Spread. Santoro (CS): un continuo coltello alla gola

“Immaginatevi un governo socialista, di classe, decisamente contro la centralità del capitale, alla guida di questo Paese. Lo spread sarebbe già a mille, forse duemila, e questo sarebbe il segnale che non vi è alcuna volontà da parte dell’establishment, dei poteri forti italiani ed europei, di farci governare”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Sarebbe assolutamente impossibile avviare l’azione governativa seguendo un disegno democratico, elettivo, costituzionale. Nel bene e nel male di una qualsivoglia legge elettorale.”

“Dico questo perché non passa giorno che i media, i giornali, gli organi di stampa, politici e giornalisti insieme, ci ricordino a che quota è arrivato lo spread. Certo, dallo spread dipendono tante cose, dagli interessi sul debito pubblico ai mutui, che intaccano le vite di imprese e famiglie. Ed è per questo che lo spread può essere usato, e molto spesso viene usato, come arma politica. Lo spread è diventato, all’interno della struttura euro, il perenne coltello alla gola dell’Italia.”

“Il differenziale rispetto ai titoli di stato tedeschi non è quindi solo una misura della credibilità, di performance, di solidità dell’economia italiana”, continua Santoro, “ma un’arma che può essere usata per creare panico, sfiducia, terrore e far cadere i governi nazionali. Ora, Lega e M5S sono soggetti politici integrati e addirittura fautori del modello capitalista e liberista, un liberismo sicuramente più sovranista e meno globalista rispetto al recente passato. Essi non mettono assolutamente in discussione i processi produttivi tipici del capitalismo, non perseguono una visione di società completamente diversa. Eppure la loro azione politica, seppur altamente discutibile e che noi spesso critichiamo, viene messa in discussione usando lo strumento dello spread, non viene messa in discussione tramite l’esposizione di politiche alternative.”

“Vi ripropongo, allora, la mia prima considerazione”, conclude Santoro. “Immaginatevi noi, Convergenza Socialista, noi socialisti di classe, con una visione dell’organizzazione della società completamente diversa, con un programma che va dalla sostanziale riduzione dell’orario di lavoro a partire dalle 30 ore settimanali, senza toccare i salari, ad una politica monetaria in mano pubblica, da un sistema bancario pubblico a sanità, educazione e servizi sociali pubblici e gratuiti. Capirete immediatamente le forze avversarie, contrarie, che ci toccherebbe combattere, assolutamente avverse alla nostra linea politica.”

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Politica monetaria europea. Santoro (CS): basta con l’indipendenza dalla politica, basta con i banchieri

“La politica monetaria deve essere uno strumento politico per il bene comune. Esattamente come la politica fiscale. La politica monetaria europea dovrà essere strumento della politica, non indipendente dalla politica”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Sino ad oggi i cittadini europei, gli elettori europei si sono fatti abbindolare dalla filastrocca della divina necessità dell’indipendenza della politica monetaria dalle istituzioni governative, indipendente cioè da coloro che sono stati votati ed eletti come rappresentanti nelle istituzioni dagli stessi popoli europei. Che strano, non vi sembra?”

“Perché fidarsi di banchieri non votati, non eletti ma scelti, e non di voi, di noi stessi, che attraverso lo strumento del voto eleggiamo i nostri rappresentanti politici?”, continua Santoro. “I politici sono forse più ladri dei banchieri? Siamo noi la politica, siamo noi che ci organizziamo in partiti, siamo noi lo Stato. Pensare che la politica rubi, al contrario di banche e finanza, significa essere dei sempliciotti. Meglio che la gestione della leva monetaria sia salda in mano pubblica che non, invece, in mano privata. In Europa dobbiamo portare avanti la nostra proposta politica di un Tesoro europeo, di una istituzione cioè politica, pubblica, che controlli la leva monetaria dell’Unione europea.”

“Tesoro europeo, quindi, che gestisca politicamente la politica monetaria nella sua interezza,” conclude Santoro, “ovvero diriga e coordini gli interventi necessari sulla moneta, sul credito e sulla finanza per il bene dei popoli europei, in particolare delle classi meno abbienti.”

Manovra. Santoro (CS): un altro governo che privatizza

“Nel nuovo documento programmatico di bilancio il governo giallo-verde punta a vendere partecipazioni statali per 18 miliardi”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “A breve sapremo cosa questi signori svenderanno ai privati ma non sono ottimista. 18 miliardi sono tanti e se si vuole ridurre il debito svendendo il pubblico, tra vendita di partecipazioni statali e privatizzazioni, non andremo lontano.”

