SCONTRI E RISCONTRI, MENTRE IL PAESE NEMMENO TANTO LENTAMENTE MUORE

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Premetto, ed è tutto sommato importante, che ritengo deviante e distraente dai problemi reali di questo paese e soprattutto dell’Europa e del mondo, questo centellinare ed eternamente raccontare dello scontro, per altro eventuale, all’interno del PD.

Me ne occupo, perché, tutto sommato nel generale marasma d’un paese confuso sulle posizioni e sugli ideali che sorreggono quella che definiamo “politica” appare necessario fare anche questo. In qualche modo, da sempre, il PD gioca questo giochino. Quello della sua divisione interna, che permette al partito di “controllare” se non di rappresentare (questo non lo fa da tempo, anzi dalla sua stessa nascita malriuscita) l’Area di Progresso e Civiltà e di inquinarla con il pensiero liberista che lo attraversa e con il suo Post-blearismo in stile neo-democristiano made in Italy.

Lo scontro Renzi – D’Alema si muove in questo senso, così come fu per Il Renzi – Bersan, piuttosto che per, per quanto farsesco, Veltroni – Bindi. Giocare sulle opposte tifoserie e sulle primarie è il campo scelto dal PD per illudere sulla sua democrazia interna, così, come l’avere, sempre una pseudo sinistra interna minoritaria e ridicola lo è per garantirsi un ponte sul quale decimare le velleità alla sua sinistra.

Il PD si è sempre preoccupato di garantire una tribuna, tutto sommato comoda, ai suoi servitori a sinistra, interni esterni e prossimali. D’altra parte i difetti del bipolarismo sono tali e tanti che, per chi si appresti a servire innanzi tutto il proprio ‘Mostro Pragma’, al di là di ogni possibile deviazione ideale è quasi d’obbligo l’agire così.
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POLITICA. SANTORO (CS): DAL RAPPORTO EURISPES UN PAESE IN GRAVE DIFFICOLTA’

“Il Rapporto Italia 2017 dell’Eurispes testimonia le gravi difficoltà che il nostro Paese si trova ad affrontare”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “tenendo conto anche del fatto che la crescita del nostro Paese stenta a decollare da tantissimi anni, i quali sono stati consumati dalla nostra classe politica in liti snervanti, tra leggi elettorali e riforme costituzionali improbabili. Abbiamo perso troppo tempo e non abbiamo dato alcuna risposta ai cittadini.”

“Un primo dato che preoccupa”, continua Santoro, “è che quasi la metà delle famiglie italiane non riesce ad arrivare a fine mese, mentre il 75% delle famiglie non risparmia nulla durante l’anno. Manca il lavoro, enorme problema cronico dell’Italia, la cui mancanza certifica un ritorno dei giovani a casa dei genitori per motivi economici, per sé e per i propri figli.”

“Tempo fa dicevamo, e costantemente ricordiamo, che l’impoverimento strutturale del Paese sta modificando il rapporto generazionale. I padri aiutano sempre di più i figli; i nonni aiutano sempre più figli e nipoti. Il miglioramento generazionale, sia in termini economici che di qualità della vita, dai padri ai figli non è più realtà, e solo un cambio netto, strategico di direzione politica, in Italia e in Europa, può ristabilire un flusso sano, positivo e progressivo, in cui nel futuro si sta meglio che in passato.”

“Non deve, quindi, sorprendere che un italiano su quattro si senta povero. Se solo il 12% afferma di non conoscere direttamente connazionali ‘poveri’, mentre il 20% ne conosce molte, il 35% alcune e il 33% poche, vuol dire che tirando le somme, siamo un Paese povero. Un Paese nel quale la povertà ci ha già sommerso. Il problema è che la politica sembra sorda a queste fondamentali problematiche.”

“Il rapporto Eurispes, però, ci indica un percorso preciso”, conclude Santoro, “in quanto individua le motivazioni che sono causa maggiore di impoverimento. La perdita di lavoro, separazione oppure divorzio, la malattia propria oppure di un familiare, il gioco d’azzardo oppure la morte di un familiare. Gli indirizzi di programma per favorire l’abbattimento deciso della povertà sono, quindi, nell’azione politica su queste cause. Abbiamo bisogno di lavoro, di rivedere la legislazione sul tema della separazione/divorzio, di una sanità pubblica e gratuita, di abolire il gioco d’azzardo, di sostenere tutti, e comunque, coloro che a causa del decesso di un caro si trovino letteralmente impoveriti in modo irreversibile.”

