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DISEGNO DI LEGGE SULLA DEMOCRAZIA INTERNA DEI PARTITI

LEGISLATURA

N. XXXX
DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa del partito della Convergenza Socialista

Norme di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione

Disegno di Legge_art49 in pdf per la stampa

ONOREVOLI – L’articolo 49 della Costituzione della Repubblica Italiana recita: “Tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
La disposizione costituzionale in parola appare del tutto chiara: ribadisce la garanzia del diritto di associazione, già disposta dall’articolo 18 in via generale, in relazione a quelle particolari associazioni rappresentate dai partiti; afferma che tale diritto può essere esercitato, fatto salvo il rispetto delle norme penali, senza alcuna limitazione; prescrive però ai partiti che svolgano la loro attività per concorrere a determinare la politica nazionale, che qui denomineremo partiti politici, l’obbligo di adottare il metodo democratico.

È da ritenere che l’obbligo suddetto sia prescritto sotto due aspetti: per il primo ogni partito è tenuto ad agire con metodo democratico nei confronti degli altri partiti e dei cittadini in genere; per il secondo è tenuto ad adottare e ad osservare il metodo stesso nella propria organizzazione interna.
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DISEGNO DI LEGGE 3047 ARTICOLO 49 DELLA COSTITUZIONE

d’iniziativa del Senatore Giorgio Pizzol

Ad integrazione dell’articolo sulla democrazia interna ai partiti (https://convergenzasocialista.com/2017/01/09/costituzione-pizzol-articolo-49-ideologia-socialista/), pubblichiamo il testo del disegno di legge in materia N.3047 d’iniziativa del Sen. Pizzol.

Disegno di legge N.3047 Art-49 della Costituzione

RIFLESSIONI SUL MODELLO DI DEMOCRAZIA PREVISTO DALL’ART. 49 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

di Giorgio Pizzol, Senatore socialista X Legislatura

Appunti per l’incontro di studio del 25 marzo 2011 al Liceo Flaminio, Vittorio Veneto

Parte I: Il contenuto normativo
All’inizio degli anni ’60 era facile leggere nei commenti alla Costituzione Italiana, svolti da studiosi delle scienze politiche e giuridiche (delle più diverse tendenze ideologiche), che l’articolo 49, doveva essere considerato come la “chiave interpretativa” dell’intero disegno costituzionale. E ciò perché nelle sue disposizioni, vengono enunciate le caratteristiche peculiari del “modello istituzionale” della “democrazia” quale viene concepita e istituita dalla nuova Carta costituzionale. In altri termini, si diceva che in questo articolo chiunque può “leggere” le idee guida, le norme fondamentali, i principi, secondo i quali i cittadini, come singoli e nel loro insieme (come popolo), hanno il diritto, e il dovere di esercitare, la sovranità popolare.

L’istituzione di questo “modello” veniva giudicata come l’avvio di un’esperienza del tutto nuova e originale nella storia degli ordinamenti giuridici dell’intero contesto mondiale per i motivi che cercheremo di esporre.

Gli stessi studiosi facevano notare che gli ordinamenti costituzionali che si autodefiniscono “democratici” (in quanto riconoscono come titolare della “sovranità” il popolo) rimangono in pratica “oligarchici” (in quanto, nella realtà effettiva, la sovranità è esercitata da poche persone). In base a tali ordinamenti infatti, a ben guardare, il popolo esercita effettivamente la sovranità soltanto al momento del voto in quanto col voto “cede” la sovranità agli eletti, ai “rappresentanti del popolo”, ai quali viene affidato appunto il potere di decidere “a nome per conto” del popolo.
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