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UN PRIMO PASSO PER UNA ‘CONVERGENZA’ SOCIALISTA

di Manuel Santoro

Definiamo il campo d’azione
Per una convergenza progettuale, strategica, delle forze socialiste in Italia

Il primo e ineludibile punto sul quale organizzare un ragionamento è racchiuso in una semplice domanda. Cosa è il socialismo, quali sono i suoi obiettivi politici e sociali.

Scartiamo da subito quella malsana idea secondo la quale il socialismo equivalga ad una sorta di riformismo centrista, annacquatamente moderato e blairiano. Non è quella la via.
Rispondere, quindi, alla domanda “cosa debba essere il socialismo” crea de facto una giusta e sana divisione nella galassia socialista poiché si forza l’emersione di chiari obiettivi finali diversi tra chi considera il socialismo alternativo al capitalismo e chi, invece, considera il socialismo come un velleitario esercizio appunto blairiano che renda il capitalismo umanizzato, accettabile alle fibrillazioni del moderatismo di sinistra e alla finanza internazionale. La chiarezza ideologica è prioritaria se si vuole avere alcuna possibilità di organizzare con successo una seria progettualità per la rinascita del socialismo italiano.
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IUS SOLI: UNA PROPOSTA PER LA MODIFICA DELL’ARTICOLO 1 DELLA LEGGE 91/1992

di Manuel Santoro

L’articolo 1 della legge del 5 febbraio 1992, n.91, prevede che sia “cittadino per nascita il figlio di padre o di madre cittadini”. Questo è l’aspetto che ci interessa maggiormente poiché in discussione nel Paese. Il resto dell’articolo 1 indirizza la questione dei genitori apolidi o ignoti.

L’articolo 1 della legge del 5 febbraio 1992, n. 91:

Art. 1.

1. E’ cittadino per nascita: a) il figlio di padre o di madre cittadini; b) chi e’ nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono.
2. E’ considerato cittadino per nascita il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza.
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LA SCONCERTANTE POSIZIONE DI RISORGIMENTO SOCIALISTA

di Renato Gatti

“Uno dei tratti più fumosi ed ingannevoli dei vari discorsi pronunciati al Teatro Brancaccio nella kermesse del 18 giugno (comune ai discorsi di Montanari, Falcone, Fratoianni, ecc.) è questa insistente litania, ripetitiva ed ossessiva, verso la lotta all’evasione fiscale, la revisione delle aliquote e l’introduzione di una tassa patrimoniale, bla bla bla.
Erano discorsi che potevano avere un senso negli anni ’80, non certo oggi che abbiamo l’IVA al 22% e siamo entrati in una drammatica spirale di recessione, de-industrializzazione e crollo del PIL, tutto a causa delle scellerate politiche di austerità imposteci dalla Troika!
Paradossalmente, se oggi lo Stato mettesse in atto un regime di maggiore repressione fiscale, tutto ciò non farebbe altro che peggiorare ancora di più i dati drammatici della nostra recessione, contribuendo a fare chiudere ancora un bel po’ di aziende.
L’evasione fiscale non c’entra un tubo con il crollo del nostro PIL e parlarne in modo così ripetitivo è funzionale ad un’unica cosa: nascondere al popolo le vere ragioni della crisi.
Noi socialisti siamo gente seria, dobbiamo dire le cose come stanno al nostro popolo, dobbiamo spiegare che le politiche di austerità della U.E. avevano come obiettivo deliberato quello di portarci in recessione…..altro che lotta all’evasione fiscale!
Basta con la fuffa dei sinistrati, macchiette funzionali ai Poteri forti che hanno distrutto questo Paese!”

F.to Giuseppe Angiuli

Quella sopra riportata è la posizione di Risorgimanto Socialista secondo cui, occorre dire al popolo che l’evasione fiscale è una insistente litania, ripetitiva ed ossessiva e che se lo Stato mettesse in atto un regime di maggior repressione fiscale non farebbe altro che far chiudere un bel po’ di aziende.
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IUS SOLI: RILANCIAMO IL DIBATTITO CON UNA BATTAGLIA SOCIALISTA

di Manuel Santoro

Che Grillo oggi si curi delle conseguenze sulla vita civile e democratica degli altri Stati membri dell’Unione Europea una volta concesso lo Ius Soli in Italia, mi sembra una battuta di spirito. Il meglio del repertorio comico del leader del M5S.

