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Brasile. Santoro (CS): la vittoria di Bolsonaro ci deve far riflettere

“La vittoria di Bolsonaro in Brasile ci deve far riflettere poiché è l’ultimo tassello di una serie di eventi che stanno spostando pericolosamente a destra l’assetto politico mondiale”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Mi riferisco ad una destra populista e xenofoba, la cui vittoria di ieri deve essere inquadrata come pura reazione da parte dei cittadini rispetto allo stato attuale dell’economia, dell’assetto sociale e politico nel Paese.”

“Le motivazioni sono tante e vanno certamente analizzate, siano esse interne o indotte dall’esterno, come spesso avviene nel mondo, soprattutto in America Latina. Purtroppo i risultati elettorali hanno confermato le previsioni dei sondaggi che davano il candidato di destra favorito. Tra corruzione, crisi economia e violenza diffusa, il Brasile cambia radicalmente e pericolosamente.”

“In Europa e in Italia cerchiamo di analizzare la sconfitta e di imparare”, conclude Santoro. “Ovvero, a mio modo di vedere, non si sconfiggono le destre con le ammucchiate, ma con le idee chiare, con un preciso progetto di società del futuro, naturalmente alternativo, e con tanto lavoro politico. Riusciamo a fare tutto questo a casa nostra?”

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CONVERGENZA SOCIALISTA SI CONGRATULA CON LENIN MORENO, NEO PRESIDENTE DELL’ECUADOR

Il partito della Convergenza Socialista si congratula con il nuovo Presidente dell’Ecuador, Lenín Moreno, per la vittoria raggiunta alle elezioni presidenziali. Si continua, quindi, nella tradizione del socialismo e delle riforme sociali, e viene così sconfitto il banchiere e liberista Guillermo Lasso, capo dell’alleanza Creo-Suma. La vittoria di Lasso, infatti, avrebbe compromesso gli sforzi di riforma sociale degli ultimi anni sconfiggendo l’idea, quindi, di un rafforzamento dello stato sociale tramite la gratuità della sanità pubblica e il controllo statale dei giacimenti di petrolio.

La vittoria di Moreno blocca, per il momento, l’avanzata dei conservatori pro-establishment in America Latina, dell’élite e dei liberisti ben finanziati, i quali hanno festeggiato anche troppo con la vittoria di Mauricio Macri in Argentina e con l’impeachment in Brasile della ex presidente Dilma Rousseff.