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Partito politico socialista aderente al 'Forum europeo delle forze progressiste' (Partito della Sinistra Europea)

TESSERAMENTO 2019

Tesseramento 2019

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PROPAGANDA SOCIALISTA – FRIEDRICH ENGELS

Friedrich Engels - Proletariato
Friedrich Engels «I principi del comunismo» – Proletariato

 

Friedrich Engels - Borghesia
Friedrich Engels «I principi del comunismo» – Borghesia

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TESSERAMENTO A CONVERGENZA SOCIALISTA

Tessera 2019
Tessera 2019

Il tesseramento a Convergenza Socialista (CS) per i nuovi iscritti, può essere effettuato da chiunque ne abbia i requisiti (vd. Statuto pubblicato sul sito https://convergenzasocialista.com/statuto/) in qualsiasi momento, attraverso il sito compilando l’apposito modulo e versando la quota di iscrizione di 20,00 Euro (vd. Regolamento pubblicato sul sito https://convergenzasocialista.com/adesione/).
La tessera è valida solo per l’anno dell’iscrizione e scade improrogabilmente alle ore 24:00 del 31 dicembre dello stesso anno.
Per coloro che sono già tesserati ed intendano rinnovare l’iscrizione, non sarà necessario ricompilare il modulo suddetto, ma si rinnoverà automaticamente pagando la quota associativa per il nuovo anno.

La suddetta quota associativa dovrà pervenire alla tesoreria, entro e non oltre le ore 24:00 del 31 Marzo dell’anno in corso di validità. Questo per permettere la corretta gestione degli incarichi direttivi rivestiti da molti iscritti. Il mancato versamento, entro il tempo stabilito, porterà all’immediato decadimento di qualsiasi incarico o responsabilità all’interno di CS e l’impossibilità ad iscriversi nuovamente fino alle ore 24:00 del 31 dicembre dello stesso anno.

Si ricorda inoltre che ci sono due punti statutari molto importanti che definiscono il partito. Il primo è nel fatto che Convergenza Socialista non ammette doppia tessera. Ciò significa che è possibile iscriversi a CS oppure continuare ad essere iscritti a CS solo se NON si hanno altre tessere di partiti, movimenti politici ed in generale di soggetti politici. Il secondo punto è nel fatto che l’iscritto a CS non può presentarsi in liste elettorali (siano esse municipali, comunali, regionali, nazionali) diverse da quelle di CS (e che abbiano quindi il simbolo del partito).

A Vs. beneficio riportiamo qui di seguito integralmente l’articolo dello statuo dove vengono disciplinati i sopra menzionati punti.

Articolo 2 – GLI ISCRITTI
Tutti i cittadini, non iscritti a nessun altro movimento o partito politico, possono iscriversi a Convergenza Socialista, senza distinzione di età, di nazionalità, di appartenenza sociale, confessionale, d’identità di genere o di orientamento sessuale, purché si riconoscano nei valori espressi dal presente Statuto, ne facciano domanda e abbiano compiuto i 16 anni di età.

I cittadini iscritti al Partito non possono essere aderenti a gruppi consiliari diversi da quello di Convergenza Socialista, così come non possono presentarsi all’interno di liste elettorali diverse da quelle di CS.
Per qualsiasi problema inerente l’iscrizione ed il pagamento della quota associativa potete scrivere direttamente a: tesoreria@convergenzasocialista.it

Massimiliano Maiolino
Tesoriere nazionale

Manovra. Santoro (CS): il Governo a passo di gambero

“Salvini e Di Maio, includendo anche Conte nel ragionamento, ci ripensano. Non più una linea da duri e puri in Europa ma sulla manovra, ora, si può ragionare”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Il rapporto deficit/Pil del 2,4% non è più intoccabile ma, visto la bocciatura della manovra da parte dei tecnocrati europei, un ritocchino al ribasso, secondo loro, ci può stare. Dopotutto, come abbiamo già avuto modo di dire, questo Governo è forte con i deboli e debole con i forti. E la nomenclatura europea, i guardiani del liberismo globalista, sono forti.”

“Il governo, quindi, per salvare la faccia per un dietrofront palese, si nasconde dietro il ‘non difenderemo i numerini’, i decimali. Jean-Claude Juncker è stato chiaro con il premier Conte e il Ministro dell’Economia Tria, ovvero si deve abbassare quel 2,4%. E avevo detto sin da subito che quel 2,4% era molto timido in termini di investimenti mentre si focalizzava sulle promesse elettorali strabilianti dei partiti di governo. Ma sul serio si pensa che la flat tax giovi ai 5 milioni di poveri assoluti di questo Paese? Oppure, come è certo, ai piccoli capitalisti del nord, elettori accaniti della Lega? Si pensa veramente che il reddito di cittadinanza serva per attutire i morsi della fame di chi è in difficoltà, oppure per gestire gli elettori del M5S?”

“Il buon senso e la ragionevolezza di oggi sostituiscono il duro e il puro di ieri”, conclude Santoro, “e vedremo nelle prossime settimane se sarà un bluff oppure una ritirata bella e buona.”

