DAI TERRITORI INIZIA LA DIVULGAZIONE DEL DDL D’INIZIATIVA DI CS SULLA DEMOCRAZIA INTERNA AI PARTITI

Marco Moriconi, referente CS di Pietrasanta (LU)

Divulgazione del Disegno di Legge d’iniziativa del partito della Convergenza Socialista sulle norme di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione e sulla democrazia interna ai partiti.

Il Partito della Convergenza Socialista ha elaborato di recente una proposta di Disegno di Legge sulle norme di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. Il referente CS di Pietrasanta, Marco Moriconi, invita i cittadini a visionare il testo del DdL sul sito web (convergenzasocialista.com) e sui relativi canali social, a prendere contatti allo scopo di raccogliere firme a sostegno dell’iniziativa e ad aprire occasioni di dibattito anche a livello locale su un tema che il Partito considera fondamentale in questa fase storica e politica del Paese.
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IL RUOLO DELLE BANCHE CENTRALI E LO SHADOW BANKING

di Manuel Santoro

Dall’ultima crisi finanziaria abbiamo imparato che il sistema bancario ha bisogno di un forte cambiamento strutturale. Questo è necessario per stabilizzare le economie reali ed evitare che crisi nate da una corsa sfrenata al profitto franino sulle cittadinanze.

Le banche centrali dovrebbero intervenire per il salvataggio di banche illiquide, migliorando solamente i problemi temporanei per banche senza liquidità sufficiente, senza estendere l’aiuto alle banche insolventi. Se il “prestatore di ultima istanza” assiste anche le banche insolventi, il suo intervento ha le stesse conseguenze di una assicurazione sul deposito, dando così alle banche un forte incentivo a creare portfolio più rischiosi.

La questione dirimente è capire se le banche centrali sono in grado di poter prevenire le crisi o, peggio, se le banche centrali contribuiscono a causare le crisi. Le direttive delle banche centrali nei decenni più recenti si sono per lo più focalizzate, in termini generali, alla gestione delle aspettative inflazionistiche con il compito ultimo della stabilità dei prezzi.
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BLOCCO STORICO E BLOCCO SOCIALE

di Renato Gatti, economista

Un sordo terremoto

Un sordo scricchiolio grave e minaccioso, come un annuncio di terremoto; un senso di disaffezione dapprima strisciante e poi sempre più esplicita; un’insoddisfazione profonda per un mondo che non sembra più appartenerci; un crescente individualismo che monta come rigetto di una filosofia sociale; una fuga dall’impegno collettivo; la crescita di una visione corporativa egoista e rinchiusa in sé stessa. Si sente, palpabilmente una sfiducia nell’esistente affiancata da un’incapacità di intravvedere una alternativa prospettica e che fa quindi ricadere nella reazione, nella presa di coscienza di impotenza che può sfociare solo nella disperazione o nella violenza.

Sembra il disegno di un disagio psichico ma, a ben vedere è lo scollamento tra la realtà di un sistema esistenziale e la rappresentazione che si ha di esso. Stranieri, direi che questo termine ben delinei lo stato del comune sentirsi immersi in questo mondo: chi rinuncia perché ormai non se la sente più, chi neppure concepisce la possibilità di cambiare adeguandosi alla protesta sterile ben rappresentata da molte posizioni politiche dei nostri giorni.
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NON C’È LIMITE

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Il grottesco e l’orribile invadono il campo!

Il pensiero unico e la cultura dominante dimostrano tutta la carica di crudeltà e cinismo. Certo è facile per i benpensanti appellarsi alla dichiarazione, banale e strumentale, dell’umana ed individuale responsabilità. Però il modello culturale che l’ha permessa, la qualità spirituale e filosofica che l’hanno supportata, il brodo di cultura in cui è avvenuta sono tutte lì, chiare, precise e crude a testimoniare come certi avvenimenti non siano e non possano essere slegati dal contesto in cui avvengono.

