Convergenza Socialista socialismo sinistra partito socialista

NON C’È LIMITE

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Il grottesco e l’orribile invadono il campo!

Il pensiero unico e la cultura dominante dimostrano tutta la carica di crudeltà e cinismo. Certo è facile per i benpensanti appellarsi alla dichiarazione, banale e strumentale, dell’umana ed individuale responsabilità. Però il modello culturale che l’ha permessa, la qualità spirituale e filosofica che l’hanno supportata, il brodo di cultura in cui è avvenuta sono tutte lì, chiare, precise e crude a testimoniare come certi avvenimenti non siano e non possano essere slegati dal contesto in cui avvengono.

Quindi evidenziano la responsabilità collettiva e pesante del sistema che le sorregge. L’avvenimento è di cronaca, ed è difficele decidere che tipo di narrazione essa sia: é nera? Scandalistica? Sociale? Qualunque essa sia il Mainstream in questo caso è, in qualche modo obbligato a raccontarla quasi giusta. La storia riguarda un primario di ortopedia, si badi, non un giovane Menghele con la turba d’una sperimentazione compulsiva e malata, ma un solido professionista responsabile d’area pubblica, probabilbente, anzi certamente, politicamente ammanicato e sorretto.
Si badi non d’un piccolo ospedale di provincia, perso nel terzo mondo selvaggio, no stiamo parlando di Norberto Confalonieri dirigente sanitario del traumatologico Pini di Milano. Le evidenze sottoposte ad indagine, tramite intercettazione, ci consegnano un funzionario ed un medico corrotto, abituato alla turbativa d’asta, ma soprattutto un uomo senza rispetto e senza alcuna empatia o compassione.

Egli dichiara, in una delle telefonate sottoposte ad intercettazione, d’aver, volontariamente, scientemente e crudelmente, rotto un femore ad un anziana 78enne nel pubblico per potersi allenare ad una tecnica particolare (Bikini anteriore) che avrebbe poi applicato nel Privato.
In questo, oltre allo strascico penale che sarà cibo per avvocati e che potrebbe persino finire in nulla (la giustizia non è uguale per tutti … è ormai palese e dimostrato, se anche non vi fosse un’analisi sociale a supportarlo), si misura tutta la crudeltà, il cinismo del modello culturale in cui siamo immersi.
Gli uomini di potere, gli esempi da seguire, i modelli sono questi? Oppure i grandi debitori eternamente insolventi di MPS? Uomini disposti a tutto per garantirsi il proprio potere, wenza scrupoli, senza morale. pronti ad ogni abberrazione pur di mantenere la propria influenza ed il conseguente e remunerativo successo? Uomini che disprezzano gli anziani, che sono disposti ad usarli come manichini da allenamento, Menghele travestiti da persone per bene, anzi da creme delle creme sociale? Modelli di riferimento e persone addette alla gestione di gangli fondamentli del Welfare state? Ma davvero?

Non basta, però, definire loro come privi di scrupoli e di coscienza, non è sufficiente essi cavalcano un modello preciso, fatto di competitività, di meritocrazia distorta, di clientelismi incrociati ed abitudinari, di corruzione e rendite di posizione. Di scorciatoie massoniche e familistiche. Un modello culturale , sociale , filosofico, spirituale che permette e perdona queste brutture, che accetta e sottende queste logiche. Molti, perbenisti, conservatori, guardie in piedi di questo sistema troveranno pretestuose e sofistiche queste analisi, me ne farò e ce ne faremo una ragione. D’altra èparte è persino ovvio ed anche scontato che lo facciano. Stupirebbe il contrario. Però la responsabilità morale e di contenuti di questo “sistema” in questo tipo di fenomeni è palese, evidente agli occhi di qualsiasi marxista o marxiano (anche) con un minomo di dignità.

Quello che noi abbiamo in mente parte proprio da QUI, da questa zona dove risiedono le ragioni il pensiero, le motivazioni di fondo e questo articolo, esattamente lì vuole parare. Perchè non esistono eccessi senza un substrato che li giustifichi ed i picchi derivano da un modello sottostante che li sottende. Il disprezzo per gli ultimi, gli altri, i diversi, i fragili, i poveri è congenito ed endemico in questo modello sociale ed è il primo artefice morale e spirituale di questi avvenimenti. La storia dei singoli si svolge su un teatro sociale, predefinito nei suoi valori. É logico per un elitario o un vassallo (servo più o meno sciocco e competente) essere così come il Dott. Confalonieri.

Perchè è sempre più chiaro: gli ultimi, i deboli, i fragili, i disuguali, i ribelli, quelli che pesano socialmente … gli altri possono essere perduti. Anzi devono! Per rendere la loro società eugenetica più leggera e sostenibile, anche nell’attesa ormai immanente del mondo 4.0 e se nel frattempo riescono ad essere utili alla ricerca, perchè no, almeno servono a qualche cosa.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...