SCONTRI E RISCONTRI, MENTRE IL PAESE NEMMENO TANTO LENTAMENTE MUORE

SCONTRI E RISCONTRI, MENTRE IL PAESE NEMMENO TANTO LENTAMENTE MUORE

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Premetto, ed è tutto sommato importante, che ritengo deviante e distraente dai problemi reali di questo paese e soprattutto dell’Europa e del mondo, questo centellinare ed eternamente raccontare dello scontro, per altro eventuale, all’interno del PD.

Me ne occupo, perché, tutto sommato nel generale marasma d’un paese confuso sulle posizioni e sugli ideali che sorreggono quella che definiamo “politica” appare necessario fare anche questo. In qualche modo, da sempre, il PD gioca questo giochino. Quello della sua divisione interna, che permette al partito di “controllare” se non di rappresentare (questo non lo fa da tempo, anzi dalla sua stessa nascita malriuscita) l’Area di Progresso e Civiltà e di inquinarla con il pensiero liberista che lo attraversa e con il suo Post-blearismo in stile neo-democristiano made in Italy.

Lo scontro Renzi – D’Alema si muove in questo senso, così come fu per Il Renzi – Bersan, piuttosto che per, per quanto farsesco, Veltroni – Bindi. Giocare sulle opposte tifoserie e sulle primarie è il campo scelto dal PD per illudere sulla sua democrazia interna, così, come l’avere, sempre una pseudo sinistra interna minoritaria e ridicola lo è per garantirsi un ponte sul quale decimare le velleità alla sua sinistra.

Il PD si è sempre preoccupato di garantire una tribuna, tutto sommato comoda, ai suoi servitori a sinistra, interni esterni e prossimali. D’altra parte i difetti del bipolarismo sono tali e tanti che, per chi si appresti a servire innanzi tutto il proprio ‘Mostro Pragma’, al di là di ogni possibile deviazione ideale è quasi d’obbligo l’agire così.

Attraverso tutte le sue segreterie, più o meno nate da consultazioni primarie Veltroni- Franceschini- Bersani- Epifani (regno brevissimo, un papa Luciani 2.0) ed infine l’ultima degenerazione renziana. Sempre, in modo più o meno marcato, palese e rilevante si è giocata questa carta dello scontro fra sinistra e centro neo democristiano con il conseguente rischio di scissione.

Oggi di butta sul tavolo la carta D’Alema, forzando al protagonismo un vecchio simbolo, sceso dalla sua barca con l’arroganza di sempre completamente intatta, pur di mettere in campo l’eterno scontro che permetta contenere, spegnere ed annullare le velleità di chi vorrebbe una sinistra esterna e lontana dal PD.

Una sinistra (uso il termine, ma come saprete ormai non lo apprezzo) anti-capitalista, anti-liberista, moderatamente e molto criticamente europeista o altro-europeista (sebbene le ultime evoluzioni allontanino l’idea di Europa, essa deve permanere nel suo aspetto più originale e d’area socialista, che ne caratterizzò la nascita, L’Europa dei Popoli contro quella della finanza, anche se oggi appare estremamente improbabile). Una sinistra che sarebbe una iattura per il PD, perché lo costringerebbe fuori dall’ambiguità che è il suo humus e la sua ispirazione. Ormai la “democristianità pseudo-sinistrorsa” lo attraversa e lo impregna, al di là delle buone intenzioni di chi oggi spera con D’alema di rivedere la parvenza e l’ombra del PCI berlingueriano che però è morto insieme a Lui (e che a mio, umilissimo ed inutile, parere già covava in sé l’embrione del mostro).

Una parola a parte, come membro della segreteria nazionale d’un piccolo e tenace partito d’ispirazione socialista, la devo dire: a proposito della vaghezza, pavida e ignave di quella che chiamammo Sinistra Radicale, che permane nell’inganno, lasciandosene costantemente irretire, ingoiandosi la lenza insieme all’amo.

Il Segretario di Convergenza Socialista, interpretando a pieno l’ispirazione del partito ha parlato di una “Sinistra Lontana dal PD”. Lo sottoscrivo e l’ho ripetuto per anni, passando dalle deviazioni irrimediabili di SeL a quelle frammentate e contraddittorie di Rifondazione, sino all’ambiguità congenita di Sinistra Italiana.

Lontano dal PD! Alla ricerca coraggiosa e determinata dell’Area di Progresso e Civiltà, che è lì, di fronte a noi. Frammentata, confusa e proditoriamente occupata da Masanielli 2.0, partiti preconfezionati e da falsi movimenti in provetta ed ufficio di marketing. Eppure e lì, in attesa di essere percorsa da una ispirazione reale al cambiamento, da un’idea capace di modificare il paradigma spirituale, filosofico e politico che permette a questo sistema di ricrearsi e rinascere eternamente immutato.

Lontano dal PD per essere davvero!

Annunci

1 commento su “SCONTRI E RISCONTRI, MENTRE IL PAESE NEMMENO TANTO LENTAMENTE MUORE”

  1. Bauman ci ha lasciato da poco.
    Il vizietto di ondeggiare alla ricerca di facili miracoli e’ il male di questo Paese. Di ‘miracolati’ ne abbiamo avuti tanti e, probabilmente, ne avremo ancora molti. Noi fortunatamente ‘facciamo socialismo’ che e’ molto più profondo e strutturale, e ha il merito di costruire con operosa caparbietà ‘isole di socialismo’ nella nostra liquefatta cultura politica. Con chi ci sta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...