BANKITALIA Visco Renzi PD CS Gatti

IL BLITZ SU BANKITALIA

di Renato Gatti

Quello che è successo con la mozione del PD sul rinnovo della carica del Governatore va esaminato, a mio modo di vedere, su due aspetti: uno di merito ed uno di metodo.

Nel merito

Il fatto che durante il mandato Visco si sia assistito al default di 10 banche (M.P.S, le 4 dell’Etruria, le 2 venete, le 3 del gruppo San Miniato) non può che farci interrogare sull’efficienza dell’attività di vigilanza cui Bankitalia è istituzionalmante tenuta. E la risposta all’interrogazione va, a mio parere, nel senso di considerare l’operato del Governatore come inefficiente.

Certo la questione M.P.S. viene da lontano, ma sospetti su altri istituti (CARIGE ad esempio) fanno pensare che se la questione non è sistemica, i rischi che lo diventi sono tanti.

E’ pure certo che le responsabilità non sono solo della vigilanza, rimane da chiedersi se fece bene Monti a rifiutare l’aiuto dell’Europa, quando poteva averlo, così come l’ebbe la Spagna che oggi viaggia ad una crescita del 3% (Catalogna permettendo); gli incredibili tentennamenti di Padoan sugli NPL; la non separazione tra banche d’affari e banche ordinarie; l’impreparazione ad affrontare le nuove regole sul bail-in che pur si erano approvate in sede europea e, soprattutto il non aver pensato, come fece Obama con il Frank-Dodd act, a creare sistemi di difesa dal capitalismo finanziario.

Ma la più eclatante di tutte è stata, a mio avviso, la gran fretta con cui Gentiloni, 20 giorni dopo essere salito a palazzo Chigi ha stanziato 20 miliardi per le banche. Sicuramente il provvedimento Gentiloni è avvenuto su pressante richiesta di Padoan, ed è da ritenere che questa esigenza non sia nata in Padoan dopo il 4 dicembre 2016; chissà da quanto tempo stava facendo la stessa richiesta a Renzi ricevendone un evidente rifiuto.

Nel metodo

La nomina del Governatore di Bankitalia è fatta dal Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del consiglio dei ministri, sentito il Consiglio superiore della Banca d’Italia.

E’ vero che prima della mozione PD ci sono state le mozioni di 5S, Lega, Fratelli d’Italia, cui il PD sembra accodarsi, ma se è grave che gli altri gruppi parlamentari si siano ingeriti in una procedura che consiglierebbe al Parlamento di tenersi estranea (che dice la Boldrini al proposito?) ben più grave è il tono e la pericolosità della mozione del partito che sostiene il governo.

Si legge uno sgambetto a Gentiloni dopo quello di averlo costretto a porre la fiducia sulla legge elettorale, e uno sgarbo a Mattarella “attenzionato” in una delle sue prerogative istituzionali.

La spregiudicatezza della campagna elettorale, l’ignoranza di molti politici “moderni” aggravano la decadenza della cultura del giorno d’oggi, specie se con questa mossa si cerca di scaricare il diffuso malcontento su un Governatore inefficace senza esaminare seriamente le proprie mancanze e inefficienze.

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