Se il livello del dibattito è questo, se il Parlamento è ostaggio di un dibattito su quali ‘paletti” inserire e quali togliere, come se i nati in Italia fossero esseri umani invisibili, inesistenti, allora meglio rilanciare.
Siamo socialisti e i socialisti non incitano guerre tra poveri. I socialisti attaccano le cause che portano i migranti a lasciare, disperati, i loro Paesi di origine. I socialisti attaccano lo sfruttamento e le guerre condotte da Stati e da multinazionali per il puro profitto, economico e geopolitico.

Rilanciamo allora.

Proponiamo uno Ius Soli come previsto dal XIV emendamento della Costituzione degli Stati Uniti. Automatico e senza condizioni. L’Europa prenderà esempio da noi.

Questa è una battaglia socialista.

SANTORO: LA MIOPIA EUROPEA. FARE GLI INTERESSI ALTRUI, NON DEGLI EUROPEI

“I ministri degli esteri degli Stati membri dell’Unione Europea hanno esteso le sanzioni alla Russia per un anno per la questione della ‘Crimea’ e Sebastopoli”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Ricordiamo che in Crimea/Sebastopoli il 97,32% dei residenti decise nel 2014 di tornare a far parte della Federazione russa. Siamo o non siamo per l’autodeterminazione dei popoli? Certamente, senza alcun dubbio. In Kosovo, dopotutto, non ci sono stati strilli o isterie europee.”

“Sanzione estese, quindi, mentre si continua però a voler fare affari con Mosca. L’Italia, per esempio, importa circa il 45% di gas naturale dalla Russia ma questo, forse, Alfano non lo sa”.

“Dall’altra parte dell’Atlantico invece”, continua Santoro, “il senato americano decide di espandere il pacchetto di sanzioni alla Russia avendo come obiettivo i progetti energetici tra Russia e Unione Europea come il Nord Stream 2. Nel mirino del senato americano ci sono aziende come BASF, Shell, Engie, OMV, Wintershall, Uniper, ecc e l’obiettivo è palese. Forzare l’uscita delle aziende russe dal mercato europeo penalizzando l’Europa”.

“Che dire, quindi. Con gli americani che vogliono il totale appiattimento energetico dell’Europa”, conclude Santoro, “la nostra classe politica e dirigente impone sanzioni alla Russia, alla nazione che ci fornisce gran parte della sopravvivenza energetica”.

“Che lungimiranza! Che classe politica! Sicuramente da premio Nobel”.

EINAUDI, ECONOMISTA LIBERALE NON LIBERISTA

di Renato Gatti

L’eguaglianza dei punti di partenza

Einaudi parte dal principio democratico per cui ogni soggetto deve avere le stesse opportunità nella gara della vita, nessuno deve partire con l’handicap e nessuno deve partire avvantaggiato. “Partendo dalla premessa che solo una minoranza degli eletti può giungere sino ai posti di comando, (è altrettanto vero che) sarebbe ben diverso se la selezione degli eletti potesse farsi tra l’universale degli uomini”.

Ma il principio dell’eguaglianza dei punti di partenza presupporrebbe che ogni nuovo nato parta in condizioni uguali, tutti nudi e senza differenza di mezzi al momento della nascita per lasciare che la competizione selezioni, darwinianamente, il più adatto a ricoprire i ruoli in cui eccelle.

Einaudi respinge questo egualitarismo perché questa soluzione annullerebbe il lavoro fatto dalla famiglia a favore dei propri discendenti e scoraggerebbe l’iniziativa dei singoli perché tutto quanto da essi creato sarebbe poi disappropriato e vanificato.
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SOCIALISMO E COSTITUZIONE

di Manuel Santoro

La lunga via al Socialismo, la cui essenza vive nella consapevolezza di essere strategicamente alternativo al Capitalismo, è un processo riformatore, graduale, evoluzionista della società. Un percorso che necessariamente dovrà attraversare fasi intermedie, popolate di lotte politiche e sociali, di scontri, di vittorie e di sconfitte.
E’ mia convinzione che la prima di questi innumerevoli passaggi verso il Socialismo debba essere l’applicazione assoluta della nostra Costituzione nella vita reale delle persone attraverso l’azione legislativa, iniziando proprio dalla questione “sociale”.

La solidarietà economica e sociale è, nella Costituzione italiana, “dovere inderogabile” dello Stato nei confronti dei suoi cittadini e lo Stato ha il dovere di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che…impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (Art 3), così come “ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale” (Art. 38).

Verso il Socialismo, quindi, passando dall’applicazione assoluta della nostra Costituzione attraverso l’azione legislativa.

