Archivi tag: Basso

PIU’ POLITICA, PIU’ SOCIALISMO. E’ TORNATO IL TEMPO DELLE RIFORME DI STRUTTURA

di Manuel Santoro

Il Socialismo è la sinistra. Esso è struttura, è corpo e anima insieme. E’ l’antitesi, ideologicamente intesa, del capitalismo. Sino a quando la sinistra non inizierà ad interrogarsi su 1) chi è, 2) cosa vuole fare da grande, non vedrà mai la luce. Il socialismo può certamente schiarire le menti di chi ancora pensa che non si debba menzionare per pudore o per vergogna, ma sicuramente consente di vedere con più acutezza il percorso da seguire. Dopotutto non si passa mai all’azione senza aver fatto i conti con la teoria, con il pensiero. L’azione senza un precedente pensiero compiuto e definito è come camminare al buio, senza punti di riferimenti, in un infinito ‘trial & error’. D’altro canto, il pensiero senza azione è pura accademia che non consente di conoscere la giustezza delle proprie tesi. Ma insieme, pensiero e azione, si combinano magnificamente permettendo al pensiero di aggiustarsi (fine-tuning) grazie ai riscontri dell’azione.
Continua a leggere PIU’ POLITICA, PIU’ SOCIALISMO. E’ TORNATO IL TEMPO DELLE RIFORME DI STRUTTURA

Annunci

LA GRANDE RIMOZIONE. CHI HA PAURA DEL SOCIALISMO ITALIANO?

di Daniele Colognesi, Dipartimento sulle politiche per l’università e la ricerca

Il 12 novembre 1994, travolto dalle note vicende di Tangentopoli, si scioglie dopo centodue anni di vita il Partito Socialista Italiano. Scatta quasi immediatamente nella politica, nei mezzi di comunicazione, nelle scuole, nelle università ecc. il fenomeno della “rimozione del socialismo”. Cosa intendiamo con “rimozione”? Si tratta di un termine proprio della psicologia del profondo che indica un meccanismo inconscio che allontana dalla coscienza quelle pulsioni, quei desideri e quei ricordi che sono considerati inaccettabili e intollerabili dall’Io poiché la loro presenza genererebbe vergogna o ansia. Ebbene, senza tema di smentite, possiamo tranquillamente affermare che negli ultimi venti anni è stata operata una vera e propria “rimozione” al livello nazionale del socialismo e dei socialisti che non ha paragoni in nessun altro paese del mondo. Ma prima d’indagarne le cause forniamo un paio di esempi concreti.

La Resistenza senza i socialisti

Prato (Toscana), 5 settembre del 2015: anniversario della liberazione della città dalla Wehrmacht. Il prof. Giovanni De Luna, noto storico contemporaneo specializzato nell’antifascismo, è invitato dalla locale sezione dall’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) a presentare il suo libro dal titolo “La Resistenza Perfetta”. È presente e prende la parola anche un altro storico, il prof. Marco Palla dell’Università di Firenze. Gli interventi dei due cattedratici sono dettagliati e interessanti; il pubblico li ascolta con visibile passione e, alla fine, pone diverse domande. Durata dell’evento: oltre le due ore. Decine e decine di nomi di personaggi della Resistenza vengono citati, famosi e meno famosi, dai comunisti Togliatti, Longo e Barbato (alias Pompeo Colajanni), alla cattolica democratica Leletta d’Isola, fino agli eroici azionisti Willy Jervis e Emanuele Artom, entrambi barbaramente trucidati dagli occupanti tedeschi. Tutto procede per il meglio e si conclude con una dura e giusta critica a un certo revisionismo storico che vorrebbe sminuire la Resistenza, quasi equiparando partigiani e fascisti nel concetto ambiguo e generico di “combattenti della guerra civile”. Ma neanche una parola sui socialisti e sul loro essenziale contributo alla lotta partigiana: Nenni, Morandi, Basso, Saragat e Pertini mai nominati, le “Brigate Matteotti” dell’indimenticabile Corrado Bonfantini totalmente ignorate; l’assassinio efferato di militanti socialisti come Bruno Buozzi, Eugenio Colorni o Mario Greppi non sembra valere quanto quello degli altri. In sintesi: una Resistenza senza i socialisti del PSIUP.
Continua a leggere LA GRANDE RIMOZIONE. CHI HA PAURA DEL SOCIALISMO ITALIANO?