Archivi categoria: Politica estera

MOLDAVIA E BULGARIA: I PARTITI APPARTENENTI ALL’INTERNAZIONALE SOCIALISTA TORNANO IN PRIMA LINEA

In Moldavia, ex repubblica sovietica ed il più povero Paese del continente in assoluto, le elezioni presidenziali sono state vinte da Igor Dodon, leader del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM), partito osservatore dell’internazionale Socialista. Dodon ha vinto contro Maia Sandu, ex economista della Banca Mondiale. Dopo diversi anni di corruzione e miseria diffusa, il popolo moldavo sceglie il socialismo all’élite.

Parallelamente, in Bulgaria, le elezioni presidenziali sono state vinte al ballottaggio da Rumen Radev con quasi il 60 per cento dei voti contro la candidata del partito governativo di centrodestra ‘GERB’, Tsetska Tsacheva, che si è fermata al 36 per cento. Radev ha vinto da indipendente sostenuto dal Partito Socialista Bulgaro (PSB) il quale è membro dell’Internazionale Socialista.

UNA SPERANZA AMERICANA NELL’ERA POST-SANDERS

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

Molti socialisti italiani, oggi, incensano Sanders per il suo senso di responsabilità nell’aver appoggiato Hillary Clinton alla DNC, Democratic National Convention. Io penso, invece, che Sanders abbia commesso un errore strategico, in termini politici, enorme.

Prima di tutto, dobbiamo partire dal fatto che le piattaforme politiche di Sanders e di Clinton erano diverse, a tratti diversissime, sull’aspetto bancario, economico e soprattutto finanziario. Ma non solo.

Clinton è il candidato dei poteri forti, di tutti, da Wall Street ai militari, dalle multinazionali all’industria per la difesa ed armamenti, dalle star di Hollywood ai grandi media (probabilmente solo Bill O’Reilly della Fox News è vicino a Trump), e il candidato vice presidente appena nominato, Tim Kaine, supporta una spinta deregolamentazione del sistema bancario americano, già ampliamente deregolamentato da Bill Clinton il quale, nel 1999, volle e firmò la Gramm-Leach-Bliley Act* che rimuoveva le differenze tra banche commerciali e banche d’investimento. Legge ritenuta ormai la causa principale della crisi sistemica del sistema bancario e finanziario del 2008.
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CS ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 7 MAGGIO CONTRO IL TTIP

ESSERCI! 7 Maggio 2016, Roma
Senso vietato. Il TTIP non può entrare!

Il partito Convergenza Socialista, in quanto sostenitore della Campagna Stop TTIP promossa da Stop TTIP Italia (http://stop-ttip-italia.net/info/), aderisce alla manifestazione nazionale del 7 maggio prossimo che si svolgerà a Roma contro il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP).

Ore 15 ritrovo in Piazza della Repubblica e corteo fino a piazza del Popolo.

Il TTIP è il trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti. E’ un trattato segreto, di libero scambio, in corso di negoziazione tra Unione Europea e Stati Uniti d’America.

Nell’Ottobre del 2014 sono state rese pubbliche solamente 18 paginette nelle quali non vi è traccia dei contenuti del negoziato ma si evince solo il mandato dell’Unione Europea a negoziare con gli USA. Grazie, comunque, ad alcune fughe di notizie su alcuni aspetti importanti del trattato siamo in grado di avere un quadro meno nebuloso su cosa ci aspetta. Il 28 Maggio 2015 la Commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza, 28 si e 3 no, la proposta di relazione sul TTIP.
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CONFERENZA SUL RAPPORTO UE-UEE. UN INIZIO NELLA GIUSTA DIREZIONE

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

Nel Febbraio del 2015 scrivevo di cominciare a pensare ad un possibile avvicinamento tra Unione Europea (UE) ed Unione Economica Euroasiatica (UEE). Constatavo, e tutt’oggi constato, la fine di un ciclo per l’UE. Auspicavo, e tutt’oggi auspico, una sterzata di lungo periodo, strategica, nella politica europea essendo consapevole della necessità di ripensare l’Europa su basi sociali e di iniziare un dialogo ad est in un’ottica di convergenza UE-UEE.