Quindi evidenziano la responsabilità collettiva e pesante del sistema che le sorregge. L’avvenimento è di cronaca, ed è difficele decidere che tipo di narrazione essa sia: é nera? Scandalistica? Sociale? Qualunque essa sia il Mainstream in questo caso è, in qualche modo obbligato a raccontarla quasi giusta. La storia riguarda un primario di ortopedia, si badi, non un giovane Menghele con la turba d’una sperimentazione compulsiva e malata, ma un solido professionista responsabile d’area pubblica, probabilbente, anzi certamente, politicamente ammanicato e sorretto.
Si badi non d’un piccolo ospedale di provincia, perso nel terzo mondo selvaggio, no stiamo parlando di Norberto Confalonieri dirigente sanitario del traumatologico Pini di Milano. Le evidenze sottoposte ad indagine, tramite intercettazione, ci consegnano un funzionario ed un medico corrotto, abituato alla turbativa d’asta, ma soprattutto un uomo senza rispetto e senza alcuna empatia o compassione.
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LA TRASFORMAZIONE DEI VALORI IN PREZZI: UNA LUNGA CONTROVERSIA MARXISTA

di Daniele Colognesi, coordinatore della rubrica ‘L’ideologia Socialista’

Ladislaus von Bortkiewicz (San Pietroburgo, 1868 – Berlino, 1931), il primo economista a mettere in discussione seriamente (nel 1906) la trasformazione dei valori in prezzi proposta da Karl Marx nel III libro de “Il Capitale”.
Ladislaus von Bortkiewicz (San Pietroburgo, 1868 – Berlino, 1931), il primo economista a mettere in discussione seriamente (nel 1906) la trasformazione dei valori in prezzi proposta da Karl Marx nel III libro de “Il Capitale”.

La genesi del “problema della trasformazione”

La trasformazione dei valori delle merci nei loro prezzi di produzione nel quadro del sistema economico di Karl Marx venne presentata nel III libro de “Il Capitale”, pubblicato dal Friedrich Engels nel 1894, a ben undici anni dalla morte dell’autore, che, tuttavia, lo scrisse certamente tra il 1863 e il 1880. Poco dopo la pubblicazione di quest’opera, nel 1896, un noto economista universitario austriaco, Eugen von Böhm-Bawerk, formulò una critica radicale a tutto il sistema economico marxista, sostenendo che i risultati ottenuti nel I libro de “Il Capitale” e basati completamente sulla teoria del valore-lavoro, fossero in flagrante contraddizione con quelli ricavati nel III libro della stessa opera. Una famosa risposta tesa a difendere la coerenza del programma di ricerca di Marx venne redatta nel 1904 da uno dei teorici di punta del movimento operaio tedesco, il celebre Rudolf Hilferding. Tuttavia la prima analisi critica completa di ciò che sarà poi conosciuto con il nome di “problema della trasformazione”, fu effettuata dallo statistico ed economista Ladislaus von Bortkiewicz tra il 1906 e il 1907 in due saggi molto dettagliati che, sfortunatamente, non ottennero la necessaria attenzione, come invece meritavano.
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DOCUMENTO POLITICO SU LAVORO E PREVIDENZA

Roberto Spagnuolo – Dipartimento del lavoro e previdenza
Manuel Santoro – Segretario nazionale

Documento politico completo su lavoro e previdenza in pdf per la stampa

Contesto storico

Tasso di disoccupazione in Italia è al 12,4%. In crescendo dal 2008 ad oggi. La percentuale di disoccupati fino ai 24 anni di età è al 40% pari a 644-mila giovani. Tra i 25 e i 34 anni di età ci sono in Italia 877-mila disoccupati; tra i 35 e i 49 anni siamo a più di un milione. Bisogna però considerare che queste percentuali non tengono conto di chi il lavoro non lo cerca più. E’, quindi, plausibile supporre che il numero dei disoccupati sia in effetti molto maggiore. Meglio i lavoratori anziani, solo 500 mila disoccupati, che in realtà con la legge Fornero hanno difficoltà ad andare in pensione precludendo di fatto un cambio generazionale nei posti di lavoro.

