CORBYN. SANTORO: LA GIUSTA VIA AL SOCIALISMO NEL REGNO UNITO

“A chiusura dell’annuale congresso del Labour, il discorso di Corbyn mette in evidenza alcuni passaggi importanti che meritano di essere enfatizzati”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “ad iniziare dalla rievocazione del ‘Socialismo del XXI secolo’ sino ad arrivare al passaggio sulla centralità del socialismo in quanto da considerare ‘mainstream’, vale a dire centrale, acquisito, realizzato come alternativa al modello neoliberista.”

“E’ certamente vero che il centro di gravità politico di un Paese è mobile, e nei decenni passati si è sempre più spostato verso destra. Ora è il momento giusto per una inversione di rotta deciso. Penso che ci stiamo avviando verso una ripresa della coscienza socialista spendibile solo in termini di alternativa al neoliberismo e al capitalismo. Qualsiasi altro approccio, moderato e pro-establishment nella linea politica e nei punti di programma, sarebbe devastante così come lo è stato per la Spd e il Partito Socialista francese.”

“I punti di programma sui quali vi è convergenza con Corbyn sono noti e alcuni sono stati ribaditi durante il suo discorso”, continua Santoro. “Investimenti pubblici, nazionalizzazione delle imprese strategiche come acqua, energia, trasporti. E istruzione pubblica e gratuita. Su questi temi si può cambiare il Regno Unito e l’Europa”.

“Penso che per il socialismo anti-liberista e anti-establishment ci sia la possibilità di una ripresa in Europa”, conclude Santoro. “Una ripresa che richiederà solidarietà, tanto internazionalismo e un allontanamento sostenuto dalla cultura della privatizzazione.”

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IUS SOLI. SANTORO: LA LEGGE DEVE PASSARE IN QUESTA LEGISLATURA

“La legge sullo Ius Soli deve passare ora. Confermiamo, quindi, la posizione del nostro partito relativamente alla legge in discussione in Parlamento la quale, seppur diversa rispetto a quanto da noi proposto, sarebbe certamente un passo in avanti che non può più essere rimandato”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Non riteniamo quindi ricevibile la posizione di AP e di Alfano, e speriamo che il Parlamento arrivi ad un rapido voto positivo sulla legge, in modo tale da smorzare i finti fervori delle destre e dei conservatori, e favorire l’integrazione nel nostro Paese.”

“Successivamente, durante i lavori della prossima legislatura, faremo in modo di spingere le forze politiche presenti in Parlamento verso un miglioramento della legge che, secondo la nostra proposta, deve divenire semplice ed immediata: tutti i nati nel territorio della Repubblica sono cittadini italiani e l’acquisizione della cittadinanza deve essere automatica e senza condizioni”, continua Santoro.

“L’Italia ha bisogno di un cambio di passo su questo tema”, conclude Santoro, “e sono sicuro che la nuova legge sia urgente, non più rinviabile. Sarebbe politicamente sbagliato attendere la prossima legislatura, così come sarebbe sbagliato pensare che votandola oggi si dia una mano a Salvini e ai suoi pasdaran. E’ proprio la paura del voto che rende più forte la destra e l’intero mondo conservatore del Paese”.

APPARTENENZA, APPARTENENZA E APPARTENENZA. SIAMO ‘CONVERGENTI SOCIALISTI’, NON ‘SOCIALISTI’

Essere un ‘convergente socialista’ oppure un ‘socialista’ non è la stessa cosa. A noi interessa l’appartenenza al 100% al nostro progetto politico.

Convergenza Socialista non segue assolutamente il modus operandi di altri ‘soggetti socialisti’ i quali, senza popolo e senza voti, pensano alle politiche del 2018 e a come entrare nelle calde stanza delle istituzioni.

Noi di Convergenza Socialista dobbiamo seguire una nostra strada tracciata da tempo, una strada alternativa nei modi e nei metodi, che seppur con una nostra visione globale ed una collocazione precisa in Europa, inizia dal lavoro territoriale, dalla costituzione dei gruppi locali, dalla formazione della classe dirigente, non socialista ma di Convergenza Socialista, dall’apertura di sezioni nei territori.
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MARGINALITA’ E PROGRESSIVITA’

di Renato Gatti

Premessa

La legge dell’utilità marginale decrescente afferma che l’utilità totale aumenta al consumo di dosi successive di un certo bene, ma con incrementi progressivamente decrescenti.
Il criterio della marginalità è alla base della teoria soggettivistica del valore, elaborata dagli economisti neoclassici o marginalisti, in particolare da Jevons (1871), Menger (1871), Walras (1874). Poichè l’utilità di ogni successiva unità di consumo è via via minore, il valore di un bene non è rappresentato tanto dal valore d’uso dello stesso, quanto dal suo valore di scambio, il quale dipende dai gusti del consumatore e dalla scarsità dello stesso.