“Ripeto quanto detto ieri. Stiamo passando da un liberismo globalista ad un liberismo sovranista. Questo governo non ha alcuna coscienza del lavoro per il bene comune, non ha alcuna cultura della solidarietà ma solo la precisa volontà di agire secondo calcoli politici che portino voti, solo voti.”

“Il mio vero timore, come già abbondantemente scritto in passato, è nel vedere intaccata la spesa pubblica” conclude Santoro, “ovvero dirottare risorse già esigue da comparti pubblici fondamentali al soddisfacimento di promesse elettorali folli attraverso il taglio della spesa per sanità, scuola, infrastrutture, servizi sociali e tanto altro.“

La lettera di Tria. Santoro (CS): passaggio dal liberismo globalista al liberismo sovranista

“Lettera breve e concisa che non si scosta di un millimetro da quanto illustrato all’Unione Europea alcune settimane fa”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Lettera che pone fine al dominio incontrastato dei tecnocrati e dei commissari europei sui popoli in difficoltà, che supera de facto la supremazia del liberismo internazionale e globalista sui singoli Stati europei, che sancisce e certifica il passato delle politiche portate avanti dai governi genuflessi dei decenni andati. Il problema, il nostro problema è che nella lettera di Tria si intravede un futuro chiamato liberismo sovranista, dal quale fanno insistentemente capolino populismo e nazionalismo, insieme ad una sorta di becero sovranismo usato come strumento politico contro i deboli. Azioni pensate per portare a casa vantaggi politici.”

“Il passaggio tra passato e futuro, anima della lettera del Ministro dell’Economia e delle Finanze, mi spinge nella lotta al primo così come al secondo. Sono anni che lottiamo contro questa Europa costruita sulla finanza, sugli interessi dei pochi contro i molti. E continueremo a farlo. Ma il futuro che intravediamo è altrettanto pericoloso ed è nostro dovere iniziare da subito a combatterlo sul terreno politico.”

“I socialisti, infatti, non possono accettare che dalla padella si cada nella brace”, continua Santoro, “poiché la prospettiva di una Europa ancora liberista (il nazionalismo, il sovranismo, il populismo non implicano affatto un superamento del sistema economico capitalista) con l’introduzione di componenti populiste, nazionaliste e sovraniste, determinerebbe un ritorno a possibili conflitti tra Stati i quali, come la storia ha sempre dimostrato, sono sempre a vantaggio dei ‘padroni’ e mai degli oppressi.”

“Combattiamo, quindi, entrambi i fronti, entrambi i liberismi”, conclude Santoro, “poiché siamo socialisti e il nostro obiettivo politico è costruire l’Europa socialista, non certamente liberista.”

Salvini e sovranisti. Santoro (CS): forti con i deboli, deboli con i forti e fifoni con i veri padroni

“Oggi abbiamo avuto modo di assistere alla processione di polizia e di ruspe per l’operazione di sgombero del campo per i migranti gestito dall’associazione Baobab Experience di Roma”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Uno sgombero in cui centinaia di persone sono state identificate e alle quali non è stata data alcuna indicazione di quale sarà il loro futuro.”

“Tutto questo mentre il sovranista Salvini commentava con gioia ‘dalle parole ai fatti’ oppure ‘zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate’. Facile con i deboli, vero Ministro Salvini?”

“Perché non dite e fate lo stesso con i militanti di Casapound? Perché non dite a costoro di sloggiare dall’edificio abusivamente occupato da tanti anni?”, continua Santoro. “Oppure ditelo agli americani, alla Nato, i veri padroni, di lasciare le basi in Italia e di portarsi appresso le bombe atomiche ‘abusivamente’ dislocate nel territorio italiano. Paura, vero? Non una parola su questo fronte dal sovranista ‘fifone’ Salvini. Troppo facile con i migranti. Vediamo pure la veemenza del sovranismo di Salvini e di Meloni in azione, quando si tratta di essere veramente sovrani, ovvero di contrapporsi con forza agli americani e alla Nato.”

“Silenzio tombale”, conclude Santoro. “Come volevasi dimostrare i Salvini di noialtri sono forti con i deboli, deboli con i forti e fifoni con i veri padroni dell’Italia.”