Procedura d’infrazione. Santoro (CS): ci ritroviamo tra una lettera di Babbo Natale e un futuro d’austerità

“Mentre un Ministro della Repubblica, Salvini, aspetta la lettera di Babbo Natale, il vicepresidente della commissione UE, Dombrovskis, ci dice che con un debito così elevato si rischia una nuova austerità”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Diciamo che questo governo se la sta giocando proprio male la partita con l’Europa. Nessuna strategia. Tattiche di conseguenza confuse. Io spero solo di non ritrovarmi un Monti 2 oppure un Cottarelli a breve.”

“Non amo affatto questa Europa così come è strutturata ed organizzata. Lavoriamo, quindi, per modificarla completamente, dalle fondamenta, ad iniziare dai trattati europei. Ed è per questo semplice motivo che un membro del Governo, un vicepresidente del Consiglio e Ministro della Repubblica non deve ‘attendere’ lettere da Babbo Natale ma fare in modo di non riproporre in Italia quanto successo in Grecia. Sparlare senza capire un fico secco delle possibili conseguenze di una procedura d’infrazione significa essere incoscienti, non di certo politici oppure, addirittura, statisti.”

“La partita con l’Europa è reale, tangibile. Ha effetti veri e seri su tanti aspetti della vita reale di milioni di persone”, continua Santoro. “Essere contro questa Unione Europea, come noi, essere consapevoli delle storture, inefficienze, diseguaglianze create dall’impalcatura della moneta unica, come noi siamo, significa pensare ad una strategia per uscire fuori da quello che è a tutti gli effetti una trappola. Non significa starnazzare sull’uscita dall’euro, in un confronto da bullo tra bulli, ma freddamente analizzare la situazione e trovare la soluzione migliore.”

“L’Italia è al palo, ferma. Non cresce e ha un debito pubblico voluminoso”, conclude Santoro. “Non vi è dubbio che per sbloccare la situazione ci sia bisogno di sostenere la domanda aggregata, partendo dai consumi per colpire povertà e disoccupazione. L’Italia deve avviare politiche espansive, politiche pesantemente riformatrici, ma non mi pare che questo governo ne abbia capacità e volontà tranne che per qualche timido tentativo. Assisto invece ad un balletto tra la incombente necessità di attaccare la povertà e la disoccupazione ormai a livelli critici (siamo a 5 milioni di poveri assoluti, se non ricordo male) e la ricerca del consenso attraverso la realizzazione di promesse elettorali che richiedono risorse le quali andrebbero meglio utilizzate in altro modo. Servono politiche radicalmente riformatrici, che permettano l’avvio di un processo di cambiamento strutturale in Italia ed in Europa, l’avvio di modiche sostanziali sia alle modalità di produzione che di distribuzione della ricchezza. Modifiche, per finire, che ci permettano di intraprendere il cammino verso una diversa organizzazione della società, verso una società socialista.”

Spread. Santoro (CS): un continuo coltello alla gola

“Immaginatevi un governo socialista, di classe, decisamente contro la centralità del capitale, alla guida di questo Paese. Lo spread sarebbe già a mille, forse duemila, e questo sarebbe il segnale che non vi è alcuna volontà da parte dell’establishment, dei poteri forti italiani ed europei, di farci governare”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Sarebbe assolutamente impossibile avviare l’azione governativa seguendo un disegno democratico, elettivo, costituzionale. Nel bene e nel male di una qualsivoglia legge elettorale.”

“Dico questo perché non passa giorno che i media, i giornali, gli organi di stampa, politici e giornalisti insieme, ci ricordino a che quota è arrivato lo spread. Certo, dallo spread dipendono tante cose, dagli interessi sul debito pubblico ai mutui, che intaccano le vite di imprese e famiglie. Ed è per questo che lo spread può essere usato, e molto spesso viene usato, come arma politica. Lo spread è diventato, all’interno della struttura euro, il perenne coltello alla gola dell’Italia.”

“Il differenziale rispetto ai titoli di stato tedeschi non è quindi solo una misura della credibilità, di performance, di solidità dell’economia italiana”, continua Santoro, “ma un’arma che può essere usata per creare panico, sfiducia, terrore e far cadere i governi nazionali. Ora, Lega e M5S sono soggetti politici integrati e addirittura fautori del modello capitalista e liberista, un liberismo sicuramente più sovranista e meno globalista rispetto al recente passato. Essi non mettono assolutamente in discussione i processi produttivi tipici del capitalismo, non perseguono una visione di società completamente diversa. Eppure la loro azione politica, seppur altamente discutibile e che noi spesso critichiamo, viene messa in discussione usando lo strumento dello spread, non viene messa in discussione tramite l’esposizione di politiche alternative.”

“Vi ripropongo, allora, la mia prima considerazione”, conclude Santoro. “Immaginatevi noi, Convergenza Socialista, noi socialisti di classe, con una visione dell’organizzazione della società completamente diversa, con un programma che va dalla sostanziale riduzione dell’orario di lavoro a partire dalle 30 ore settimanali, senza toccare i salari, ad una politica monetaria in mano pubblica, da un sistema bancario pubblico a sanità, educazione e servizi sociali pubblici e gratuiti. Capirete immediatamente le forze avversarie, contrarie, che ci toccherebbe combattere, assolutamente avverse alla nostra linea politica.”

