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Convergenza Socialista al Forum Europeo delle Forze Progressiste di Bilbao

Il partito della Convergenza Socialista, firmatario della chiamata per il primo forum di Marsiglia del 2017, parteciperà al secondo forum di Bilbao ‪dal 9 all’11 Novembre 2018‬

L’EUROPA DEVE CAMBIARE!

Porteremo al Forum il nostro contributo e la nostra idea di socialismo. Socialismo in quanto alternativa di società. Alternativa di sistema, strutturale, che si pone il problema di una nuova organizzazione della società partendo dai processi economici e produttivi, i rapporti tra classi e all’interno delle classi, e il completo superamento del sistema economico capitalista.

L’appuntamento del forum delle forze progressiste di Bilbao, organizzato dal Partito della Sinistra Europea, continua ad essere importante per ricercare una convergenza politico-programmatica che ci potrebbe permettere di valorizzare un percorso condiviso in Europa.

Le politiche che condizionano le vite di milioni di uomini e di donne sono sempre più decise in Europa, non negli Stati nazionali, ed è quindi necessario attrezzarsi per avviare un percorso politico chiaro e condiviso. Un percorso di condivisone politica di obiettivi precisi può essere portato avanti attraverso lo strumento dei Forum.

Con il nostro contributo, ribadiamo alcune idee:

In Europa dobbiamo lottare contro le politiche di austerità sin qui adottate, promuovere ed ottenere il primato della politica sulla finanza, chiedere con forza la realizzazione di un’Europa politica, non tecnocratica. E’ altresì fondamentale capovolgere profondamente l’idea di Europa, le sue funzioni, i suoi vincoli, iniziando dal Fiscal Compact e dal Patto di stabilità e crescita, dalla creazione di una rete bancaria pubblica e socialmente utile, dall’utilizzo del QUARS o altro indice qualitativo, alternativo al PIL, anche in chiave europea, come indice per descrivere un nuovo modello di sviluppo basato sull’equità e sulla sostenibilità. Lavorare per una Europa socialista.

Ripensare le politiche di governo in modo tale da ricostruire un welfare di “pubblica utilità” che punti sui temi di sempre con l’intento di assicurare il necessario a tutti, uomini e donne. Salute, casa, istruzione, lavoro, benessere economico, sicurezza, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca, innovazione, servizi, ecc. Proporre la ‘pubblicizzazione’ delle risorse naturali e dei servizi di base, incluso quello bancario, ed avviarvi verso la piena ed equa ridistribuzione della ricchezza.

Affrontare la questione dell’informazione, tv e giornali, in mano a pochi individui. Senza una multipolarità dell’informazione non vi è vera democrazia.

Prendere coscienza che viviamo in un mondo globalizzato in guerra. Non mi riferisco solo alle guerre finanziarie e valutarie occulte ai più, ma a veri conflitti armati, piccoli e meno piccoli, causati da interessi economici e geopolitici vari e noti, i cui effetti sono morte, miseria, fughe ed emigrazioni forzate. Grandi migrazioni forzate, poiché necessarie, effetto di guerre che sono a loro volta effetto degli interessi economici e geopolitici di nazioni, spesso, lontane ed immuni dagli effetti delle proprie azioni. Se la causa è l’interesse economico e geopolitico di pochi ed uno degli effetti finali è la migrazione di massa, il nostro dovere non è quello di attaccare gli effetti ma la causa che rende il mondo meno vivibile, meno sicuro. Dobbiamo contrastare con forza coloro che, lontani e dietro le quinte, destabilizzano Paesi, pianificano soluzioni, organizzano gruppi armati, per i propri interessi e contro gli interessi delle collettività del pianeta.

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