LA “PROFEZIA” DI TURATI DEL 1921: IL SOCIALISMO CONTRO LA VIOLENZA POLITICA

di Daniele Colognesi, Dipartimento sulle politiche per l’università e la ricerca

brevissima introduzione al discorso di Filippo Turati al XVII Congresso Nazionale del Partito Socialista Italiano

Nel gennaio del 1921 si svolge a Livorno il famoso XVII Congresso Nazionale del Partito Socialista Italiano, quello che segnerà la scissione dei cosiddetti “comunisti puri” di Antonio Gramsci e Umberto Terracini (de “L’Ordine Nuovo” di Torino) e di Amadeo Bordiga (de “Il Soviet” di Napoli), con la conseguente nascita del Partito Comunista d’Italia. Ciò che può facilmente sorprendere il lettore è il fatto che lo scontro maggiore non avviene tra i futuri comunisti e l’ala “destra” riformista di Filippo Turati e Claudio Treves, ma tra i primi e i cosiddetti “socialisti comunisti” di Giacinto Menotti Serrati. Questi ultimi erano gli eredi della vecchia “sinistra” massimalista del PSI e detenevano l’egemonia del partito già dal XIII Congresso Socialista di Reggio Emilia del 1912. Entrambi i gruppi volevano all’adesione del PSI alla Terza Internazionale (il Komintern) e si definivano “marxisti rivoluzionari”: erano favorevoli a una presa del potere con mezzi violenti, come in Russia, e alla successiva instaurazione di un sistema di governo di tipo sovietico.
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M5S. SANTORO (CS): LA DEMOCRAZIA DIRETTA È UNO SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE

“La democrazia diretta, partecipativa è una pura illusione, uno specchietto per le allodole”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “E’ sotto l’occhio di tutti il modus operandi del M5S il quale, nel nome della democrazia diretta, alla fine comanda uno solo. Un solo uomo al comando. Non che le altre formazioni politiche, del presente così come del passato, si siano avvalse di processi interni democratici, chiari e trasparenti. Raramente gli statuti, democratici a parole, vengono rispettati. In Italia, poi, di uomini soli al comando ce ne sono anche troppi.”

“Spingere il nostro impianto democratico verso l’annullamento de facto di qualsiasi forma di intermediazione, di filtro tra i cittadini e le istituzioni è irresponsabile e molto pericoloso, oltre a essere conflittuale con la nostra Costituzione”, continua Santoro.

“Lo strumento del partito politico è vitale per il corretto funzionamento della nostra democrazia e sono in molti, soprattutto a sinistra, tra riciclati e nuovi nomi allo sbaraglio, a voler distruggere questo arnese previsto dai padri costituenti. Ricordo per l’ennesima volta”, continua Santoro, “ che l’articolo 49 della nostra Costituzione chiaramente cita che ‘tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale’. La nostra Costituzione prevede, quindi, lo strumento del partito e prevede che sia esso a determinare la politica della nazione. Non prevede l’annullamento di qualsiasi tipo di intermediazione o rappresentanza parlamentare.”

“Oggi, invece, l’unico grande problema dei partiti è quello di non essere ‘democratici’ nei processi interni”, continua Santoro. “I partiti politici sono fondanti e fondamentali secondo la nostra Costituzione e la democrazia interna dei partiti deve essere un nostro obiettivo politico. Lavoriamo, quindi, alla preparazione di un nostro disegno di legge sulla democrazia interna ai partiti politici in modo tale da, da una parte, depotenziare le nocive velleità dettate da un impianto da democrazia diretta, e dall’altra fare in modo che i cittadini riprendano fiducia in questo necessario strumento democratico che è il partito politico.”

“Imposteremo una battaglia politica importante sulla democrazia interna ai partiti probabilmente contro tutti”, conclude Santoro. “I partiti politici sono e dovranno continuare a essere il filtro tra cittadini e istituzioni, e noi lavoreremo per renderli democratici affinché siano strumenti degli associati, di tutti gli iscritti e non dei vertici i quali usano questo straordinario strumento come clava per la conquista e la conservazione del potere.”

