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SULLE BANCHE

di Renato Gatti

E’ da anni che ci accartocciamo sul problema banche. Il povero Padoan continua a vedere uscite da tunnel, ma temo che ancora una volta sia ottimista. Le difficoltà di Padoan sono evidenti nel fatto che dopo 10 giorni dall’insediamento il governo Gentiloni ha stanziato i famosi 20 miliardi per le banche. Ora è pacifico che questo decreto è stato ispirato da Padoan, ed è pure plausibile che l’esigenza non gli sia nata in pochi giorni. Ne deduco che per anni il governo Renzi si è rifiutato di fare un decreto che il ministyro del Tesoro richiedeva probabilmente per paura di perdere voti. Gentiloni cui non interessano i voti in pochi giorni l’ha emesso. E ciò la dice lunga su tante cose.

Ma a parte ciò vengo alla prima considerazione elementare. E’meglio il decreto o bisognava far fallire le banche?

La risposta è netta: non si possono far fallire le banche, ma i modi per salvarle sono più di uno. Quindi chi pone l’alternativa “Se non ti sta bene il decreto allora facevi fallire le banche” pecca di prepotenza e illogicità e tenta di far passare senza discutere un decreto che lascia molto perplessi.
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BANCHE. SANTORO (CS): SOSTENIAMO PIENAMENTE L’INIZIATIVA DEL CODACONS SUI DEBITORI INSOLVENTI

“L’iniziativa del Codacons di presentare un esposto alle procure di Roma, Siena, Arezzo, Ferrara, Ancona, Chieti, Vicenza e Treviso affinché si indaghi a fondo sul ruolo e sulle responsabilità dei debitori insolventi che hanno spremuto nel tempo il sistema bancario italiano ha il nostro pieno appoggio”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “nella speranza di riuscire a fare chiarezza sui nomi di individui e di società coinvolte.”

“La nostra volontà è che si faccia chiarezza una volta per tutte sulle responsabilità dei debitori insolventi di diverse banche italiane protagoniste in negativo negli ultimi anni”, continua Santoro, “e appoggiamo l’impegno reale del Codacons rivolto a comprendere cosa sia realmente successo, con nomi e cognomi, al Monte dei Paschi di Siena, Banca Etruria, Banca Marche, Carife, Carichieti, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Vogliamo sapere cosa è successo, chi è responsabile e se ci sono i margini per il reato di concorso in induzione alla bancarotta fraudolenta.”

“Non è più pensabile che azioni potenzialmente fraudolente di questo genere passino ai posteri senza reazione alcuna. Tra i debitori insolventi del Monte dei Paschi di Siena, per esempio, il quotidiano ‘Il Sole24Ore’ ha riportato nomi di individui e di società importanti nel panorama industriale ed editoriale italiano che la dice lunga sullo stato delle cose in questo Paese. Non è più accettabile che questi personaggi continuino a prosciugare il sistema bancario italiano, consapevoli probabilmente di poterla fare franca, e che siano poi i contribuenti a foraggiare la necessaria stabilizzazione di un sistema smunto e in crisi.”

“Se ci sono i margini per azioni penali, come previsto dalla legge vigente, si vada avanti, senza tentennamenti”, conclude Santoto, “ed evitiamo che siano sempre i correntisti, i piccoli azionisti, i titolari di obbligazioni subordinate, i contribuenti italiani a pagarne le conseguenze.”

MPS. SANTORO (CS): LA NAZIONALIZZAZIONE DELL’INTERO SISTEMA BANCARIO E’ UNA PRIORITA’

“E’ ormai certo che lo Stato avvierà la nazionalizzazione del Monte dei Paschi di Siena e questo è sicuramente un bene che va esteso all’intero sistema bancario”, così commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Parte del nostro programma politico si focalizza proprio sulla nazionalizzazione dell’intero sistema bancario”, continua Santoro, “la quale non dovrebbe essere una sorpresa per il nostro Paese visto che le banche erano già in gran parte pubbliche prima che la scellerata voglia di privatizzare tutto prendesse piede.”

“Il sistema bancario offre un servizio di base che non può essere sostituito. Nazionalizzando le banche avremmo un sistema ‘socialmente utile’ che potrebbe permetterci di allontanare noi stessi da una logica di mero profitto ed avviarci verso obiettivi socialmente strategici per l’intero popolo italiano da estendere in chiave europea. Il sistema bancario potrebbe tornare ad essere uno strumento per intere collettività, dello Stato, del pubblico, e non mero strumento di profitto per pochi azionisti.”

“L’obiettivo, quindi, rimane quello di rendere pubblico il nostro sistema bancario”, conclude Santoro, “il quale necessita di più politica, non certo di indipendenza”.

IL PRESTITO VITALIZIO IPOTECARIO

di Giandiego Marigo, Politiche abitative e per gli anziani

Non è un caso, purtroppo, che una Onorevole del PD suggerisca agli anziani l’uso di questo prodotto bancario, non nuovo in realtà, tipico della cultura anglosassone. Trattasi infatti di Decreto Ministeriale del Ministero dello Sviluppo Economico datato 22 Dicembre 2015 e contraddistinto dal n° 226 divenuto esecutivo dal Febbraio 2016 con la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n° 38.

Non è affatto un caso , quindi, che ad una Onorevole PD piaccia un prodotto, squisitamente bancario ed infidamente ambiguo come questo. Non è un caso che lo suggerisca come soluzione alla povertà, all’impoverimento, al bisogno.

Sorvolo sulle polemiche intercorse in televisione (anche perché chi scrive non ha e non guarda la televisione) su questo argomento con l’On. Meloni, provo un certo qual senso di disorientamento e sconforto nel constatare che persone di destra, votate alla conservazione ed alla reazione più becera e violenta possano permettersi di dar lezioni di populismo a deputati che dovrebbero essere discendenti di grandi partiti popolari e democratici.

Diffido profondamente dei Soloni della Destra Italiana che so essere biechi strumentalizzatori situazionisti.
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IL PROBLEMA DEL SISTEMA BANCARIO: TRA PRESTITI NON PERFORMANTI E RECESSIONE GLOBALE

di Manuel Santoro

Si ritorna a parlare di banche. In un contesto caratterizzato da un prezzo del petrolio bassissimo (intorno ai 27$) e da una strisciante consapevolezza in una possibile recessione globale.

Essendo fondamentale conoscere l’avversario, parliamo di finanza e di Borse.

E’ da diverso tempo che i listini azionari sono in una fase di deprezzamento, condannati ad una corsa al ribasso. Le banche, oggi, hanno subito gravi perdite ma nessuno descrive le motivazioni dietro i forti ribassi nel prezzo delle azioni.
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NON PIU’ UN CONFLITTO TRA CLASSI MA UN CONFLITTO TRA LIVELLI

di Manuel Santoro

In Italia, ed in Europa, un nuovo modello politico e sociale è possibile. Un modello aperto, inclusivo, democratico, plurale, meritocratico, paritario ed accogliente di tutte quelle idee, idealità e programmi che si sviluppano nel nome della giustizia sociale e della solidarietà umana. Un modello radicalmente riformista che sfoci nella definizione di un Nuovo Stato Sociale. Un modello che sappia valorizzare e perseguire con saggezza un ancoraggio forte con i cittadini, con le comunità, con la società intera nei suoi mille rivoli. Un modello che sappia ricercare costantemente un rapporto privilegiato con la base, e dalla base, comprendere i problemi ed i bisogni reali della società.
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