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TERRITORI. DOVE LA VERA POLITICA ESISTE

Manuel Santoro

Il mio compito è di strutturare Convergenza Socialista, farla crescere nella quantità e nella qualità, organizzandola affinché superi senza affanni le sfide del domani. Quando saremo più forti, più strutturati, più organizzati, più visibili, saremo più capaci di far emergere un nuovo modo di intendere le politiche socialiste.

In un Paese che non cresce socialmente da troppi anni, in un’Europa dilaniata da divisioni politiche e in un mondo dove regna sovrano il colonialismo economico il quale condiziona fortemente la politica sino ai livelli più alti e suddivide anche i morti su basi economiche e politiche, è necessario costruire un nuovo interesse attivo e partecipato su quello che ci circonda quotidianamente.

Una società che vive e si evolve secondo direttrici economiche, politiche e, di conseguenza, sociali e comportamentali, dettate da pochi per il benessere di pochi e l’impoverimento di molti, richiede una politica, e quindi una forza, socialista forte, in ambito nazionale e internazionale, che sappia rispondere alle difficoltà di intere cittadinanze passate troppo velocemente da un capitalismo produttivo ad uno finanziario.

L’apprezzamento del lavoro come mansione utile anche alla collettività e necessaria per un appagamento personale non esiste più nelle forme che abbiamo conosciuto nel nostro non lontano passato. Al lavoro si è sostituito il denaro come motore che produce altro denaro, rigenerandosi.

Siamo arrivati a questo punto senza battere ciglio, senza un sussulto, senza una vera opposizione. Conosciamo il tragitto travagliato che il nostro Paese ha percorso negli ultimi decenni, così come conosciamo il degrado politico e sociale nei nostri quartieri, nelle nostre città.

Conosciamo tutti i rigenerati della politica italiana, i mentori della Seconda Repubblica, che con un semplice cambio di tunica hanno preteso che noi credessimo ad un nuovo avvenire da loro proposto, ad un nuovo traghettare verso rive più pulite e chiare.

Ma come potevano coloro che già non avevano avuto, nei decenni precedenti, gli strumenti giusti guidarci fuori da un pantano etico e politico?

La politica avrebbe dovuto fare un mea culpa purificatore e correggere le storture creatisi diversi decenni addietro. Non fu fatto e non credo, ora, ai nuovi maghi del nuovismo.

Dobbiamo conoscere prima di tutto chi ci avversa ed operare di conseguenza. Da una parte, per un’attività di riflessione, è fondamentale conoscere gli ingranaggi del sistema economico odierno e trovare le forze motrici per un modello di sviluppo alternativo, misurabile su fattori di sostenibilità economica e sociale.

Il nostro lavoro è, quindi, necessario e dovremo fare di tutto per ricreare i presupposti di crescita, iniziando proprio da dove questa crescita è richiesta. Dagli strati meno abbienti delle nostre città e periferie, dove l’indifferenza e la povertà regnano sovrane.

In questo senso, riprendo l’iniziativa sulla “Valorizzazione e recupero degli antichi mestieri” che ha l’obiettivo di offrire l’opportunità di un inserimento lavorativo professionale, e con l’aiuto delle istituzioni locali, assicurare gli strumenti e le competenze teoriche e pratiche necessarie, incluse quelle che possono favorire la creazione di microimprese artigiane.
Potremmo essere noi socialisti, ognuno nel proprio territorio, a creare un collegamento virtuoso tra cittadinanza, microimprese e istituzioni locali, dando così la possibilità alla comunità intera di tenere in vita i mestieri tradizionali a rischio di estinzione e favorire lo sviluppo di produzioni di nicchia con un conseguente aumento dell’interesse del turismo da prodotto.

Se riuscissimo noi di Convergenza Socialista ad essere il cordone ombelicale tra chi ha bisogno, i cittadini, e le istituzioni locali, cercando di far incontrare domanda ed offerta, avremmo fatto un gran passo in avanti verso un nuovo modo di intendere la politica, organizzata territorialmente, che ha un senso esistenziale, prima che politico.

Estendiamo ora questo modus operandi in altri campi.
Dalla lotta alla povertà e al disagio sociale alla necessità di un tetto, dall’assistenza sanitaria alla necessità sociale ed individuale dell’educazione e della cultura.

Un partito di ispirazione socialista focalizzato sul lavoro territoriale nei termini sin qui descritti avrebbe un motivo di esistere ed una sua utilità sociale che lo renderebbe forte, visibile e votabile. Penso non si possa più attendere oltre. Ora tocca agire.

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