Archivi categoria: CS rilancia l’azione socialista

IL SOCIALISMO NON ESISTE SENZA AUTONOMIA

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

‘Con i socialisti che migrano verso il PD e Sinistra Italiana, ci saremo sempre noi.
Non riuscirete ad uccidere il socialismo organizzato.’
(M.S.)

Sinistra Ecologia e Libertà (SeL) si scioglie in Sinistra Italiana che terrà il proprio congresso fondativo a Febbraio. Con essa si scioglieranno tutti quei movimenti e gruppi, anche socialisti provenienti essenzialmente dal PSI, che hanno l’intenzione di far parte del processo costituente di Sinistra Italiana.

Non ci sarà alcuno spazio di autonomia socialista. In un congresso fondativo si è dentro oppure fuori. Lasciate, quindi, perdere organizzazione e tesseramento. A meno che non serva a portare i numeri sul tavolo della trattativa per un posto negli organi dirigenti di quello che sarà Sinistra Italiana.

Dall’altra parte del deserto, altri pezzi di PSI lentamente stanno migrando dove il cielo è più azzurro. Nel PD. Alla spicciolata, i socialisti abbandonano la nave madre per un proprio, individuale, futuro politico.

In entrambi i casi, il PSI sarà smembrato tra PD e Sinistra Italiana e, in entrambi i casi, i socialisti saranno riassorbiti, in quanto nettamente minoritari, in una dialettica non ideologica, in una dialettica renziana-antirenziana.

I bagagli culturali e politici, socialisti, di questi individui e gruppi saranno annullati. Non ne vedremo più traccia nel futuro del socialismo italiano. E sarà probabilmente un bene. Chiarezza sarà fatta ed il socialismo italiano avrà la possibilità di riaffermarsi sulle gambe di una seria impostazione ideologica ed autonomista.

Il socialismo non può esistere senza autonomia poiché porta in se una visione propositiva del mondo. Porta in se’ un proprio messaggio politico, strutturale, sistemico, di alternativa nell’organizzazione della società che non può e non deve ridursi alla dialettica contingente tra renzismi e antirenzismi.
Appunto tra PD e Sinistra Italiana.

Il socialismo è ben altra cosa e con umiltà saremo noi a riaffermarne i valori, i principi.

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PER UNA EUROPA POLITICA ED AUTONOMA DA INTERESSI ALTRUI

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

E’ ormai diventato imperante staccarci dal cieco e succube atlantismo e crescere in autonomia politica.

Il nostro obiettivo deve essere quello di volere prima di tutto una Europa politica, democratica, che abbia piena autonomia nei processi politici interni ed esterni. Se, invece, siamo, come io penso, nel solco di una voluta stagnazione politica secondo la quale non vi è alcuna volontà di procedere verso una democratizzazione europea, che siano i singoli Paesi europei, allora, a smarcarsi singolarmente dalla tenaglia dell’atlantismo becero e della NATO. Che l’Europa a due velocità sia su questo punto, non sull’Euro.

Non è più possibile essere schiavi di voleri ed interessi altrui. Siano essi potenze straniere oppure multinazionali. Quali sono gli interessi dei popoli europei e del mondo?

Cominciamo a liberarci dai legami decennali ormai troppo stretti, dalla nostra sudditanza nei confronti delle amministrazioni americane, dalla NATO, dai poteri forti (incluso FMI e Banca Mondiale) che controllano le nostre vite attraverso il possesso degli strumenti finanziari e bancari, della produzione e della distribuzione. Cominciamo a dire basta!

L’Europa può avere un suo ruolo nello scacchiere geopolitico mondiale. Può e deve essere soggetto mediatore tra altri di diversa natura ed impianto culturale. L’Europa deve assumere un suo ruolo guida ed, in piena autonomia, staccarsi dal cordone ombelicale del cieco atlantismo ed avvicinarsi all’Unione Economica Euroasiatica, ai BRICS, focalizzandosi su un suo ruolo di mediazione tra colossi e, nello stesso tempo, di valorizzazione dei processi economici e politici utili ai popoli.

Il grande limite dell’Italia (e dell’Europa) è nella sua visione spicciola e molto spesso di comodo. Purtroppo, dobbiamo tenere conto anche della classe politica che ci ritroviamo, spesso volutamente genuflessa ai più forti.

CONVERGENZA SOCIALISTA: UN PARTITO ED UNA CAUSA COMUNE

di Manuel Santoro

Il partito della Convergenza Socialista è stato, sin dalla sua nascita, una novità assoluta nel ‘mondo socialista’ italiano e, per questo, è stato malvisto ed ignorato da chi pensava che il socialismo fosse cosa loro. Solo loro. Alcuni lo hanno anche deriso ma, naturalmente, non hanno capito nulla. Troppi tatticismi, nessuna strategia.