Elezioni europee. Santoro (CS): le intenzioni di voto in Francia devono farci riflettere

“Le intenzioni di voto in Francia per le elezioni europee del maggio prossimo devono spronarci a trovare le giuste e necessarie convergenze a sinistra per sconfiggere le destre e i liberismi”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Un sondaggio Elabe condotto per Bfmtv riporta, infatti, che il partito di Le Pen è in vantaggio rispetto a quello di Macron, il 20% in aumento dello 0,5% rispetto al 19,5% di La République en marche in calo del 4,5%. France Insoumise di Mélenchon si attesta all’11%.”

“E’ evidente che qualche forma di convergenza sia necessaria e i primi sondaggi francesi ci devono indurre a discorrere di una piattaforma politica e programmatica che possa mettere insieme e non dividere, altrimenti ci ritroveremo circondati dai sovranismi e nazionalismi, da una parte, e dai liberismi e globalismi dall’altra.”

“Apriamo, quindi, un fronte marcatamente socialista”, continua Santoro, “di netta opposizione culturale e politica rispetto alle destre sovraniste e ai liberismi che hanno fatto il bello e cattivo tempo in Europa negli ultimi decenni. Il populismo di sinistra non è la risposta corretta ed è, a mio modo di vedere, assolutamente perdente. Tatticamente e strategicamente. Un errore politico che a sinistra stanno compiendo tutti.”

“L’antidoto ai mali dell’Europa esiste e si chiama socialismo, e sono convinto che per le prossime elezioni europee solo un programma politico marcatamente socialista potrà ergersi come vera alternativa di sistema e diventare punto di riferimento per una nuova aggregazione di popoli.”

La Rivoluzione Socialista del 7 Novembre 1917: oppressi contro oppressori

Ricordiamo questa data con alcuni passaggi dal Manifesto del Socialismo

Obiettivo/strategia: superare il capitalismo e dare avvio al socialismo. Strumenti/tattica: riforma e rivoluzione.

Nelle prime righe del Manifesto del Partito Comunista, Marx ed Engels dichiaravano che la storia di ogni società è storia di lotte di classe, una lotta tra uomo libero e schiavo, tra patrizio e plebeo. Una lotta tra oppressori e oppressi. O si è oppressori, o si è oppressi. Entrambi avevano compreso la graduale e costante polarizzazione dei due campi, i quali venivano indicati, nel documento destinato alla Lega dei Comunisti, come borghesia e proletariato, come oppressori e oppressi.

Naturalmente il mondo è molto cambiato dai tempi di Marx e nei secoli il capitalismo si è molto evoluto elevandosi a sistema globale e transnazionale. Il capitalismo di tipo industriale ha oggi concluso una metamorfosi precisa verso un capitalismo più feroce di tipo finanziario il quale, nella giustezza dell’analisi marxiana della semplificazione della società moderna, ha contribuito a definire i due grandi campi nemici relegando la quasi totalità della popolazione mondiale tra gli oppressi.

Sono due i fattori che contraddistinguono la via al socialismo e ci allontanano da un pallido appiattimento su posizioni sovraniste e populiste de facto anti-socialiste: il primo fattore è nel conflitto tra campi, tra oppressi e oppressori, tra chi ha il capitale e chi non ce l’ha. Discutere di élite e di popolo non ha senso se non si chiarisce la loro relazione con il capitale e con il lavoro salariato. Il secondo fattore è nella necessaria internazionalizzazione del conflitto tra i due campi.

Il nostro campo di riferimento è quello degli oppressi in patria così come oltre i confini nazionali, in solidarietà e in supporto degli oppressi di altri Paesi, ovunque essi siano. Se non si parte dalla solidarietà e dalla presa di coscienza di chi si è e in quale campo si conduce la propria vita, non si riuscirà a trovare nel socialismo l’alternativa di struttura alla centralità del capitale, e la pancia dei popoli ci porterà all’isolamento delle classi meno abbienti all’interno dei confini nazionali, e al trionfo di una élite sempre capitalista e ancora più selvaggia.
L’immigrato sfruttato e sottopagato nei campi e l’operaio metalmeccanico che non arriva a fine mese appartengono allo stesso grande campo degli oppressi e alla stessa classe sociale del lavoratore salariato.

Il socialista è colui che persegue l’interesse della classe lavoratrice senza alcun tradimento, senza alcuna velleità opportunistica. Il socialista non è, non può e non deve essere un opportunista. Il socialista non è un traditore degli interessi degli oppressi del mondo. Chiunque, invece, si collochi per qualsiasi motivo al di fuori di questo chiaro tracciato etico, chi per qualsiasi interesse, egoismo o motivazione tradisce la fiducia di chi soffre nei bassifondi delle società moderne, non è da definirsi socialista. Non è un socialista. E’ altro.

