Archivi tag: Convergenza Socialista

TRE OBIETTIVI SOCIALI PER IL LAVORO E LA PREVIDENZA

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte IV

Persona al lavoro e previdenza della persona

Per sostenere concretamente il mondo del lavoro occorre puntare su tutti gli strumenti che tutelano il ciclo lavorativo della persona (istruzione, formazione di base, inserimento, aggiornamento professionale, formazione continua, riqualificazione). Le diverse fasi del ciclo vanno incluse, ognuna per la propria parte di contributo, all’interno della copertura previdenziale che apre e chiude l’attività lavorativa, senza soluzione di continuità grazie anche all’intervento dello Stato nei periodi di perdita del lavoro; in tali momenti la persona entra in un ciclo attivo di riqualificazione e reinserimento assistito, non passivamente, in cui anche il voucher è uno strumento la cui validità deve essere fissata in ragione della sua natura incidentale e integrativa dei periodi iniziali, finali e accidentali del lavoro, non certo strutturali dello stesso.
Continua a leggere TRE OBIETTIVI SOCIALI PER IL LAVORO E LA PREVIDENZA

Annunci

ANCORA SULLA RIFORMA FISCALE DI TRUMP

di Renato Gatti

La riforma fiscale di Trump si caratterizza per la riduzione dell’aliquota federale dal 35 al 21%, in effetti l’imposizione sulle imprese, considerato che oltre all’imposta federale c’è anche l’imposta statale (dall’1 al 12% con una media del 7,5%), appare tra le più alte nei paesi occidentali. Prima della riforma Trump l’aliquota era del 42,5% (35 + 7,5) mentre ora scende al 28,5% (21+7,5).

L’Italia, calcolando Ires più Irap ha avuto un’aliquota del 37% nel 2006, poi scesa al 31,5 e recentemente al 28% ( aliquota più bassa di quella statunitense ai tempi di Trump).

Certo l’Italia è il paese con aliquota fiscale tra le più alte, fatta eccezione per la Francia che sta al 33,3%, mentre il primato di aliquote basse va all’Irlanda con il suo 12,5%. La virtuosa Germania ha un’aliquota composta del 29,4%, mentre la Gran Bretagna ha una aliquota del solo 24%.
Continua a leggere ANCORA SULLA RIFORMA FISCALE DI TRUMP

I DIVIDENDI DAL 1 GENNAIO 2018

di Renato Gatti

I dividendi distribuiti dalle società alle persone fisiche fino ad oggi conoscevano la differenziazione tra dividendi derivanti da partecipazioni qualificate e dividendi derivanti da partecipazioni non qualificate (ovvero < del 20% del capitale).

I dividendi derivanti da partecipazioni non qualificate sono soggette ad un’imposta sostitutiva del 26%.
I dividendi derivanti da partecipazioni qualificate, abbattuti per una percentuale dipendente dall’anno di formazione degli utili, entravano a far parte del reddito irpef e quindi tassati con l’aliquota progressiva marginale.
Continua a leggere I DIVIDENDI DAL 1 GENNAIO 2018

LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. QUALITA’ DEL LAVORO E RETRIBUZIONE DI QUALITA’

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte III

Si è detto che, quando si parla di qualità del lavoro, non si può prescindere da istruzione, formazione e riqualificazione che vanno legate a quel mondo fin dall’origine; salario e bisogni vanno integrati nel formare la retribuzione, mentre la qualità deve comprendere il contributo all’ambiente esterno da parte di ogni lavoratore e imprenditore, in termini di impatto positivo ambientale e sociale.
Continua a leggere LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. QUALITA’ DEL LAVORO E RETRIBUZIONE DI QUALITA’

LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. L’OBIETTIVO DELLE 20 ORE SETTIMANALI

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte II

Lavoro disponibile e tempo di lavoro disponibile

Prima di tutto, occorre affrontare la mancanza di lavoro e, successivamente, la relativa stabilizzazione.
Pertanto, necessita distinguere i settori in perdita da quelli in crescita o con carenza di addetti, in particolare tra i professionali, i tecnici e i lavori sociali, per indirizzare istruzione, formazione e riqualificazione in modo personalizzato e non indifferenziato.

