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LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. L’OBIETTIVO DELLE 20 ORE SETTIMANALI

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte II

Lavoro disponibile e tempo di lavoro disponibile

Prima di tutto, occorre affrontare la mancanza di lavoro e, successivamente, la relativa stabilizzazione.
Pertanto, necessita distinguere i settori in perdita da quelli in crescita o con carenza di addetti, in particolare tra i professionali, i tecnici e i lavori sociali, per indirizzare istruzione, formazione e riqualificazione in modo personalizzato e non indifferenziato.

Creare una maggiore disponibilità del lavoro in modo trasversale a tutti i suoi comparti, significa poter offrire una maggiore possibilità di scelta al lavoratore all’inizio del ciclo lavorativo. Il lavoro potrebbe quindi partire non solo per necessità ma anche essere scelto, secondo le personali capacità, attitudini e preparazioni. Questo lo renderebbe strumento di crescita dell’uomo-lavoratore all’interno del luogo di lavoro, ma solo se abbinato a migliori tutele e retribuzioni veramente premiali.

Punto di partenza dell’approccio politico è sopperire, con una proposta organica e strutturata, alla mancanza di lavoro che tenderà a divenire cronica proprio grazie alla rivoluzione 4.0, specie in settori che patiscono un alto tasso di sostituzione tra lavoro e capitale. Fondamentale è pertanto il confronto tra la disponibilità totale potenziale di lavoro e quella attuata, su cui valutare ipotesi di redistribuzione del tempo di lavoro (tenendo stabile la retribuzione – vedi parti successive del documento) in base ad un orario settimanale più breve, con un range oscillante dalle 30 sino alle 20 ore.

Attuare un orario più flessibile al suo interno, grazie alla combinazione e sostituzione della presenza fisica presso la sede di lavoro, con la disponibilità virtuale per via telematica (telework e smartwork), rendendo quest’ultima un’ordinaria modalità di lavoro in ogni settore compatibile, anche parzialmente. Solo un programma di istruzione, formazione e riqualificazione, adeguato e continuo, può compensare la sostituzione di lavoratori con forme automatizzate, specie laddove vi sia svolgimento di attività prevedibili.

L’inserimento nel mondo del lavoro può passare anche mediante contratti che presumano sia la capacità che la necessità d’uso della telematica. Ciò si può prevedere in particolare proprio nella formazione dei giovani e nel loro iniziale inserimento nel lavoro, con retribuzioni inizialmente basate soprattutto sui risultati. Solo in seguito, con l’avanzare del processo regolamentato di stabilizzazione, potrà alzarsi la quota fissa stipendiale graduata sulla crescita di professionalità. Inserimento di cui è opportuno prevedere un monitoraggio a livello provinciale, effettuato da centri di qualificazione e inserimento professionale predisposti ad hoc e di cui si tratterà in seguito.

Il tempo di lavoro disponibile potrà così divenire, in ambito sociale, nucleo di valutazione del benessere distribuito, oltre che generatore di posti di lavoro specializzati nella cura dei bisogni della persona.

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