Referendum Costituzionale, Comitato per il NO di Convergenza Socialista

INVITO A TUTTI I SOCIALISTI ITALIANI: VOTATE NO

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

Il Presidente del Consiglio Renzi è ormai diventato onnipresente sui media negli ultimi giorni. Tra giornali e canali televisivi, è ovunque a qualsiasi ora della giornata e della serata. Avrà probabilmente abdicato al suo ruolo di Premier per dedicarsi alla propaganda politica. Insieme ad i suoi accoliti cerca di arrampicarsi sugli specchi blaterando improbabili risposte alle critiche mosse dai comitati del NO sulla riforma costituzionale che porta anche il suo nome.

Da goffe contraddizioni a vere e proprie bufale, Renzi sta provando a confondere il confondibile in questi ultimi giorni prima del voto. Renzi non è uno statista, e passerà alla storia semplicemente come un grande venditore di fumo. Probabilmente il migliore, di certo non l’ultimo.

Basta riprendere la sua recentissima perla sull’elezione diretta dei senatori la quale, di fatto, surclassa per audacia e coraggio tutto quello sino ad oggi ascoltato dalla voce del Premier. “I cittadini eleggeranno il nuovo Senato”, ha dichiarato.

Forse l’unico punto certo, vergine, immacolato, non ancora imbrattato dall’incertezza delle giravolte renziane, cade anch’esso. L’unico punto chiaro nella mente di tutti gli elettori sino a quel momento, diventa confuso, torbido. Devo ammettere che l’immensità della dichiarazione ha confuso all’inizio anche me. Eravamo tutti convinti, leggendo l’Articolo 57 della riforma costituzionale, che fossero i Consigli regionali, non gli elettori, ad eleggere i senatori. E’ scritto nero su bianco lì, senza alcun dubbio. E’ probabile che si sia confuso, il Premier, oppure cha abbia avuto un blackout pre-voto dimenticando un pilastro importante della riforma costituzionale? Certamente no.

A seguire si sono accodati i media. Leggere alcuni passaggi del suo intervento sui maggiori quotidiani italiani nei quali pericolosamente dichiarava che “con la legge elettorale che sarà fatta in caso di vittoria del sì gli elettori potranno decidere sulla scheda quale consigliere regionale andrà in Senato, metteranno il nome e cognome del candidato scelto all’interno del loro partito”, mi ha ulteriormente confuso.

Mi sono chiesto, allora, come fosse possibile immaginare una legge elettorale che prevedesse il voto diretto dei senatori quando proprio la riforma della Costituzione prevede al ‘nuovo’ Articolo 57 che “i Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori”? Come può una legge elettorale, quindi, ordinaria, contraddire così palesemente la ‘nuova’ Costituzione? Nella mente del Premier la risposta era nella proposta di legge Fornaro-Chiti. Una proposta dimenticata da tutti, abbandonata e ripresa all’ultimo momento. Esattamente come un prestigiatore poco abile, in difficoltà, estrae all’ultimo istante un coniglio dal cilindro.

La proposta Fornaro-Chiti non è certo di ieri ma espone una volontà politica della minoranza PD non ancora assimilata dalla maggioranza del partito e, sicuramente, non dal Parlamento. Da quello che mi risulta, la proposta di legge Fornaro-Chiti non è mai stata depositata formalmente. Allora, di cosa stiamo parlando?

L’unico sentimento certo è e rimane la confusione. Eppure il 4 Dicembre andremo a votare una riforma della Costituzione, fondante per il futuro del Paese e gli elettori dovrebbero essere informati correttamente sul quesito e sui risvolti politici per il Paese. In questo, però, il Presidente del Consiglio di certo non aiuta.

Anche il partito che rappresento si batte insieme a tanti altri per evitare una tragedia nazionale irreversibile. Sono e siamo contrari a questa riforma costituzionale perché vorremmo una Italia diversa rispetto a quella che si intravede se dovesse vincere il SI.

Sono un socialista, in un partito socialista, tra socialisti, ed invito tutti i socialisti italiani a votare NO.

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