Creare una maggiore disponibilità del lavoro in modo trasversale a tutti i suoi comparti, significa poter offrire una maggiore possibilità di scelta al lavoratore all’inizio del ciclo lavorativo. Il lavoro potrebbe quindi partire non solo per necessità ma anche essere scelto, secondo le personali capacità, attitudini e preparazioni. Questo lo renderebbe strumento di crescita dell’uomo-lavoratore all’interno del luogo di lavoro, ma solo se abbinato a migliori tutele e retribuzioni veramente premiali.
Continua a leggere LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. L’OBIETTIVO DELLE 20 ORE SETTIMANALI

LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. INTRODUZIONE

Tratto dal documento politico su lavoro e previdenza del partito della Convergenza Socialista. Parte I

Tasso di disoccupazione in Italia è intorno al 12% (dati 2016/2017). La percentuale di disoccupati fino ai 24 anni di età è al 40% pari a 644-mila giovani. Tra i 25 e i 34 anni di età ci sono in Italia 877-mila disoccupati; tra i 35 e i 49 anni siamo a più di un milione. Bisogna però considerare che queste percentuali non tengono conto di chi il lavoro non lo cerca più. E’, quindi, plausibile supporre che il numero dei disoccupati sia in effetti molto maggiore. Meglio i lavoratori anziani, solo 500 mila disoccupati, che in realtà con la legge Fornero hanno difficoltà ad andare in pensione precludendo di fatto un cambio generazionale nei posti di lavoro.
Continua a leggere LAVORARE MENO, LAVORARE TUTTI. INTRODUZIONE

LA RIVOLUZIONE 4.0 E LA SOCIALIZZAZIONE

di Renato Gatti

Premessa

La rivoluzione 4.0 che stiamo vivendo ci pone una serie tematiche che vanno affrontate con senso di classe. Dobbiamo analizzarla ma anche, traendone le conseguenze, impostare gli strumenti che ci aiutino a governarla nel senso consono ai nostri principi.
Continua a leggere LA RIVOLUZIONE 4.0 E LA SOCIALIZZAZIONE

LA RIFORMA FISCALE DI TRUMP

di Renato Gatti

Attenti alle border taxes

La riforma fiscale di Trump, quella per fare gli USA “great again” viene commentata soprattutto per la riduzione della corporate tax dal 35 al 20%, si parla qui della tassa federale cui si aggiungono le imposte locali (statali, contea).
La cosa, tuttavia non è così semplice stante la complessità della tassazione delle companies statunitensi, comunque quello che è generalmente accettato è che la riduzione del gettito fiscale diminuirà di 1.400 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni. Tale crollo verrebbe tuttavia compensato dall’aumento del PIL generato dalla riforma: un aumento di almeno il 3% per le stime governative, ma del solo .08% secondo il Congressual Budget Office.
Continua a leggere LA RIFORMA FISCALE DI TRUMP

PIU’ POLITICA, PIU’ SOCIALISMO. E’ TORNATO IL TEMPO DELLE RIFORME DI STRUTTURA

di Manuel Santoro

Il Socialismo è la sinistra. Esso è struttura, è corpo e anima insieme. E’ l’antitesi, ideologicamente intesa, del capitalismo. Sino a quando la sinistra non inizierà ad interrogarsi su 1) chi è, 2) cosa vuole fare da grande, non vedrà mai la luce. Il socialismo può certamente schiarire le menti di chi ancora pensa che non si debba menzionare per pudore o per vergogna, ma sicuramente consente di vedere con più acutezza il percorso da seguire. Dopotutto non si passa mai all’azione senza aver fatto i conti con la teoria, con il pensiero. L’azione senza un precedente pensiero compiuto e definito è come camminare al buio, senza punti di riferimenti, in un infinito ‘trial & error’. D’altro canto, il pensiero senza azione è pura accademia che non consente di conoscere la giustezza delle proprie tesi. Ma insieme, pensiero e azione, si combinano magnificamente permettendo al pensiero di aggiustarsi (fine-tuning) grazie ai riscontri dell’azione.
Continua a leggere PIU’ POLITICA, PIU’ SOCIALISMO. E’ TORNATO IL TEMPO DELLE RIFORME DI STRUTTURA