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IL GOVERNO GENTILONI NON TIENE CONTO DEL VOTO. ORA IL PROPORZIONALE

IL GOVERNO GENTILONI NON TIENE CONTO DEL VOTO. ORA IL PROPORZIONALE

“Il Governo Gentiloni è palesemente in continuità con il Governo precedente e non tiene conto del voto netto e contrario alla riforma costituzionale Renzi-Boschi”, così commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.
“Le dimissioni di Renzi erano dovute proprio per la natura personalistica data alla campagna referendaria, ma mi sarei aspettato un passo indietro rapido e deciso anche della ministra Boschi visto che la riforma proposta agli italiani portava il suo nome”.

“Così non è stato e invece di un passo indietro abbiamo assistito ad un passo in avanti del ministro Boschi”, continua Santoro, “la quale ora sarà probabilmente la causa principale di un crescente clima avvelenato nel Paese”.

“Ritengo comunque”, continua Santoro, “che la Costituzione vada applicata, ed insegnata prima di tutto ai parlamentari che oggi ripropongono il mantra di un Governo non eletto dai cittadini. Ci sarà da varare una nuova legge elettorale e spero che si vada verso una proposta proporzionale, con preferenze e senza sbarramenti, che tenga conto delle diverse anime che compongono la società italiana. Che si concluda poi la legislatura”.

“Saranno sicuramente mesi difficili”, conclude Santoro, “ma oggi la priorità è coinvolgere non dividere, e solo una legge elettorale proporzionale può adempiere a tale scopo. Rafforzeremmo, così, l’assetto parlamentarista incarnata nella nostra Costituzione evitando strappi maggioritari che sono incompatibili con il nostro assetto costituzionale”.

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1 commento su “IL GOVERNO GENTILONI NON TIENE CONTO DEL VOTO. ORA IL PROPORZIONALE”

  1. Ora che il referendum ha bocciato il più pericoloso tentativo di abrogare la nostra Costituzione credo sia urgente raccogliere tutte le forze che credono ancora nei principi della Repubblica democratica fondata sul lavoro.
    La prima e più urgente iniziativa in questo momento, a mio avviso, dovrebbe essere il ripristino integrale della legge elettorale vigente fino al 1992 fondata sul proporzionale puro con libera espressione delle preferenze (senza premi di maggioranza e senza sbarramenti). Con conseguente immediata abrogazione espressa dell’Italicum.
    Questo ripristino potrebbe essere votato in pochi giorni da Camera e Senato e ci darebbe la matematica certezza della conformità alla Costituzione della Legge elettorale per entrambe le Camere e nello stesso tempo ci eviterebbe tutte le pastoie conseguenti alla pronuncia della Corte Costituzionale che, a quanto pare, non ha nessuna fretta di pronunciarsi (e una volta che abbia preso la decisione, molto probabilmente, ci metterebbe di fronte alla miriade dei problemi legati all’abrogazione parziale dell’Italicum).
    Nessuna forza politica democratica potrebbe porre obiezioni al sistema proporzionale puro in quanto con esso ciascun partito conseguirà un numero di seggi in proporzione esatta al numero di voti ottenuto. In questo modo la composizione del Parlamento risulta lo specchio fedele della volontà del popolo. Nessun partito potrà dire che la legge è stata fatta per favorire un partito in particolare. Una legge proporzionale pura è tanto più necessaria oggi dopo che per per più di vent’anni a le leggi “maggioritarie” (Mattarellum e Porcellum) hanno avuto come risultato una composizione del Parlamento non conforme alla Costituzione. Si osserva che il Porcellum è stato espressamente dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale mentre il Mattarellum non è stato dichiarato incostituzionale solo perché nessuno ha promosso il relativo procedimento avanti alla Corte e tuttavia, in realtà esso, è ancora più incostituzionale del Porcellum.
    Chiunque abbia letto gli art. 48 e 49 della Cost. capisce che questa legge viola macroscopicamente questi articoli.
    Basta osservare in proposito che nei collegi uninominali i cittadini che non hanno votato per il candidato che ha avuto la maggioranza anche
    per un solo voto non ottengono nessun rappresentate in Parlamento. Gli articoli sopra citati invece prevedono che i cittadini che non hanno votato per il partito che ha ottenuto la maggioranza (in un qualunque seggio elettorale) abbiano il diritto di essere comunque rappresentati in parlamento da uno o più partiti di minoranza. Il silenzio dei parlamentari e dei relativi partiti, degli uomini di cultura (e segnatamente dei giuristi) e dei responsabili di grandi mezzi di informazione sull’illegittimità del sistema elettorale giornalisticamente denominato Mattarellum può essere qualificato soltanto come tradimento della Costituzione. Oggi Mattarellum e Porcellum dovrebbero essere definitivamente archiviati. Il PD a mezzo del suo segretario (sconfitto sonoramente nel Referendum), come vediamo, ripropone quest’ultimo sistema elettorale. I cittadini che hanno a cuore il rispetto della Costituzione devono mobilitarsi senza perdere tempo perché questa proposta sia bloccata e bocciata definitivamente.
    Oggi, dopo la vittoria referendaria del NO è possibile di tornare sulla retta e ripristinare la legalità costituzionale nella formazione del Parlamento.
    Sento già obiezione di coloro che diranno: “Con la legge proporzionale pura si torna alla Prima repubblica.” A costoro bisogna rispondere: “Per quanto gravi siano stati i difetti del sistema politico istituzionale vigente fino al 1992 – e sono stati veramente molto gravi – tali difetti non hanno mai portato alla formazione di Parlamenti costituzionalmente illegittimi. E il parlamento, organo titolare potere legislativo, è l’organo più importante della Repubblica democratica (fondata sul lavoro) quale è stata appunto disegnata nella nostra Costituzione.”
    Quindi un sistema elettorale conforme alla costituzione quale è il proporzionale puro senza sbarramento alcuno (anche gli elettori dei partiti più piccoli hanno diritto ad essere rappresentati in Parlamento – e spesso da partiti piccoli possono venire ottime idee -) e con diritto per per gli elettori di esprimere la preferenza per i candidati è quello che in questo momento storico nel nostro Paese deve essere adottato se vogliamo creare le condizioni per un processo politico che contrasti e inverta la tendenza che negli ultimi due o tre decenni ha portato allo stravolgimento della lettera e dello spirito della nostra Costituzione.
    Auguro a Convergenza Socialista un buon lavoro.
    Giorgio Pizzol

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