Politica monetaria europea. Santoro (CS): basta con l’indipendenza dalla politica, basta con i banchieri

“La politica monetaria deve essere uno strumento politico per il bene comune. Esattamente come la politica fiscale. La politica monetaria europea dovrà essere strumento della politica, non indipendente dalla politica”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Sino ad oggi i cittadini europei, gli elettori europei si sono fatti abbindolare dalla filastrocca della divina necessità dell’indipendenza della politica monetaria dalle istituzioni governative, indipendente cioè da coloro che sono stati votati ed eletti come rappresentanti nelle istituzioni dagli stessi popoli europei. Che strano, non vi sembra?”

“Perché fidarsi di banchieri non votati, non eletti ma scelti, e non di voi, di noi stessi, che attraverso lo strumento del voto eleggiamo i nostri rappresentanti politici?”, continua Santoro. “I politici sono forse più ladri dei banchieri? Siamo noi la politica, siamo noi che ci organizziamo in partiti, siamo noi lo Stato. Pensare che la politica rubi, al contrario di banche e finanza, significa essere dei sempliciotti. Meglio che la gestione della leva monetaria sia salda in mano pubblica che non, invece, in mano privata. In Europa dobbiamo portare avanti la nostra proposta politica di un Tesoro europeo, di una istituzione cioè politica, pubblica, che controlli la leva monetaria dell’Unione europea.”

“Tesoro europeo, quindi, che gestisca politicamente la politica monetaria nella sua interezza,” conclude Santoro, “ovvero diriga e coordini gli interventi necessari sulla moneta, sul credito e sulla finanza per il bene dei popoli europei, in particolare delle classi meno abbienti.”

Manovra. Santoro (CS): un altro governo che privatizza

“Nel nuovo documento programmatico di bilancio il governo giallo-verde punta a vendere partecipazioni statali per 18 miliardi”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “A breve sapremo cosa questi signori svenderanno ai privati ma non sono ottimista. 18 miliardi sono tanti e se si vuole ridurre il debito svendendo il pubblico, tra vendita di partecipazioni statali e privatizzazioni, non andremo lontano.”

“Ripeto quanto detto ieri. Stiamo passando da un liberismo globalista ad un liberismo sovranista. Questo governo non ha alcuna coscienza del lavoro per il bene comune, non ha alcuna cultura della solidarietà ma solo la precisa volontà di agire secondo calcoli politici che portino voti, solo voti.”

“Il mio vero timore, come già abbondantemente scritto in passato, è nel vedere intaccata la spesa pubblica” conclude Santoro, “ovvero dirottare risorse già esigue da comparti pubblici fondamentali al soddisfacimento di promesse elettorali folli attraverso il taglio della spesa per sanità, scuola, infrastrutture, servizi sociali e tanto altro.“

La lettera di Tria. Santoro (CS): passaggio dal liberismo globalista al liberismo sovranista

“Lettera breve e concisa che non si scosta di un millimetro da quanto illustrato all’Unione Europea alcune settimane fa”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Lettera che pone fine al dominio incontrastato dei tecnocrati e dei commissari europei sui popoli in difficoltà, che supera de facto la supremazia del liberismo internazionale e globalista sui singoli Stati europei, che sancisce e certifica il passato delle politiche portate avanti dai governi genuflessi dei decenni andati. Il problema, il nostro problema è che nella lettera di Tria si intravede un futuro chiamato liberismo sovranista, dal quale fanno insistentemente capolino populismo e nazionalismo, insieme ad una sorta di becero sovranismo usato come strumento politico contro i deboli. Azioni pensate per portare a casa vantaggi politici.”

“Il passaggio tra passato e futuro, anima della lettera del Ministro dell’Economia e delle Finanze, mi spinge nella lotta al primo così come al secondo. Sono anni che lottiamo contro questa Europa costruita sulla finanza, sugli interessi dei pochi contro i molti. E continueremo a farlo. Ma il futuro che intravediamo è altrettanto pericoloso ed è nostro dovere iniziare da subito a combatterlo sul terreno politico.”

“I socialisti, infatti, non possono accettare che dalla padella si cada nella brace”, continua Santoro, “poiché la prospettiva di una Europa ancora liberista (il nazionalismo, il sovranismo, il populismo non implicano affatto un superamento del sistema economico capitalista) con l’introduzione di componenti populiste, nazionaliste e sovraniste, determinerebbe un ritorno a possibili conflitti tra Stati i quali, come la storia ha sempre dimostrato, sono sempre a vantaggio dei ‘padroni’ e mai degli oppressi.”

“Combattiamo, quindi, entrambi i fronti, entrambi i liberismi”, conclude Santoro, “poiché siamo socialisti e il nostro obiettivo politico è costruire l’Europa socialista, non certamente liberista.”