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LA FINTA IMPOSTA DI GRASSINI

di Renato Gatti

Sul Sole 24 Ore di venerdì 3 novembre F.A.Grassini constata che puntare sulla riduzione del debito contando su una crescita del PIL del 3% reale più il 2% di inflazione, è una vaga speranza anche perchè una crescita del 3% in presenza di azioni deflattive pare essere un ossimoro.

Peraltro incombe nei prossimi mesi il divieto alle banche di detenere titoli del debito pubblico oltre ad una certa misura e la prospettiva di un aumento dei tassi di interesse con l’attenuamento del Q.E.

Conclude il Grassini “La strada per ridurre veramente il debito pare solo quella di una patrimoniale che ponga a carico dei più benestanti l’onere della necessaria riduzione”.

Perchè a carico dei più benestanti? A mio parere ci sono tre valide ragioni:

  • In primis i più benestanti hanno le disponibilità per pagare;
  • Poi il sacrificio marginale dei più benestanti è molto inferiore a quello dei meno benestanti;
  • L’indice Gini (quello dei redditi, ma in particolare quello sulle ricchezze) in continua crescita dimostra che il sistema non è redistributivo ma al contrario accentrativo per cui se si vuole cambiarlo occorre partire da un indennizzo iniziale di natura patrimoniale.

Facendo i conti, metà del debito pubblico, per comodità 1.000 miliardi, rappresenta sulla ricchezza privata delle famiglie stimata da Istat Banca d’Italia in 8.730 miliardi, il 13% di sacrificio, sostanzioso ma non proibitivo, tuttavia necessario, in mancanza d’altro, per evitare di imboccare una strada senza uscita.

Ma il Grassini propone una alternativa; una “finta tassa” che funzionerebbe come segue (le cifre sono indicative):

  • La CDP (i cui saldi non rientrano nel debito pubblico) acquista 1.000 miliardi di titoli di Stato e li distrugge;
  • Per acquistare i titoli di Stato, CDP emette obbligazioni all’1% con durata 50 anni;
  • Ogni anno CDP estrae e rimborsa un cinquantesimo delle obbligazioni fino ad esurimento;
  • Punto più delicato (con la stessa natura impositiva della patrimoniale) lo Stato obbliga all’acquisto delle obbligazioni i più benestanti;
  • Ogni anno lo Stato contribuisce a CDP l’importo degli interessi da pagare e delle obbligazioni estratte da rimborsare.

Vediamo come graverebbero sui contribuenti le tre ipotesi (semplificando al massimo le assunzioni): a bocce ferme, con il metodo Grassini e con la patrimoniale.

A BOCCE
FERME
METODO GRASSINI
DEBITO 1.000       int
BENESTANTI
storico
PATRIMON
Anni

INT.

INT.