Dal lato retribuzioni, invece, gli ultimi dati Eurostat confermano che i livelli delle retribuzioni non solo non ricompensano gli sforzi dei lavoratori ma, allargando la cerchia sociale dei “poveri retribuiti”, sono sempre più insufficienti a garantire il minimo indispensabile alle famiglie. Qui va anche peggio. Essendo l’Italia sotto alla media Ue, quasi la metà dell’incremento degli ultimi anni è arrivato solo al 20% più ricco.
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PIERO SRAFFA

di Renato Gatti, economista

In questo mio contributo vorrei leggere la figura di Piero Sraffa come un momento caratteristico delle lotta di classe che si è sviluppata in un contesto inusuale: quello dell’egemonia culturale. Per questo compito svilupperò il mio articolo su tre punti: la figura dell’uomo, la tematica economica e il tema egemonico.

La figura dell’uomo

Il modesto, rigoroso Piero Sraffa presenta nel suo biglietto da visita l’identificazione della sua personalità elencando le persone di cui fu amico ed ebbe rapporti di reciproca dialettica culturale.
Si laurea nel 1920 con una tesi su L’inflazione monetaria in Italia durante e dopo la guerra, tesi di cui è relatore Luigi Einaudi con cui Sraffa manterrà buoni rapporti per tutta la vita. Sraffa mantenne rapporti anche con due assistenti di Einaudi: Carlo Rosselli e Raffaele Mattioli quando fu direttore dell’ufficio provinciale del lavoro a Milano e usava frequentare ambienti socialisti.
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COMUNICATO AL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO LA STAMPA: CHIARIMENTO POLITICO

Caro Direttore,

relativamente all’articolo pubblicato oggi sul suo quotidiano dal titolo “E ora si separano anche i socialisti, divisi dall’alleanza col Pd di Renzi” di Fabio Martini, vorrei chiarire che il socialismo italiano non si esaurisce nel PSI, che sia esso di fede renziana o bersaniana.

Vi è infatti anche il partito della Convergenza Socialista, forza politica che ho l’onore di rappresentare, la quale è nata come atto di rottura nei confronti del Partito Socialista Italiano e del suo gruppo dirigente. Convergenza Socialista ha l’ambizione di rifondare il socialismo, ideologicamente, politicamente e organizzativamente, portandolo definitivamente a sinistra.

In sintesi, una forza autonoma dei socialisti esiste nel panorama politico italiano, al contrario di quello che afferma il Martini nelle sue battute finali. Una forza che si muove ormai lontana dalla galassia malsana di quello che è rimasto del socialismo italiano e che, vietando il doppio tesseramento, de facto si rende autonoma da forze esterne.

Cordialmente,

Manuel Santoro
Segretario nazionale

DISEGNO DI LEGGE SULLA DEMOCRAZIA INTERNA DEI PARTITI

LEGISLATURA

N. XXXX
DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa del partito della Convergenza Socialista

Norme di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione

Disegno di Legge_art49 in pdf per la stampa

ONOREVOLI – L’articolo 49 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
La disposizione costituzionale in parola appare del tutto chiara: ribadisce la garanzia del diritto di associazione, già disposta dall’articolo 18 in via generale, in relazione a quelle particolari associazioni rappresentate dai partiti; afferma che tale diritto può essere esercitato, fatto salvo il rispetto delle norme penali, senza alcuna limitazione; prescrive però ai partiti che svolgano la loro attività per concorrere a determinare la politica nazionale, che qui denomineremo partiti politici, l’obbligo di adottare il metodo democratico.

È da ritenere che l’obbligo suddetto sia prescritto sotto due aspetti: per il primo ogni partito è tenuto ad agire con metodo democratico nei confronti degli altri partiti e dei cittadini in genere; per il secondo è tenuto ad adottare e ad osservare il metodo stesso nella propria organizzazione interna.
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INTERVISTA AL SEGRETARIO SANTORO DA ‘QUANTA RADIO’

Martedì 14 Marzo, Antonio Persia e Alessandro Nobile hanno intervistato in diretta Manuel Santoro – segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

Ha partecipato Giandiego Marigo.

Ecco il link dell’intervista.

https://soundcloud.com/quanta-radio-podcast/quanta-radio-intervista-manuel-santoro