Il socialismo ha senso compiuto nell’essere un sistema di società alternativo al capitalismo, e il socialista è colui che persegue tale fine. Sono e siamo coscienti di essere una minoranza dopo troppi decenni di immondizia spacciata per socialismo e, anche se il lavoro da fare è tanto, è un dovere per le generazioni future perseguire questo nobile fine.

Discutiamo, invece, di donne e uomini che hanno lo stesso desiderio politico, ovvero superare profondamente e strutturalmente lo status quo per l’emersione non solo di una società diversa, giusta, ma per l’emersione di un essere umano nuovo. Chiunque abbia questo sogno e lavora per realizzarlo, deve essere partecipe e militante all’interno della stessa organizzazione. Riforma e rivoluzione sono degli strumenti per la  realizzazione di un percorso politico. Essi sono opzioni, sono il mezzo. Non il fine. Non sono e non devono essere la motivazione che porta uomini e donne a rompere oppure a non convergere in una stessa organizzazione. Guardando agli errori commessi, dobbiamo imparare e rimediare.

Ripartire come organizzazione politica evitando differenziazioni nefaste e fuori dal tempo. Riforma e rivoluzione devono essere considerati come strumenti tattici in mano al partito il quale, tenendo conto del contesto storico, della realtà delle cose, attualizzando appunto gli insegnamenti dei padri del socialismo, decide come procedere e quali leve usare. Siamo socialisti con un unico obiettivo politico: superare il capitalismo e instaurare il socialismo. Riforma e rivoluzione saranno i nostri strumenti da usare al meglio tenendo conto della realtà e a beneficio degli oppressi.

Convergenza Socialista al Forum Europeo delle Forze Progressiste di Bilbao

Il partito della Convergenza Socialista, firmatario della chiamata per il primo forum di Marsiglia del 2017, parteciperà al secondo forum di Bilbao ‪dal 9 all’11 Novembre 2018‬

L’EUROPA DEVE CAMBIARE!

Porteremo al Forum il nostro contributo e la nostra idea di socialismo. Socialismo in quanto alternativa di società. Alternativa di sistema, strutturale, che si pone il problema di una nuova organizzazione della società partendo dai processi economici e produttivi, i rapporti tra classi e all’interno delle classi, e il completo superamento del sistema economico capitalista.

L’appuntamento del forum delle forze progressiste di Bilbao, organizzato dal Partito della Sinistra Europea, continua ad essere importante per ricercare una convergenza politico-programmatica che ci potrebbe permettere di valorizzare un percorso condiviso in Europa.

Le politiche che condizionano le vite di milioni di uomini e di donne sono sempre più decise in Europa, non negli Stati nazionali, ed è quindi necessario attrezzarsi per avviare un percorso politico chiaro e condiviso. Un percorso di condivisone politica di obiettivi precisi può essere portato avanti attraverso lo strumento dei Forum.

Con il nostro contributo, ribadiamo alcune idee:

In Europa dobbiamo lottare contro le politiche di austerità sin qui adottate, promuovere ed ottenere il primato della politica sulla finanza, chiedere con forza la realizzazione di un’Europa politica, non tecnocratica. E’ altresì fondamentale capovolgere profondamente l’idea di Europa, le sue funzioni, i suoi vincoli, iniziando dal Fiscal Compact e dal Patto di stabilità e crescita, dalla creazione di una rete bancaria pubblica e socialmente utile, dall’utilizzo del QUARS o altro indice qualitativo, alternativo al PIL, anche in chiave europea, come indice per descrivere un nuovo modello di sviluppo basato sull’equità e sulla sostenibilità. Lavorare per una Europa socialista.

Ripensare le politiche di governo in modo tale da ricostruire un welfare di “pubblica utilità” che punti sui temi di sempre con l’intento di assicurare il necessario a tutti, uomini e donne. Salute, casa, istruzione, lavoro, benessere economico, sicurezza, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca, innovazione, servizi, ecc. Proporre la ‘pubblicizzazione’ delle risorse naturali e dei servizi di base, incluso quello bancario, ed avviarvi verso la piena ed equa ridistribuzione della ricchezza.

Affrontare la questione dell’informazione, tv e giornali, in mano a pochi individui. Senza una multipolarità dell’informazione non vi è vera democrazia.