cdp

RIMB

1%

obb

4%

delta

fisc gen

patr

fisc gen

0

80

80

1000

0

10

1000

40

30

90

0

80

1

80

40

980

20

9,8

980

39,2

29,4

69,8

40

40

2

80

40

960

20

9,6

960

38,4

28,8

69,6

40

40

3

80

40

940

20

9,4

940

37,6

28,2

69,4

40

40

4

80

40

920

20

9,2

920

36,8

27,6

69,2

40

40

5

80

40

900

20

9

900

36

27

69

40

40

6

80

40

880

20

8,8

880

35,2

26,4

68,8

40

40

7

80

40

860

20

8,6

860

34,4

25,8

68,6

40

40

8

80

40

840

20

8,4

840

33,6

25,2

68,4

40

40

9

80

40

820

20

8,2

820

32,8

24,6

68,2

40

40

10

80

40

800

20

8

800

32

24

68

40

40

11

80

40

780

20

7,8

780

31,2

23,4

67,8

40

40

12

80

40

760

20

7,6

760

30,4

22,8

67,6

40

40

13

80

40

740

20

7,4

740

29,6

22,2

67,4

40

40

14

80

40

720

20

7,2

720

28,8

21,6

67,2

40

40

15

80

40

700

20

7

700

28

21

67

40

40

16

80

40

680

20

6,8

680

27,2

20,4

66,8

40

40

17

80

40

660

20

6,6

660

26,4

19,8

66,6

40

40

18

80

40

640

20

6,4

640

25,6

19,2

66,4

40

40

19

80

40

620

20

6,2

620

24,8

18,6

66,2

40

40

20

80

40

600

20

6

600

24

18

66

40

40

21

80

40

580

20

5,8

580

23,2

17,4

65,8

40

40

22

80

40

560

20

5,6

560

22,4

16,8

65,6

40

40

23

80

40

540

20

5,4

540

21,6

16,2

65,4

40

40

24

80

40

520

20

5,2

520

20,8

15,6

65,2

40

40

25

80

40

500

20

5

500

20

15

65

40

40

26

80

40

480

20

4,8

480

19,2

14,4

64,8

40

40

27

80

40

460

20

4,6

460

18,4

13,8

64,6

40

40

28

80

40

440

20

4,4

440

17,6

13,2

64,4

40

40

29

80

40

420

20

4,2

420

16,8

12,6

64,2

40

40

30

80

40

400

20

4

400

16

12

64

40

40

31

80

40

380

20

3,8

380

15,2

11,4

63,8

40

40

32

80

40

360

20

3,6

360

14,4

10,8

63,6

40

40

33

80

40

340

20

3,4

340

13,6

10,2

63,4

40

40

34

80

40

320

20

3,2

320

12,8

9,6

63,2

40

40

35

80

40

300

20

3

300

12

9

63

40

40

36

80

40

280

20

2,8

280

11,2

8,4

62,8

40

40

37

80

40

260

20

2,6

260

10,4

7,8

62,6

40

40

38

80

40

240

20

2,4

240

9,6

7,2

62,4

40

40

39

80

40

220

20

2,2

220

8,8

6,6

62,2

40

40

40

80

40

200

20

2

200

8

6

62

40

40

41

80

40

180

20

1,8

180

7,2

5,4

61,8

40

40

42

80

40

160

20

1,6

160

6,4

4,8

61,6

40

40

43

80

40

140

20

1,4

140

5,6

4,2

61,4

40

40

44

80

40

120

20

1,2

120

4,8

3,6

61,2

40

40

45

80

40

100

20

1

100

4

3

61

40

40

46

80

40

80

20

0,8

80

3,2

2,4

60,8

40

40

47

80

40

60

20

0,6

60

2,4

1,8

60,6

40

40

48

80

40

40

20

0,4

40

1,6

1,2

60,4

40

40

49

80

40

20

20

0,2

20

0,8

0,6

60,2

40

40

50

80

40

0

0

0

0

0

0

40

40

40

 

4080

2080

 

980

255

 

1020

765

3315

2000

2080

Le prime due colonne “a bocce ferme” dicono che la fiscalità generale sarebbe chiamata a pagare 80 miliardi l’anno per 50 anni con un onere totale di 4.080 € senza risolvere il problema del debito.

Il metodo Grassini (colonne da 3 a 10) ci dicono che gli interessi a carico della fiscalità generale si dimezzerebbero a 2.080 € avendo dimezzato il debito; occorre pagare interessi all’1% sul residuo debito per un totale di 255 € e rimborsare il capitale per 1.000, per un totale di 3.315€ mentre i benestanti perderebbero rispetto ad un utile atteso o storico del 4% 765 € di rendita.

La patrimoniale graverebbe sui benestanti per 2.000 mentre sulla fiscalità generale rimarrebbe l’onere di 2.080. In sintesi:

CASO BENESTANTI FISCALITA’ GENERALE TOTALE
BOCCE FERME 0 4.080 4.080
GRASSINI 765 3.315 4.080
PATRIMONIALE 2.000 2.080 4.080

In conclusione tra il non far nulla, aspettando che irreversibili conseguenze si precipitino sul nostro Paese e pensare qualche congegno che con inevitabili sacrifici risolvano l’incubo cui siamo soggetti pare non offrire alternative. Chi avrà il coraggio di prendere il toro per le corna? Da come sta messa la politica italiana non c’è da essere molto ottimisti.

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