POLITICA. SANTORO (CS): TRA SCISSIONI E MUTAZIONI, TRACCIO LA VIA PER IL FUTURO DEL SOCIALISMO ITALIANO

“Un primo messaggio chiaro a tutti i socialisti italiani: proviamo a convergere”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “tenuto conto della grande confusione nel mondo PD, della possibile scissione in atto e della mutazione genetica di SeL in Sinistra Italiana?”

“La via da percorrere è per me chiara”, continua Santoro, “e cercherò di tracciarla nel modo più trasparente possibile. Questa mia proposta politica aspira a costruire ponti affinché si arrivi a una grande convergenza dei socialisti italiani su una piattaforma ideologico-politico-programmatica precisa. Una piattaforma socialista che viva e si nutra di autonomia. Quella autonomia che i socialisti, spesso, hanno buttato alle ortiche pensando erroneamente di portare il socialismo in luoghi dove il socialismo non avrebbe mai potuto vivere.”

“Il primo aspetto sul quale convergere è nel definire il campo ideologico del socialismo, senza il quale si è vele al vento, senza il quale si è in perenne confusione progettuale. E tra chi considera il socialismo come un velleitario esercizio blairiano che ha l’obiettivo di rendere il capitalismo umanizzato, accettabile alle fibrillazioni del moderatismo di sinistra e alla finanza internazionale, e chi considera il socialismo alternativo al capitalismo, obiettivo da raggiungere attraverso un processo progressivo, turatianamente gradualista, penso che noi dovremmo incamminarci sulla seconda via. Proprio per il suo carattere evolutivo, il socialismo dovrà passare da fermate transitorie nelle quali si renderà il capitalismo più umano e nelle quali si incentiverà una presa di coscienza generalizzata sull’alternativa possibile, ma non sarà questo il nostro fine. I processi riformatori delle politiche socialiste si fermeranno quando avranno esaurito la propria funzione edificante di emancipazione della persona all’interno di una società progredita, avendo certificato il superamento del capitalismo in tutti i suoi risvolti.”

“Una volta scelto il campo di gioco appena definito, il secondo punto sul quale convergere dovrà essere politico. Un soggetto politico socialista è autonomo per definizione, ma non in quanto chiuso in sé stesso rispetto a quello che vive fuori, ma in quanto impermeabile alle sirene neoliberiste, conservatrici e reazionarie, e consapevole dell’avversario da battere. La linea politica dovrà girare intorno al tema dell’autonomia e mirare a tre questioni fondamentali. Sul piano economico, bisognerà rendere pubblico tutto quello che è di pubblica utilità, dalle risorse naturali ai servizi di base, incluso quello bancario; sul piano sociale, piena ed equa ridistribuzione della ricchezza; sul piano politico, la piena rappresentatività nelle istituzioni affinché nazionalizzazione equivalga a socializzazione e non sia un processo in mano a pochi. Concludendo: autonomia, il ruolo fondamentale del ‘pubblico’, ridistribuzione della ricchezza e piena rappresentatività.”

“E ora il programma. Continuando nel nostro esercizio deduttivo”, continua Santoro, “avendo definito la cornice ideologico-politica entro cui lavorare, la piattaforma programmatica seguirà di conseguenza e non potrà non tenere conto della assoluta importanza del pubblico, contrapposto al privato. Iniziamo dalla tenuta democratica di questo Paese e il rispetto della Carta Costituzionale; dalla assoluta necessità di una legge sulla democrazia interna ai partiti politici; il problema dell’informazione, tv e giornali, in mano a pochi individui, parte dei poteri forti; l’abolizione della legge 62/2000 sul finanziamento delle scuole private con soldi pubblici; risolvere i tanti conflitti d’interessi che da anni ci affliggono e di una legge “ammazza lobby”; ridefinire le direttrici di una politica industriale, ecologicamente compatibile se si vuole affrontare con coraggio e senza illusioni il problema del lavoro e della crescita economica; trasformare un sistema bancario a tenuta privata con uno pubblico; pensare ad un ancoraggio annuale degli stipendi della politica al reddito medio dichiarato l’anno precedente dai cittadini italiani; nuove abitazioni popolari e assorbimento dell’invenduto; trovare soluzioni al problema dei residenti senza fissa dimora; lavorare seriamente all’abbattimento della povertà in Italia; annullare per quanto possibile il divario Nord-Sud e ricominciare a trattare con coraggio la questione meridionale; valorizzare il diritto alla salute come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività” come sancito dall’Articolo 32 della nostra Costituzione; la necessità di un ripensamento strategico del pubblico per quanto concerne le politiche di assistenza sanitaria.”

“Questa è in sintesi”, conclude Santoro, “la via che propongo, nei suoi tratti fondamentali, ai socialisti italiani. A coloro che ricercano con forza l’autonomia socialista e rivendicano con coraggio un ruolo chiaro nel panorama politico italiano.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...