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Ilva. Santoro (CS): l’accordo tiene conto del profitto, non della salute dei lavoratori e dei cittadini

“L’intesa sulla cessione dell’Ilva raggiunta tra Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal, e i sindacati con la mediazione del ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio non mi soddisfa affatto”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “poiché non tiene conto della questione delle fonti inquinanti e del fatto che l’Ilva vive a ridosso della città di Taranto e del quartiere Tamburi.”

“Chi oggi celebra l’accordo non tiene forse conto delle condizioni drammatiche in cui vive la città di Taranto. Ricordiamo, infatti, che lo stabilimento Ilva è una delle maggiori fonti di diossina del continente, ricordiamo che il 92% delle emissioni di diossina italiane vengono respirate dai tarantini, che Taranto è tra le zone con la maggior incidenza di tumori del sud Italia e che la percentuale di tumori ai polmoni supera di molto la media nazionale.”

“La priorità oggi a Taranto è, come minimo, la decarbonizzazione, la messa in sicurezza ambientale dentro e fuori lo stabilimento”, continua Santoro, “altrimenti continuiamo con la solita logica del profitto senza tenere conto della qualità della vita dei lavoratori e dei cittadini che vivono nelle zone limitrofe. E’ altresì necessario lavorare ad un piano di delocalizzazione dello stabilimento, lontano da zone abitate, distante da insediamenti civili o agricoli. Che senso ha riuscire a strappare un lavoro, un salario, quando poi si muore di tumore?”

“Penso, quindi, che sia necessario e assolutamente fondamentale rigettare questo accordo, in perfetta continuità con i precedenti governi”, conclude Santoro, “e richiedere con forza l’immediato avvio di un processo di delocalizzazione dell’impianto Ilva di Taranto in altro sito distante da insediamenti civili o agricoli, posto in condizioni di ulteriore sicurezza da idonee specifiche misure di protezione ambientale, favorendo la contemporanea riconversione dell’intera area e del suo tessuto economico verso forme produttive ed occupazionali ecocompatibili, le quali produrrebbero addirittura più lavoro qualora venissero sviluppate in armonia con le esigenze del territorio della provincia di Taranto, che non può più essere costretto ad assorbire livelli di inquinamento fra i più elevati del mondo.”

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L’alternativa a Lega/M5S non è nel passato

“Lega e M5S si assestano all’incirca al 30%. Swg rileva il Carroccio addirittura al 32,2%.”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Una crescita di consenso che viene da lontano, dai tanti errori politici compiuti negli anni da parte di chi, oggi, vorrebbe contrapporre un fronte oppure una lista alternativa, “progressista” o dei progressisti…chiamatela come più vi aggrada.”

”Non mi sembra, però, di aver visto alcun progresso negli anni passati”, continua Santoro, “quando si tagliavano diritti nel mondo del lavoro, si depotenziava lo statuto dei lavoratori, si introducevano riforme reazionarie come il Jobs Act e la legge Fornero.”

“L’alternativa non è nel PD, nella Boldrini, in Bersani”, conclude Santoro, “insomma in quello che fu e che, spero, non torni più. L’alternativa è tutta da costruire e dovrà essere socialista, ovvero opposizione politica, culturale e ideologica sia al presente che al passato.”

Caro Presidente Mattarella, nessun paletto su questa UE e NATO

Il Presidente Mattarella dovrebbe comprendere, prima di mettere paletti su (questa) Unione Europea e sulla NATO, che è stato eletto nel 2015 da un Parlamento, in seduta comune, spazzato via dalla volontà popolare.

Al netto delle ultime giravolte di Di Maio su questi due punti, gli italiani sono sempre più convinti che di debba profondamente cambiare i Trattati europei e uscire dal cieco e becero atlantismo.

Quindi, caro Presidente, niente paletti e si rispetti pienamente il voto ‘politico’ del 4 Marzo.

POLITICA. SANTORO: DI MAIO E IL M5S SONO “L’ULTIMA CURVA” PRIMA DEL BARATRO

“Al Forum Ambrosetti di Cernobbio Luigi Di Maio si è allargato un po’ troppo, e non è la prima volta”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Definirsi l’ultima speranza per l’Italia è semplicemente ridicolo soprattutto se si pensa ai danni ingenti dell’amministrazione 5-stelle a Roma, una città che per complessità e per dimensioni dovrebbe essere una prova da superare con successo per poter aspirare a governare un Paese di sessanta milioni di abitanti. Ho il forte dubbio che più che l’ultima speranza per il Paese, Di Maio e il M5S rappresentino l’ultima curva prima del baratro. Su questo non sono soli. Anzi, sono in ottima compagnia insieme a Salvini, Berlusconi, Meloni, Alfano e Renzi. Il nostro futuro non sarà roseo.”

“Vi è troppa confusione sotto il cielo penta-stellato”, continua Santoro, “con costanti cambi di posizione su importantissimi temi, ad iniziare dall’uscita o meno dall’Unione Europea sino ad arrivare al Referendum sull’euro. Lo vogliono oppure no? Sono ancora contro la NATO oppure no? I due mandati parlamentari sono ancora un vincolo?”

“E’ evidente che il M5S cerca di cambiare pelle, almeno così sembra dalle parole di Di Maio al Forum Ambrosetti. Si rinnega tutto quello che è stato il cuore, l’anima del movimento di Grillo, sin dalla nascita. Populismo e anti-europeismo lasciano il posto ai loro opposti, ai loro contrari.”

“Il movimento si ‘normalizza’”, conclude Santoro, ”tendenza sempre più evidente e voluta dai colonnelli e dal capo, per poter essere eleggibile in un Paese molto conservatore e ‘conservato’. Di Maio e il M5S capiscono che in Italia, se vuoi governare, devi democristianizzarti e questo è un lavoro che ai pentastellati riesce benissimo”.