Questo passaggio ci permetterebbe di staccarci gradualmente da ‘un atteggiamento di costante genuflessione’ nei confronti di interessi atlantici, ovviamente non nostri, e di coltivare una nostra autonomia politica. Una autonomia politica tutta europea.

E’ in quest’ottica che il Partito della Sinistra della Bielorussia, con il supporto del Partito della Sinistra Europea, ha organizzato la conferenza dal titolo “Unione Europea – Unione Economica Euroasiatica: confronto e cooperazione competitiva”. Conferenza che si terrà a Minsk, il 14 e 15 Maggio 2016.

E’ solo un inizio ma nella giusta direzione.

AMERICA LATINA VERSUS EUROPA: LE NUOVE COSTITUZIONI AMERINDIE E LA NOZIONE DI CITTADINANZA NEGLI ORDINAMENTI OCCIDENTALI

di Annamaria Carrese, Dipartimento politica estera – America Latina

Nel 2007, per la prima volta nella storia costituzionale della Bolivia, la nuova carta magna riconosce il carattere plurinazionale dello Stato e garantisce i diritti, finora ignorati, di circa due terzi della popolazione di etnia indigena.

La Bolivia si definisce, nel nuovo ordinamento, una società plurale e pluralista che promuove i principi valoriali ed etico-morali del suma-qamaña (“vivir bien”) o “buen vivir”).

Seguendo l’esempio della Bolivia, anche l’Ecuador ha approvato, l’anno successivo, il progetto della nuova costituzione chiamando la popolazione ad esprimersi attraverso un referendum.
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PER UNA EUROPA POLITICA ED AUTONOMA DA INTERESSI ALTRUI

di Manuel Santoro, Segretario nazionale

E’ ormai diventato imperante staccarci dal cieco e succube atlantismo e crescere in autonomia politica.

Il nostro obiettivo deve essere quello di volere prima di tutto una Europa politica, democratica, che abbia piena autonomia nei processi politici interni ed esterni. Se, invece, siamo, come io penso, nel solco di una voluta stagnazione politica secondo la quale non vi è alcuna volontà di procedere verso una democratizzazione europea, che siano i singoli Paesi europei, allora, a smarcarsi singolarmente dalla tenaglia dell’atlantismo becero e della NATO. Che l’Europa a due velocità sia su questo punto, non sull’Euro.

Non è più possibile essere schiavi di voleri ed interessi altrui. Siano essi potenze straniere oppure multinazionali. Quali sono gli interessi dei popoli europei e del mondo?

Cominciamo a liberarci dai legami decennali ormai troppo stretti, dalla nostra sudditanza nei confronti delle amministrazioni americane, dalla NATO, dai poteri forti (incluso FMI e Banca Mondiale) che controllano le nostre vite attraverso il possesso degli strumenti finanziari e bancari, della produzione e della distribuzione. Cominciamo a dire basta!

L’Europa può avere un suo ruolo nello scacchiere geopolitico mondiale. Può e deve essere soggetto mediatore tra altri di diversa natura ed impianto culturale. L’Europa deve assumere un suo ruolo guida ed, in piena autonomia, staccarsi dal cordone ombelicale del cieco atlantismo ed avvicinarsi all’Unione Economica Euroasiatica, ai BRICS, focalizzandosi su un suo ruolo di mediazione tra colossi e, nello stesso tempo, di valorizzazione dei processi economici e politici utili ai popoli.

Il grande limite dell’Italia (e dell’Europa) è nella sua visione spicciola e molto spesso di comodo. Purtroppo, dobbiamo tenere conto anche della classe politica che ci ritroviamo, spesso volutamente genuflessa ai più forti.

