Socialist Convergence socialism Alianza PAIS ELAP

ELAP 2016. LETTERA AL MOVIMIENTO ALIANZA PAIS

di Manuel Santoro, Segretario nazionale
Lettera spedita in data 16.09.2016

Carissimi compagni, amici,

Convergenza Socialista è onorata dell’invito ricevuto per il 3° Incontro Latino-Americano Progressista, ELAP 2016, che si terrà in Ecuador dal 28 al 30 di questo Settembre. Questo incontro è di vitale importanza per il futuro dell’alternativa politica, economica e sociale al modello neo-liberista e, spero, possa essere riproposto negli anni a venire con più forza e con più decisione.

Ringrazio, quindi, il Movimiento Alianza PAIS, in special modo Dorris Soliz Carrion, Segretaria Esecutiva, e Fander Falconi Benitez, Presidente della Commissione Relazioni Internazionali, e parimenti ringrazio tutte le organizzazioni politiche, movimenti e partiti, che parteciperanno all’incontro per renderlo forte agli occhi del mondo.

Convergenza Socialista è un partito politico sorto dalle ceneri del socialismo italiano appena un anno e mezzo fa e, da subito, con estrema chiarezza ha indicato nel modello liberista la causa delle gravi crisi economiche e sociali che stanno percorrendo in lungo ed in largo il nostro tempo, attraversando tutti i continenti del pianeta.

Siamo socialisti e crediamo fortemente che il modello liberista, le politiche liberiste, debbano essere superate con politiche socialiste. Socialismo è antiliberismo così come il liberismo è antisocialismo. La nostra missione è contribuire alla costruzione dell’alternativa politica ed economica al modello liberista, in Italia ed in campo internazionale.

In Europa abbiamo chiesto l’adesione al Partito della Sinistra Europea, e in ambito internazionale seguiamo con molta attenzione i processi politici in America Latina e nel nord America con i lavori dell’ELAP, del Foro de Sao Paulo e del “Socialist Convergence” di Philadelphia sorta nel Luglio scorso.

Riportandovi un dato storico che riguarda il vostro Continente, tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 si cominciò a discutere, anche in Italia, della situazione politica della sinistra cilena. L’idea della “convergenza socialista” dell’epoca presupponeva una grande prova di pluralismo delle idee, trasparenza dei metodi e democrazia interna mentre si era in lotta contro una dittatura militare. Ne parlava Lelio Basso, un socialista italiano. Penso dovremmo ripartire da qui. Parlarci, annodare idee, allacciare contatti, rendere planetaria una piattaforma politica socialista che si contrapponga con forza al progredire inesorabile della globalizzazione, anche culturale, in atto da decenni.

Oggi, naturalmente, non combattiamo una dittatura militare ma potremmo affermare che lottiamo contro il solidificarsi di una dittatura politico-finanziaria i cui risvolti egoistici sono in costante accelerazione.

Sin dall’ultima crisi dei mutui sub-prime è stato chiaro come il mondo fosse sotto scacco da una minuscola ma potente élite finanziaria che influenza fortemente la politica e, attraverso la politica consenziente, modella le politiche economiche e sociali verso forme sempre più selvagge, antisociali, che contemplano forti privatizzazioni e una svendita del bene pubblico. Il piano di privatizzazioni annunciato in Brasile dal neo-Presidente Temer ne è testimonianza.

La lotta tra le popolazioni e l’élite è una realtà conclamata. Il 99% contro l’1%.

Il 99% composto da uomini e donne, dai popoli del pianeta, segregati in un ambito nazionale e, quindi, localistico. Il 99% della popolazione. L’1%, invece, composto dal grande capitale la cui globalizzazione dei processi bancari e finanziari ha prodotto una convergenza transnazionale in grado di autoregolarsi bypassando le diverse regole nazionali e le deboli regole internazionali. L’1% rimanente.

Cosa facciamo allora? Ridimensioniamo il Capitale, de-globalizzando l’economia del pianeta, oppure facciamo in modo di creare le basi per l’alternativa, per la globalizzazione del Socialismo democratico?

Il Socialismo è una progettualità strategica la quale per essere realmente efficace ed avere una reale presa in termini di rapporti di forza, deve ampliarsi, globalizzarsi in un mondo orami irreversibilmente globalizzato in campo liberista. Se la dottrina liberista è riuscita a divenire dominate nel mondo intero, il socialismo democratico dovrà fare lo stesso se vorrà avere l’opportunità di esserne l’alternativa politica ed economica.

Sono fondamentali, quindi, gli incontri tra organizzazioni, movimenti e partiti, a livello nazionale ed internazionale, che pongano le basi per chiare piattaforme socialiste, anti-liberiste. In questa ottica, è fondamentale continuare a far crescere organizzazioni e momenti d’incontro internazionali come il Partito della Sinistra Europea, l’ELAP, il Foro de Sao Paulo, etc.

Va, però, fatto uno sforzo in più. Convergere su una piattaforma politica comune che dia un rilancio globale al socialismo.

Pensiamo, quindi, ad una sorta di coordinamento a livello mondiale per l’organizzazione di una grande assise, annuale, a rotazione in ognuno dei continenti del pianeta, che ci permetta di procedere più speditamente verso una internazionalizzazione del socialismo creando un tavolo di lavoro, un luogo d’incontro, dove poter affilare le nostre strategie politiche in alternativa alle politiche messe a punto negli incontri dell’élite globalizzata.

Oggi i rapporti di forza tra il campo liberista e quello socialista sono molto squilibrati. E questo è dovuto alla frammentazione in campo nazionale, avvolte in campo continentale, delle forze socialiste, progressiste e di sinistra contro una potenza liberista che ha una sua chiara piattaforma politico-economica omogenea ovunque nel mondo. Siamo dispersi, politicamente disomogenei, e penso, quindi, sia arrivato il momento di iniziare un nostro processo di omogeneizzazione del socialismo, a livello globale, su pochi punti politici.

Una nostra proposta sul mondo. La ‘globalizzazione del Socialismo’. Proposta che dovrà muoversi lungo quattro direttrici strategiche.

Sul piano economico, dobbiamo invertire la rotta sulle massicce privatizzazioni degli ultimi decenni che anche in Europa ed America Latina hanno fatto danni enormi. Tutto quello che è di pubblica utilità, di pubblico interesse, tutto quello che riguarda tutti, deve essere di tutti. Il pubblico al pubblico. Altro aspetto riguarda la politica monetaria che deve tornare ad essere una funzione ‘pubblica’, gestita da un ente pubblico. Il servizio ‘non sostituibile’ è un servizio pubblico, come l’energia elettrica, l’erogazione del gas, l’acqua, il conto corrente.

Sul piano sociale, piena ed equa ridistribuzione della ricchezza.

Sul piano politico, migliorare la qualità delle democrazie ampliandone la rappresentatività, il coinvolgimento, la partecipazione andando a toccare tutte le classi sociali. Non emarginando nessuno, non lasciando nessuno indietro.

Quarto, il problema della concentrazione dell’informazione la quale distorce la verità, spesso la falsifica, per interessi particolari. E’ una questione globale che deve essere trattata a livello globale.

E’ evidente, quindi, la necessità di una larga internazionalizzazione del socialismo che si ponga come l’alternativa politica ed economica al neo-liberismo. Lavoriamoci.

Un caro saluto.

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