Non si tesserano a CS coloro che provengono da quel ‘mondo socialista’ e, fortunatamente, non si tesserano coloro che sono abituati a tenere i piedi in troppe scarpe.
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L’EUROPA E LA GUERRA ASIMMETRICA

di Manuel Santoro

Il dramma francese è l’ultimo di una serie di tragedie umane vissute negli ultimi decenni. Tragedie volute ed attuate da organizzazioni militari, ISIS (Daesh) la più feroce, nate e cresciute con il nostro aiuto, il nostro diretto concorso, le nostre azioni miopi ed egocentriche, nel nome della sicurezza nazionale e degli interessi economici e politici di parte. Armare alcuni per eliminare altri. Bombardare per conquistare, anche solo corporativisticamente.
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L’EUROPA DEI POCHI. PRIMA ECONOMIA E FINANZA, POI LA POLITICA

di Manuel Santoro

Lasciate nel cassetto le vostre speranze sugli Stati Uniti d’Europa, sulla tanto sognata Unione politica europea. Basta leggere le 26 paginette del “Rapporto dei 5 presidenti”, relazione di Jean-Claude Juncker (presidente della Commissione europea), elaborata in stretta collaborazione con Donald Tusk (presidente del Consiglio europeo), Jeroen Dijsselbloem (presidente dell’Eurogruppo), Mario Draghi (presidente della Banca Centrale) e Martin Schulz (presidente del Parlamento europeo).
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DEMOCRAZIA, INFORMAZIONE E MIGRAZIONI. TRE PUNTI CHE RICHIEDONO VERITA’ E CORAGGIO

di Manuel Santoro

Convergenza Socialista ha l’obiettivo di lavorare ad un Nuovo Stato Sociale. Questo significa costruire i pilastri politici e sociali che consentono di indirizzare la società verso la massimizzazione della qualità della vita e della felicità dell’uomo, intervenendo sui suoi reali bisogni e sulle sue vere necessità. Ripensare le politiche di governo, locale, nazionale ed europeo, in modo tale da ricostruire un welfare di “pubblica utilità” che punti sui temi di sempre con l’intento di assicurare il necessario a tutti, uomini e donne.
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LA GRECIA ED UN NUOVO ALFABETO EUROPEO ALTERNATIVO, SOLIDALE

di Manuel Santoro

Leggo di una probabile manovra per sostituire Tsipras, riconducibile ad un incontro avvenuto a Bruxelles con la partecipazione dei leader greci “pro-Europa”. Samaras, Gennimata e Theodorakis. Premettendo che non voterei mai questo Pasok, questo evento, se vero nelle intenzioni, sarebbe da considerare come l’ultima disperata mossa di un gruppo di potere genuflesso a chi realmente comanda in Europa il quale tiene sotto scacco i popoli europei e constringe il popolo ellenico alla fame.

La questione greca è una question europea. La questione greca potrebbe essere un nostro punto di partenza, non di arrivo.

La questione greca non è solo politica estera. E’ il nostro futuro. Il futuro stesso dell’idea di Europa. La questione greca riguarda il ripensamento delle priorità dell’individuo all’interno di una collettività, di quello che è universalmente importante per l’uomo. Riguarda l’organizzazione stessa della società.
L’eterna lotta tra uomo e capitale.

L’iniziativa del Manifesto risalta il fatto che perdere la Grecia sarebbe come perdere la propria infanzia. Rimanere senza memoria e senza parole. E’ vero. Ed è quindi proprio la Grecia (con il suo futuro fuori da questa Europa) che può far riemergere un alfabeto europeo alternativo, solidale.

IMMIGRAZIONE. MI CHIEDO. HA ANCORA SENSO PARLARE DI EUROPA?

di Manuel Santoro

Immigrazione. Mi chiedo. Ha ancora senso parlare di Europa, di comunità europea, di unione, quando sul tema dei migranti non c’è solidarietà tra Paesi?

Come è possibile che il rapporto tra i Paesi dell’Unione sia così coeso quando si tratta di ubbidire alle direttive americane nel perseguimento della valorizzazione degli interessi a stelle e strisce e sia, invece, così diviso, disunito, conflittuale quando si tratta di evitare condizioni di fame e di miseria ad un popolo membro come quello greco, oppure la condivisone di problematiche de facto comunitarie come i pressanti flussi migratori?
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DAL SOCIALISMO SUDAMERICANO AL SOCIALISMO EUROPEO. LA NOSTRA STRADA

di Manuel Santoro

Sino a pochissimi anni fa criticare il socialismo europeo era considerato, dai socialisti stessi, un’eresia, un affronto inconcepibile e impensabile. Si veniva tacciati come estremisti e come antieuropeisti.

Esattamente come pochissimi anni fa, e sicuramente con più coraggio di allora, continuiamo a criticare con forza il defunto socialismo europeo e ricerchiamo i semi primordiali, gli spunti iniziatori di una sua rifioritura sulle basi di un socialismo protagonista e non succube del grande capitale e della grande finanza. Questo perché vogliamo bene all’idea di Europa e agli europei.
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UN NUOVO STATO SOCIALE

di Manuel Santoro

L’Europa vive una crisi profonda all’interno di una struttura economica i cui flussi ciclici ci ricordano il profondo squilibrio sociale ed economico tra i vari Paesi e all’interno di essi, la gestione dissennata e miope dei grandi potentati economici e l’incapacità di risolvere alcuni problemi strutturali che stanno alla base del malcontento e della sofferenza di strati sempre più ampi della popolazione.
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