IL DOCUMENTO DI RISORGIMENTO SOCIALISTA

di Renato Gatti

confronto con il documento Fassina

Premessa
In questi mesi di mutamenti geo-politici e di elezioni in Francia, Germania e Italia, ci si interroga sulle scelte strategiche a lungo termine, ed in particolare sul futuro dell’Europa e dell’euro; il Sole 24 Ore per iniziativa di Zingales ha aperto una raccolta di pareri e studi di tutti gli economisti proprio su questo argomento. E’ un argomento di non poco conto visto che stiamo parlando della costruzione dell’Europa cui ci siamo dedicati da 50 anni a questa parte, costruzione che dà evidenti segni di crisi e segnali di possibile implosione.

Gli interventi sul Sole 24 ore nella loro grande maggioranza indicano, anche da parte di chi ha sempre giudicato un errore la costruzione di una moneta unica in mancanza dei presupposti indicati da Mundell per un’area valutariamente ottimale, che l’uscita dall’euro sarebbe, al punto cui siamo arrivati, un’operazione sbagliata e molto pericolosa per il nostro Paese.
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NELL’80° ANNIVERSARIO DELL’ASSASSINIO DEI FRATELLI ROSSELLI

Scritti Politici di Carlo Rosselli a cura di Z. Ciuffoletti e P. Bagnoli, Napoli,Guida editori, 1988, p.284, (da “Giustizia e Libertà” del 18 maggio 1934):

“SIAMO ANTIFASCISTI non tanto e non solo perché siamo contro quel complesso di fenomeni che chiamiamo fascismo; ma perché siamo per qualche cosa che il fascismo nega ed offende, e violentemente impedisce di conseguire. Siamo antifascisti perché in questa epoca di feroce oppressione di classe e di oscuramento dei valori umani, ci ostiniamo a volere una società libera e giusta, una società umana che distrugga le divisioni di classe e di razza e metta la ricchezza, accentrata nelle mani di pochi, al servizio di tutti. Siamo antifascisti perché nell’uomo riconosciamo il valore supremo, la ragione e la misura di tutte le cose, e non tolleriamo che lo si umilii a strumento di Stati, di Chiese, di Sette, fosse pure allo scopo di farlo un giorno più ricco e felice. Siamo antifascisti perché la nostra patria non si misura a frontiere e cannoni, ma coincide col nostro mondo morale e con la patria di tutti gli uomini liberi. Il nostro antifascismo implica, perciò, una fede positiva, la contrapposizione di un mondo nuovo al mondo che ha generato il fascismo. Questa nostra fede, questo nostro mondo, si chiamano libertà, socialismo, repubblica; dignità e autonomia della persona e di tutti i gruppi umani spontaneamente formati; emancipazione del lavoro e del pensiero dalla servitù capitalistica; nuovo Umanesimo. Forma moderna della reazione capitalistica, anzi ormai forma tipica di governo verso cui tende in tutti i paesi la classe dominante non appena senta minacciati i suoi privilegi, il fascismo esprime ad un tempo la feroce volontà di difesa della grande borghesia e la irrimediabile decadenza della civiltà che porta il suo nome. Antifascismo è perciò sinonimo di anticapitalismo, di un anticapitalismo concreto e storico che si giustifica non tanto col richiamo ad un astratto schema teorico quanto con le sofferenze materiali e morali delle grandi masse lavoratrici, il cui destino è il nostro destino, e con la constatata incapacità di una classe dirigente che non riesce neppure a sfamare i suoi servi”.
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RISPOSTA, LETTERA APERTA SU “QUALE SINISTRA”

di Giandiego Marigo

Compagni radical-socialisti, Movimento Radical-Socialista,

rispondo con fatica alla vostra perorazione e richiesta. “Quale sinistra”?

Ne ho scritto moltissimo, forse persino troppo e, sinceramente, il rivedere un Accrocchio Elettoralistico, finalizzato al raggiungimento del fatidico 5% o peggio destinato ad un’alleanza forzata e predestinata con il PD mi nausea e mi umilia.

Mi sono buttato avanti, dopo i miei lunghi anni di militanza nella Sinistra Extraparlamentare ed in DP, ho vissuto la parabola del Movimento Viola, di quello referendario sul Nucleare e sull’Acqua, ho partecipato attivamente e con ruolo alla parentesi nefanda dell’Altra Europa con Tsipras. Ho persino indagato le reali possibilità di essere d’area pur lavorando con M5S, candidandomi alle regionali lombarde. Ed ora?
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