azzerato, i tempi per le organizzazioni autonome degli inquilini sembrano divenire sempre più problematici, partecipazione sviluppa allergie e forme idiosincratiche. Diventa difficile persino accedere alle informazioni. La guerra di Tutti contro Tutti.

Il sindacato e le organizzazioni diventano “politica” e quindi deprecabile sostanza di scarto, mentre, in realtà gli ultimi restano sempre più soli ed è nelle politiche abitative o meglio nelle NON politiche abitative che questo si vede maggiormente, perché è su questo fronte che gli ultimi si presentano a noi per quel che sono con tutto il loro bagaglio di problematiche ed è su questo fronte che la battaglia della Solidarietà e dello Stato Sociale viene perduta. Qui si sviluppano le peggiori forme di rivalsa, di competizione, di guerre fra poveri. Qui il Dettato Costituzionale ancor prima che modificato banditescamente viene irriso, disatteso, dimenticato e sconfitto.

QUI I SOCIALISTI DOVREBBERO ESSERE ASSOLUTAMENTE PRESENTI! PERCHÉ QUI C’È IL POPOLO ED I SUOI BISOGNI.

Oggi il Terremoto pone più che mai all’ordine del giorno la totale Assenza dello Stato sulle questioni abitative. Il vuoto di qualsiasi presa di Responsabilità, l’assenza non solo della volontà , ma anche della capacità di rispondere a bisogni urgenti. L’assoluta totale delega delle problematiche inerenti la sicurezza abitativa ai privati cittadini Nel fatto stesso che si chiedano ai cittadini danari che lo Stato dovrebbe poter produrre in autonomia quando servano.

Nella giungla di un’economia fatta di debiti inventati e creditori inesistenti, d’un debito pubblico che è , in sé, una forma di demenziale bugia. D’una incapacità endemica grave di pensare allo Stato come amico e responsabile e non solo come esattore. La confusione fra assistenzialismo e solidarietà, dove quest’ultima viene mortificata dalla disabitudine ad essere, appunto, solidali. Uno Stato non solo svenduto alla finanza, ma incapace di essere qualsiasi altra cosa che non un patetico coacervo di incompetenti.

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