Prendere coscienza che viviamo in un mondo globalizzato in guerra. Non mi riferisco solo alle guerre finanziarie e valutarie occulte ai più, ma a veri conflitti armati, piccoli e meno piccoli, causati da interessi economici e geopolitici vari e noti, i cui effetti sono morte, miseria, fughe ed emigrazioni forzate. Grandi migrazioni forzate, poiché necessarie, effetto di guerre che sono a loro volta effetto degli interessi economici e geopolitici di nazioni, spesso, lontane ed immuni dagli effetti delle proprie azioni. Se la causa è l’interesse economico e geopolitico di pochi ed uno degli effetti finali è la migrazione di massa, il nostro dovere non è quello di attaccare gli effetti ma la causa che rende il mondo meno vivibile, meno sicuro. Dobbiamo contrastare con forza coloro che, lontani e dietro le quinte, destabilizzano Paesi, pianificano soluzioni, organizzano gruppi armati, per i propri interessi e contro gli interessi delle collettività del pianeta.

Ecofin. Santoro (CS): ‘correzione considerevole’ anche per questa Unione Europea

“Correzione considerevole. Queste le parole appena pronunciate dal vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, relativamente alla legge di Bilancio del governo giallo-verde,” commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Perché limitarsi allora alla sola manovra. Facciamo in modo che queste parole valgano anche per l’Unione Europea, i suoi meccanismi, le sue procedure e rilanciamo rivendicando una ‘correzione considerevole’ di tutto l’impianto politico-amministrativo dell’Unione Europea.”

“Al netto dell’enorme debito pubblico italiano, della lentissima crescita e di una politica essenzialmente, e non da oggi, miope, senza un progetto di Paese, l’Unione Europea deve essere ripensata. Le strade sono due, ognuna con i suoi pro e contro, ognuna con impatti più o meno dolorosi per milioni di cittadini: la completa demolizione dell’impianto europeo seguita da una totale ricostruzione su tutt’altre basi politiche, oppure il più lento tragitto di modifica, di riforma, per una radicale conversione dell’Unione e dei suoi meccanismi. Sicuramente non è pensabile andare avanti in questo modo.”

“E’ probabile, quindi, che vi saranno delle sanzioni”, conclude Santoro, “anche se dietro le quinte penso si voglia raggiungere qualche forma di accordo con l’Ue. Comunque vada, la sconfitta sarà per tutti gli attori coinvolti, dal governo alla Commissione. Il nostro lavoro ad ogni modo continua nel ripensare radicalmente l’Unione Europea.“

Giustizia. Santoro (CS): manca una riforma seria ed esaustiva per tagliare i tempi della giustizia

“Immaginatevi un innocente nell’inferno della macchina della giustizia italiana, con i suoi tempi biblici, senza più la prescrizione dopo il primo grado, come proposto dal M5S,” commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “L’imputato rimarrebbe eternamente imprigionato all’interno della lenta macchina della giustizia, con magistrati non più forzati ad accelerare il loro lavoro/dovere. I tempi della giustizia diventerebbero ancora più lunghi poiché la magistratura, libera dall’incombenza della prescrizione che de facto vanifica un lavoro lungo anni, se la prenderebbe comoda costringendo l’imputato a rimanere ostaggio di un sistema che non funzionerebbe comunque.”

“La prescrizione non dovrebbe essere neanche una questione di discussione. Il nostro obiettivo rimane quello di ottenere un sistema giudiziario profondamente riformato in modo tale da ottenere uno svolgimento dei processi in tempi rapidi. Quindi, focalizzare il dibattito parlamentare sulla prescrizione senza una esaustiva riforma della giustizia non ha alcun senso. Rientra nel modus operandi di questo governo, ovvero pura propaganda politica.”

“Si dovrebbe, invece, ripensare i codici riformulando ciò che è reato e le relative pene”, continua Santoro, “rivedere e modificare le procedure interne che allungano i tempi, in modo tale da cercare di snellire la perenne emergenza del sovraccarico giudiziario e accorciare sensibilmente i tempi dei processi.”

“L’onere di completare correttamente il percorso giudiziario in tempi brevi è della magistratura, non di altri,” conclude Santoro. “La questione, quindi, non è nell’esistenza o meno della prescrizione così come formulata oggi, ma nella necessità di una completa revisione delle modalità e dei tempi in cui si completano i tre gradi di giudizio.”