SANTORO (CS): COSTITUZIONE, INFORMAZIONE E MIGRAZIONE. TRE PUNTI DA PORTARE AL GOVERNO

“Il nostro obiettivo è incentivare riforme strutturali socialiste”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “che annullino l’imposizione delle politiche di austerità e promuovano il primato della politica sulla finanza. E’ per noi fondamentale capovolgere profondamente l’idea di Europa, le sue funzioni, i suoi vincoli, iniziando dal Fiscal Compact e dal Patto di stabilità e crescita, sino ad arrivare alla creazione di una rete bancaria pubblica e socialmente utile, e all’utilizzo di un indice di qualità, e non solo di quantità come il PIL, che ci permetta di descrivere un nuovo modello di sviluppo basato sull’equità e sulla sostenibilità.”

“In una Italia che cade a pezzi e in una Europa incerta sui passi da compiere”, continua Santoro, “è nostro compito ripensare le politiche di governo locale, nazionale ed europeo in modo tale da ricostruire un welfare di ‘pubblica utilità’ che punti ad assicurare il necessario a tutti, uomini e donne. Riforme appunto strutturali ma socialiste, atte cioè a incentivare un progressivo potenziamento della funzione e del ruolo del pubblico nella nostra società.”

“Ci sono tre problematiche importantissime da affrontare nel nostro tempo”, continua Santoro, “a iniziare dall’applicazione della Costituzione italiana e dalla salvaguardia della tenuta democratica di questo Paese. Quando si piegano le maglie delle regole democratiche viene meno la possibilità di giocarsi la partita politica su basi eque così come viene meno la possibilità che offerte politiche alternative abbiano la possibilità di emergere, di essere valutare e discusse e, infine, di approdare nelle istituzioni. Modificare le regole democratiche “ad partitum” e disattendere al dettato costituzionale evitando di attuare importanti articoli costituzionali rendono la società italiana sempre più succube dei più forti, cioè di una netta minoranza di individui che va combattuta con decisione sul terreno politico.”

“La seconda barriera che impedisce il corretto flusso democratico nella nostra società è nell’informazione, tv e giornali, in mano a pochi individui, parte dei poteri forti. Punto questo legato al primo poiché senza una multipolarità dell’informazione e una trasparenza netta dei canali informativi, senza una chiara legge sui conflitti di interesse che spezzi il connubio potente-editore, il Paese rimane bloccato in un mondo chiuso, spesso censurato e senza verità. Considerare la verità e la trasparenza elementi scomodi rende inevitabile l’impossibilità di emersione di alternative politiche che proprio questo giochino vorrebbero rompere.”

“Ultimo punto”, conclude Santoro, “consiste nella presa di coscienza che viviamo in un mondo globalizzato in guerra. Non mi riferisco solo alle guerre finanziarie e valutarie occulte ai più, ma a veri conflitti armati, piccoli e meno piccoli, causati da interessi economici e geopolitici vari e noti, i cui effetti sono morte, miseria, fughe ed emigrazioni forzate. Grandi migrazioni forzate, poiché necessarie, effetto di guerre che sono a loro volta effetto degli interessi economici e geopolitici di nazioni, spesso, lontane e immuni dagli effetti delle proprie azioni. Se la causa è l’interesse economico e geopolitico di pochi e uno degli effetti finali è la migrazione di massa, il nostro dovere non è quello di attaccare gli effetti ma la causa che rende il mondo meno vivibile, meno sicuro. L’errore politico e strategico da evitare sta proprio nel prendercela con i poveracci, con chi chiede aiuto. Dovremmo, invece, contrastare con forza coloro che, lontani e dietro le quinte, destabilizzano Paesi, pianificano soluzioni, organizzano gruppi armati, per i propri interessi e contro gli interessi delle collettività del pianeta.”

POLITICA. SANTORO (CS): IL M5S E IL ‘NE’ DESTRA NE’ SINISTRA’. COSA SIGNIFICA? NIENTE

“Grillo dice che il M5S non è né di destra né di sinistra”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “ribadendo che il movimento non c’entra nulla con ‘queste categorie ideologiche’. Sarà allora di centro visto che non lo menziona. Dice anche che non è né filo-russo né filo americano. In altre parole è tutto e niente. Un perfetto democristiano moderno.”