I marginalisti abbandonano la teoria del valore-lavoro dei classici (Smith e Marx) sostituendola con una taeoria del valore basata sull’utilità marginale.
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IL DIVORZIO TRA TESORO E BANCA D’ITALIA

di Renato Gatti

Un passaggio nella storia italiana

Il fatto

Secondo alcuni economisti fino al 1981, l’Italia godeva di una piena sovranità monetaria nel senso che la Banca d’Italia acquistava (obbligatoriamente) tutti i titoli emessi dal Tesoro, non collocati presso gli investitori privati. Ora i titoli emessi dal Tesoro erano a tassi di interesse fuori mercato, per cui l’acquisto da parte degli investitori era ridotto ad una piccola quota mentre Banca d’Italia si faceva carico di acquistare tutto l’invenduto.

Con questo meccanismo la spesa per interessi gravava in modo minimale sul bilancio dello Stato, riuscendo nel contempo a finanziare la spesa pubblica.

Il 12 febbraio 1981 il ministro del Tesoro Beniamino Andreatta scrisse al governatore della Banca d’Italia Azeglio Ciampi una lettera che sancì il divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia; da quel momento lo Stato dovette cercare sul mercato la collocazione dei propri titoli del debito pubblico (anche se Banca d’Italia continuò, volontariamente stavolta, ad acquistare titoli) ma il collocamento avvenne stavolta a tassi di interesse sensibilmente più alti:
interessi, debito, inflazione indici 1977-1987

Dal grafico sopra riportato si nota:

  • l’incidenza degli interessi sul Pil (serie 1 con il rombo) praticamente raddoppia nel decennio (dal 4.4 al 8.8 nel 1986);
  • il debito sul PIL (serie 2 con il quadratino) passa dal 57.9 all’88,6 (un aumento del 53%);
  • l’inflazione (serie 3 con il triangolo) scende dal 17 (con un picco del 21.2 nel 1980) al 4.7 nel 1987.

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L’IMPOVERIMENTO È APPENA COMINCIATO

di Giandiego Marigo

Le cifre sono molto alte, si parla di 46 miliardi di euro nel passaggio dal retributivo al contributivo. Una cifra sensibile e molto pesante. Anche se, diciamolo, c’è sempre un margine di arbitrarietà e di mistero attorno a queste affermazioni.

C’è, però, un’altra considerazione da fare, di cui si preferisce parlare poco o nulla o forse, peggio, si preferisce non parlare affatto. Questa considerazione è “chi pagherà lo scotto” di questo risparmio, eventuale ed ipotetico?

Oggi moltissimi giovani, molti più di quanti ci piaccia pensare, si sorreggono sulla certezza di vecchie pensioni retributive degli anziani di casa. È davvero inutile nascondersi una realtà che qualsiasi anziano ultra-sessantacinquenne potrebbe narrare con dovizia. Oggi i pensionati sono un Bancomat d’emergenza per moltissime famiglie che vivono ai limiti.
Questo dato viene taciuto, non se ne parla, ma il graduale passaggio al contributivo, contribuirà in modo violento e traumatico all’impoverimento reale delle famiglie ed i tempi di questo trauma vanno via via abbreviandosi con l’avanzare dell’età dei pensionati che ancora godono di pensioni decenti.
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CHIAMATA PER L’ALTERNATIVA POLITICA IN ITALIA. COSTRUIAMO IL NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

NETWORK PER IL LAVORO E LA GIUSTIZIA SOCIALE

Convergenza Socialista chiama a raccolta associazioni, movimenti, partiti politici, gruppi locali, donne e uomini, interessati alla costruzione di un network per l’alternativa politica in Italia.

Su alcuni punti ‘minimi’:

Europa

In Europa dobbiamo lottare contro le politiche di austerità sin qui adottate, promuovere ed ottenere il primato della politica sulla finanza, chiedere con forza la realizzazione di un’Europa politica, non tecnocratica. E’ altresì fondamentale capovolgere profondamente l’idea di Europa, le sue funzioni, i suoi vincoli, iniziando dal Fiscal Compact e dal Patto di stabilità e crescita, dalla creazione di una rete bancaria pubblica e socialmente utile, dall’utilizzo del QUARS o altro indice qualitativo, alternativo al PIL, anche in chiave europea, come papabile indice per descrivere un nuovo modello di sviluppo basato sull’equità e sulla sostenibilità.

Italia

Ripensare le politiche di governo, locale e nazionale, in modo tale da ricostruire un welfare di “pubblica utilità” che punti sui temi di sempre con l’intento di assicurare il necessario a tutti, uomini e donne.
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