Convergenza Socialista CS socialismo sinistra partito socialista folla sessantotto 68

SIAMO ANCORA IN GRADO?

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

I saluti romani nelle ultime manifestazioni di piazza di sigle sindacali corporative, ambulanti, taxisti e consimili dovrebbero far riflettere. Ammesso e non concesso che si sia ancora in grado di farlo e, di conseguenza, di meditare una reazione decente.

Da una parte interrogarsi sulla debolezza e sullo svuotamento delle sigle sindacali tradizionali, ormai tradunioniste e svendute, attente molto più alle specifiche dei propri Caf e Patronati piuttosto che non al proprio ruolo storico di rappresentanza.

Dall’altra alla pochezza contenutistica di questo ribellismo modaiolo, falso super-partes, anti-politico ma teleguidato e legato al qualunquismo finto-destra. Avvallato, purtroppo, ed implementato non solo da sigle tradizionali quali Forza Nuova o Casa Pound, ma anche dall’ambiguità infinita ed ingannevole di M5S.

Una riflessione inoltre andrebbe rivolta alla necessità, assoluta, di una rappresentanza sindacale decente, dignitosa moralmente ed eticamente presentabile, che sappia riaccendere il senso di tale attività sociale. Che sappia riportare il lavoratori e non-lavoratori, le nuove figure sociali legate al precariato, alle migranze, all’artigianato e al lavoro falsamente indipendente ad occupare le piazze ed il ruolo che loro compete.

Certo esistono queste sigle, anche interessanti e radicalmente impegnate nella giusta direzione, ma la frammentazione, il minoritarismo, e infine il corporativismo sono lì a minacciarle e solo “la politica” e magari una tendenza all’unificazione, quanto meno negli intenti, potrebbe davvero salvarli. Dentro a questo contenitore vi sono sigle notevoli e significative quali USB, la CUB, Unione Inquilini, Cobas, la Gilda degli Insegnanti, tanto per menzionarne alcune, ma solo una forte volontà unitaria ed una “tessitura altruista e benevola di una “politica d’alto profilo” può davvero facilitare il salto qualitativo che è necessario.

Pur dando per defunte le sigle tradizionali, il ché potrebbe non essere.

Da ultimo una profonda riflessione va rivolta alle colpe senza possibilità di perdono del blearismo made in Italy & Europe che ha aperto la strada alla modificazione dei rapporti di forza. Costringendo l’area sindacale tradizionale, (fortemente lottizzata dagli interessi di un solo partito) e quindi parte di quello che fu movimento operaio (ma esistono ancora gli operai che non votino a destra o Lega?) ad un ruolo innaturale di controparte, senza che ne avesse né i privilegi ed ancor meno i redditi.

In una illusione di gradualità e in una follia collaborazionista che li espone a questo vomitevole rigurgito di destra.

Solo la rinascita della chiarezza e del ruolo storico del Socialismo, solo la pulizia definitiva dagli inganni modernisti e pseudo-liberal può ridare un poco di chiarezza al campo magmatico in cui camminiamo. Però una domanda serissima va premessa, dati i tempi e le traversie storiche che ci incombono attorno: siamo ancora in grado? Abbiamo la forza morale, politica e reale per un antifascismo militante, fatto di alternative e proposte non solo di sdegno e parole?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...