“La mia critica al M5S è forte e netta”, continua Santoro, “non solo per quanto riguarda l’opacità della struttura organizzativa, l’antidemocraticità dei processi interni e il verticismo autoritario che ha nel capo, non eletto da alcuno, il massimo e solo punto di riferimento, ma soprattutto per la superficialità politica e questo costante lavoro di svuotamento di qualsiasi impianto culturale e ideologico. Il M5S contribuisce, in altre forme, in altri modi, ma con effetti simili, all’impoverimento culturale del popolo italiano e all’annullano di punti di riferimento resi obsoleti da chi ha governato l’Italia dal dopoguerra ad oggi.”

“Mi riferisco allo strumento partito, per esempio, il quale è stato offuscato da una caccia alle streghe senza precedenti che ha visto la partecipazione di milioni di donne e di uomini letteralmente ubriachi di insensato nuovismo, da una parte, e di un ridicolo ‘sono tutti uguali’, dall’altra.”

“Guidati da forze interne ed esterne che non riuscirebbero neanche a comprendere, hanno contribuito, e tutt’ora contribuiscono, a distruggere lo strumento ‘ad hoc’ previsto dalla nostra Costituzione per far trionfare il qualunquismo sbiadito da stupidaggini e incompetenze. L’articolo 49 della nostra Costituzione chiaramente ribadisce che ‘tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale’. In partiti.”

“Vi è anche, però,” continua Santoro, “l’aspetto prettamente politico del ‘né di destra, né di sinistra’. Cosa significa? Niente. Assolutamente nulla. E’ parte di questo eclissarsi dietro idiozie preconfezionate senza alcun costrutto ideologico, con lo scopo di nascondersi, di abbandonare qualsiasi senso critico nei confronti di quello che viene detto, scritto, fatto. Ma se ragionassimo per ideologie, dire di non essere né di destra, né di sinistra significa essere compatibili con lo status quo, essere d’accordo con il profilo liberista della nostra società e operare, un po’ a destra un po’ a sinistra, per smussare o per accentuare gli effetti del capitalismo che quotidianamente viviamo.”

“L’umanità vive giorno dopo giorno all’interno di uno schema che è ideologico”, continua Santoro. “Il liberismo, il capitalismo, sono impianti ideologici e anche Grillo vive all’interno di questa gabbia ideologica. Dire, quindi, che il M5S non c’entra nulla con le categorie ideologiche non ha senso, è pura mistificazione della realtà, completa ignoranza filosofica oppure il furbo tentativo di prendere in giro le persone. Ma così facendo l’italiano non crescerà mai come essere umano e vedrà i suoi giorni futuri pieni di un crescente degrado culturale e sociale.”

“Noi siamo quindi molto lontani da Grillo e dal M5S”, conclude Santoro, “nell’assetto culturale, filosofico e politico. Siamo partito e siamo socialisti, e il socialismo, cari signori, è una ideologia alternativa a quella che ci accompagna nella nostra vita.”

SIRIA. SANTORO (CS): IN KAZAKISTAN COLLOQUI DI VITALE IMPORTANZA

“Finalmente vediamo intorno allo stesso tavolo sia le forze governative siriane che le forze di opposizione”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “ad esclusione, come è ovvio, di Al-Nusra e dello Stato islamico. Il merito di questo imponente lavoro di ricucitura politica va senza dubbio al governo del Kazakistan, ai tre Paesi che hanno lavorano per il cessate il fuoco del 29 Dicembre, vale a dire Russia, Turchia e Iran, al Segretario Generale dell’ONU, De Mistura, e all’ambasciatore americano in Kazakistan.”

“Rimane fondamentale”, continua Santoro, “incentivare il dialogo tra le parti e arrivare ad una soluzione politica della questione siriana dove non prevalga la insensata volontà di imposizione sugli altri ma ci si avvii su un percorso democratico che permetta ai siriani, e solo ai siriani, di scegliere il futuro politico del proprio Paese.”

“Sono irricevibili, quindi, tutti i tentativi dell’opposizione siriana presente ad Astana di voler imporre, senza alcun processo democratico, la ‘destituzione’ di Bashar al-Assad, così come sono irricevibili forzature del governo siriano che portino verso una accentuazione del potere costituito che eviti de facto il ricorso a elezioni in Siria.”

“Il processo di pace siriano dovrà necessariamente condurre a elezioni corrette, libere e democratiche alle quali tutti i siriani potranno accedere e partecipare, siano essi filo governativi o membri dell’opposizione ad Assad. Quello che non deve succedere è che una delle due parti prenda il sopravvento con unilaterali forzature oppure con l’uso della violenza. Vale a dire con strumenti antidemocratici.”

