James Meade Nobel agathotopia

ANCORA SULLA FLAT TAX

di Renato Gatti

Ritorno sull’argomento per precisare alcune considerazioni:

    1. L’argomento non è nuovo, lo ritroviamo nella campagna elettorale del 1994 come punto forte di Berlusconi che, nonostante i tanti anni passati al governo non è mai stata attuata;
    2. La progressività risponde ad una concezione marginalistica dell’economia in quanto tende ad eguagliare il sacrificio marginale dei contribuenti;
    3. Non è vero che la flat tax non generi, con il meccanismo della no tax area, un sistema progressivo, ma tale progressività è veramente blanda e tende a zero per i redditi alti;
    4. Tutti i contribuenti vedono diminuire il loro carico fiscale, ma chi ne gode in maniera ridondante sono i redditi alti che vedono più che dimezzato il loro carico fiscale, mentre i bassi redditi hanno riduzioni minimali; insomma la riforma sembra fatta a favore dei Paperoni;
    5. Tutti i contribuenti vedono diminuire il loro carico fiscale, ma rimane il come viene coperto il mancato gettito che si stima, nelle migliori delle proiezioni sui 67 miliardi di€. Come si copre questo mancato introito? E’ evidente che solo da come viene distribuito il nuovo onere fra le classi, si può alla fine fare il calcolo algebrico tra risparmi di imposta e nuovi oneri, avendo ben presente che i nuovi oneri possono essere anche rappresentati da minori servizi;
    6. Occorre rendersi conto che il sistema negli ultimi tempi è slittato lentamente verso il sistema flat, lasciando il sistema progressivo solo sui redditi di lavoratori e pensionati che contribuiscono per l’85% al gettito Irpef, mentre i redditi da lavoro autonomo e impresa individuale farebbero registrare ampie aree di evasione. Ricordiamo infatti che:
        1. i redditi di capitale (dividendi, plusvalenze, interessi) sono tassati con l’aliquota fissa del 26%, quindi con il sistema flat (perdita di gettito stimata in 15 miliardi);
        2. i redditi da fabbricati offrono l’opzione tra imposizione progressiva e imposizione flat con la cedolare secca al 21%. Evidente che l’imposizione progressiva sarà scelta solo nel caso in cui il vantaggio della minor aliquota dell’imposta flat sostitutiva viene vanificato dall’impossibilità di dedurre e detrarre voci fiscalmente deducibili o detraibili;
        3. l’Ires, l’imposta delle persone giuridiche, è da sempre flat, era al 33% ridotta da Prodi al 27.5% e infine da Renzi al 24% (riduzione paragonabile alla recente strombazzata riforma fatta da Trump);
        4. le imprese individuali e le società di persone che erano soggette all’imposta progressiva, possono ora optare all’imposizione flat al 24% con l’introduzione dell’Iri;
        5. l’Irap l’imposta sulle attività organizzate ha una aliquota flat;
        6. Imu e Tasi non sono ispirate a criteri di progressività.

      Sembra poterne dedurre che la progressività interessa solo lavoratori dipendenti e pensionati, proprio quei contribuenti che non possono sfuggire all’imposizione essendo la stessa gestita dai datori di lavoro o dall’Inps.

      Se di progressività si vuol parlare bisognerebbe pensare ad una imposta unica, personale, vecchio programma socialista.

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