RAUL CASTRO: CI SARANNO NUOVE VITTORIE

di Maddalena Celano

Il presidente cubano Raul Castro, ha inviato un messaggio di sostegno al suo omologo venezuelano Nicolas Maduro, che ha perso le elezioni legislative tenutesi questo 6 dicembre in Venezuela. Si tratta della prima sconfitta del Chávismo, dopo 17 anni di vittorie.

In un breve messaggio pubblicato sul giornale ufficiale cubano Granma, Castro comunica a Maduro: “saremo sempre con te”. “Ho seguito, minuto per minuto, la straordinaria battaglia ed ho ascoltato con ammirazione le tue parole,” il presidente cubano ha sottolineato.
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BOLIVIA TRA CAMBIAMENTI POLITICI ED ESPERIENZE SOCIALI

di Annamaria Carrese, Dipartimento Esteri – relazioni con l’America Latina

Il 20 settembre 2015, durante l’ultimo incontro di Convergenza Socialista, avevo concluso il mio intervento con il bellissimo discorso di José Mujica al G20 del 2012, in Brasile. E voglio collegare i temi affrontati dal Presidente uruguayano a proposito del clima, dell’economia e dell’ambiente presentando oggi i ragguardevoli risultati ottenuti in Bolivia dalle politiche di Evo Morales. Parlare di Morales è molto importante ed attuale, non solo per i successi ottenuti dalle iniziative intraprese in questi dieci anni in Bolivia e per l’approvazione anche esterna che queste politiche hanno suscitato, ma anche perché il Presidente boliviano è in prima linea nella lotta alle cause che hanno portato ai cambiamenti climatici di cui si sta discutendo a Parigi. Morales ha già espresso il suo parere e parlato dei suoi piani in questo senso alla Conferenza Mondiale dei Popoli sui Cambiamenti Climatici, tenutasi a Tiquipaya in Bolivia lo scorso ottobre, definendo il capitalismo “un cancro per la Madre Terra”.
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UN’OPPORTUNITA’ INEDITA PER L’UE: MIGLIORARE LE RELAZIONI CON CUBA

di Maddalena Celano,
Dipartimento Esteri – relazioni con l’America Latina

Il 10 Febbraio 2014 rappresentò una giornata decisiva per il futuro delle relazioni tra l’Unione Europea e Cuba: i ministri degli Esteri dell’Unione Europea votarono per autorizzare il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton, e la Commissione Europea ad avviare negoziati con le autorità cubane per un dialogo politico bilaterale e per maggiore cooperazione.

Il consenso politico ricevuto sulla revisione della politica UE nei confronti di Cuba, nel mese di gennaio 2014, fu senza precedenti: l’ intero Consiglio Europeo si pronunciò a favore di maggiori aperture verso Cuba. Per la prima volta, in quasi due decenni, si mostrò la volontà di sconvolgere lo status quo nei rapporti con l’isola. Dal 1996, l’Unione Europea, in accordo con gli U. S. A., basò la propria politica verso l’isola sull’imposizione di sanzioni e sull’imposizione di una condizione di isolamento.
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INIZIA IL PROCESSO DI ADESIONE DI CONVERGENZA SOCIALISTA AL PARTITO DELLA SINISTRA EUROPA

Convergenza Socialista (CS) ha ricevuto, in data 6 Novembre 2015, comunicazione ufficiale dal Partito della Sinistra Europea (SE) con evidenza dei passaggi necessari da compiere per l’adesione a questa grande famiglia europea.

Le decisioni sulle adesioni al Partito della Sinistra Europea vengono prese all’unanimità e CS e’ pronta a compiere tutti i passi necessari per l’adesione.
Saranno l’Executive Board, prima, ed il Congresso di SE a formalizzare, eventualmente, la nostra adesione al Partito della Sinistra Europea.

Un caso saluto,

Manuel Santoro
Segretario nazionale