“E’ nostro dovere”, conclude Santoro, “condannare qualsiasi tentativo di ‘esportazione della democrazia’ dall’esterno, con l’uso della forza e, in generale, di metodi violenti, per fini antidemocratici e di puro lucro”, continua Santoro, “poiché abbiamo già visto negli ultimi decenni le tragedie causate in Medio Oriente e in altre parti del Mondo. Che il processo di pace in Siria dia nuova linfa a un modus operandi che trovi nel dialogo e nella implementazione dei processi democratici i punti cardini per una convivenza di pace, e stracci per sempre gli unilateralismi e l’uso della forza.”

CODOGNO (LO): UNA SERIE DI INCONTRI SU ECONOMIA E FINANZA CON IL PATROCINIO DI CS CODOGNO E SOMAGLIA (LODI)

5 incontri formativi sul tema Finanza ed Economia.
Date: 18/02, 04/03, 18/03, 01/04, 15/04 del 2017.
Sale del Comune di Codogno (LO), alle 15.30.

Convergenza Socialista, con i suoi gruppi di lavoro di Somaglia e Codogno, appoggia e patrocina l’iniziativa Dell’Associazione Cursa ed Epic (Economia Per I Cittadini) che si articolerà in cinque incontri su tematiche economiche.

È giusto che voci diverse, da quelle dei servi dell’economia di mercato e della finanza assassina, si sollevino per dimostrare le proprie ragioni.

É doveroso, per una compagine socialista come la nostra sostenerle e rendersi interlocutoria. Perché come sosteniamo da tempo: l’Austerità è un crimine contro l’Umanità.

La scuola Keynesiana con le sue evoluzioni e MMT (Modern Money Theory) sono voci di massimo rispetto e i corsi che si terranno a Codogno nelle sale comunali (verrà comunicata di volta in volta la sala adibita a tale esigenza) saranno una prima pietra verso un confronto che si spera costruttivo.

Le entità che ne sono promotrici, con C.S. sono il meglio del tessuto solidale e d’impegno codognese e lodigiano, e confidiamo che questo sia un primo passo importante.

Giandiego Marigo, referente di Convergenza Socialista a
Codogno (LO)
Massimiliano Grazioli, referente di Convergenza Socialista a
Somaglia (LO)

Incontri su economia e finanza con il patrocinio di CS Codogno e Somaglia

ALLE RADICI DEL SOCIALISMO ITALIANO: RODOLFO MONDOLFO E L’UMANESIMO MARXISTA

di Daniele Colognesi, Dipartimento sulle politiche per l’università e la ricerca

Esattamente centoquaranta anni fa, nel 1877, nasceva a Senigallia (in provincia di Ancona) Rodolfo Mondolfo, uno dei più grandi interpreti italiani di Marx e forse anche uno dei filosofi più dimenticati del secolo scorso. Era l’ultimo di quattro fratelli di una famiglia di origine ebraica; il terzo di essi si chiamava Ugo Guido (1875-1958) e fu un importante dirigente socialista vicino a Filippo Turati e a Giuseppe Emanuele Modigliani, nonché un valido professore di storia nei migliori licei del paese.

La formazione del giovane Rodolfo, sia dal punto di vista accademico che da quello politico, avviene a Firenze, proprio sulle orme di Ugo Guido, che vi si era laureato in lettere nel 1896. Infatti è in questa città che il nostro autore entra in contatto con un gruppo di studenti che si ritrovano abitualmente presso l’abitazione di Ernesta Bittanti, futura moglie di Cesare Battisti, tra i quali figurano lo stesso Battisti (all’epoca studente di geografia) e il famoso Gaetano Salvemini. Con loro e con un più vasto gruppo di giovani intellettuali fiorentini appassionati di sociologia e di storia contemporanea, Rodolfo matura un interesse per il socialismo e, infine, prende la decisione insieme a suo fratello di aderire al partito da poco formato. Contemporaneamente però studia con grande impegno sotto la guida di insegnanti di prim’ordine: Pasquale Villari per la storia, Gerolamo Vitelli per la letteratura greca antica e, forse il più influente su di lui, Felice Tocco per la filosofia e la psicologia. Sarà infatti proprio la filosofia che Rodolfo sceglierà come passione e professione di tutta la vita, laureandosi con una tesi sul sensismo di Étienne Bonnot de Condillac nel 1899.
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