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Giustizia. Santoro (CS): manca una riforma seria ed esaustiva per tagliare i tempi della giustizia

“Immaginatevi un innocente nell’inferno della macchina della giustizia italiana, con i suoi tempi biblici, senza più la prescrizione dopo il primo grado, come proposto dal M5S,” commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “L’imputato rimarrebbe eternamente imprigionato all’interno della lenta macchina della giustizia, con magistrati non più forzati ad accelerare il loro lavoro/dovere. I tempi della giustizia diventerebbero ancora più lunghi poiché la magistratura, libera dall’incombenza della prescrizione che de facto vanifica un lavoro lungo anni, se la prenderebbe comoda costringendo l’imputato a rimanere ostaggio di un sistema che non funzionerebbe comunque.”

“La prescrizione non dovrebbe essere neanche una questione di discussione. Il nostro obiettivo rimane quello di ottenere un sistema giudiziario profondamente riformato in modo tale da ottenere uno svolgimento dei processi in tempi rapidi. Quindi, focalizzare il dibattito parlamentare sulla prescrizione senza una esaustiva riforma della giustizia non ha alcun senso. Rientra nel modus operandi di questo governo, ovvero pura propaganda politica.”

“Si dovrebbe, invece, ripensare i codici riformulando ciò che è reato e le relative pene”, continua Santoro, “rivedere e modificare le procedure interne che allungano i tempi, in modo tale da cercare di snellire la perenne emergenza del sovraccarico giudiziario e accorciare sensibilmente i tempi dei processi.”

“L’onere di completare correttamente il percorso giudiziario in tempi brevi è della magistratura, non di altri,” conclude Santoro. “La questione, quindi, non è nell’esistenza o meno della prescrizione così come formulata oggi, ma nella necessità di una completa revisione delle modalità e dei tempi in cui si completano i tre gradi di giudizio.”

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Ilva. Santoro (CS): ArcelorMittal deve fare chiarezza sui livelli occupazionali

“Il mio disappunto sulla questione Ilva è totale”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Avevo già espresso i miei dubbi a Settembre sull’intesa di cessione raggiunta tra ArcelorMittal, i sindacati e il ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio ponendo la questione ambientale e rimarcando come l’accordo non tenesse conto della questione delle fonti inquinanti. L’’Ilva di Taranto è de facto a ridosso della città e del quartiere Tamburi.”

“Alle mie vive preoccupazioni sulla questione ambientale devo registrare ahimè le altrettanto serie preoccupazioni sui livelli occupazionali della ex Ilva, ora ArcelorMittal Italia. Si è manifestata, infatti, una seria mancanza di chiarezza sulle modalità usate per la messa in cassaintegrazione di 2600 lavoratori, comunicazione arrivata tra l’altro via web, senza alcun incipit di dovuta cortesia nei confronti di persone, non di animali o di cose. Modi unilaterali, osceni, violenti che richiedono come risposta una dura battaglia politica.”

“Come forza politica faremo il possibile per denunciare e dare una mano ai lavoratori ‘scartati’ come pacchi postali. I sindacati e il governo facciano la loro di parte. Non ho alcuna fiducia nel governo di questo Paese ma i sindacati hanno il dovere di lottare con e per i lavoratori, e richiedere, come Convergenza Socialista pretende, massima chiarezza e trasparenza sulle modalità di scelta degli assunti e dei collocati in Cigs.”

“Le forze in campo avrebbero dovuto fare altre scelte”, conclude Santoro, “ma oramai siamo nelle fasi finali di un processo che richiede massima attenzione e assolute assicurazioni sui livelli occupazionali. I sindacati facciano il loro lavoro sfruttando al massimo l’incontro al Mise di Giovedì 8 Novembre.”

Emergenza. Santoro (CS): i condoni hanno distrutto l’Italia

“La lista dei condoni è certamente lunga e questo Governo sta facendo di tutto per allungarla ulteriormente”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “I disastri che hanno colpito la nostra penisola in questi giorni sono il frutto di decenni di malaffare, e di un tessuto culturale truffaldino che costantemente vede nel condono la soluzione immediata a mali strutturali. Il condono denominato ‘pace fiscale’ e il condono su Ischia sono misure che contribuiscono a distruggere quello che è rimasto della credibilità della classe politica.”

“Le misure di questo Governo in materia di condoni confermano che la classe politica non può distinguersi tra onesti e disonesti, poiché le donne e gli uomini che in questo frangente storico stanno servendo il Paese sono il frutto di un terreno culturale predominante. Esattamente come chi ha servito in passato, l’aspetto culturale vince sui proclami di onestà delle forze politiche presenti nelle istituzioni repubblicane.”

“Non c’è nessun cambiamento con questo Governo”, continua Santoro, “ma solo escamotage lessicali per distrarre gli elettori dalla verità. Ricordiamo tutti lo scudo fiscale del Governo Berlusconi del 2009, promulgato per gli evasori con i soldi all’estero. Ricordiamo tutti il condono Tremonti del 2003 e l’entusiasmo dell’allora ministro delle finanze il quale dichiarava di un ritorno alla legalità, di un successo del Governo. Di Maio, Salvini e Conte useranno le stesse parole poiché, ne sono sicuro, rivendicheranno il successo per i condoni approvati.”

“Attendiamo, quindi, altri condoni”, conclude Santoro, “e aspettiamoci un’Italia sempre più sommersa dal degrado ambientale, dalla furbizia fatta policy di governo e dalle tragedie come quelle degli ultimi giorni”.

Condono Ischia. Santoro (CS): governo e opposizione, quando il bue dà del cornuto all’asino

“E’ veramente paradossale assistere all’esame alla Camera del decreto Genova e sentire i parlamentari del PD urlare onestà nei confronti del M5S sul condono Ischia”, commenta Manuel Santoro, segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “quando solo pochi mesi fa le parti erano invertite, in Aula e nelle piazze. E’ proprio il caso di dire quando il bue dà del cornuto all’asino. Scene imbarazzanti per il governo e per le opposizioni, per i cittadini e per il Paese tutto.”

“Non che il PD non abbia ragione, e personalmente butterei dalla torre entrambi, governo e opposizione. Il condono edilizio per l’isola di Ischia, contenuto nel decreto su Genova, grida vendetta e onestà sul serio, ma tale monito non può venire dal PD. Il M5S è molto cambiato negli ultimi mesi e molti dei suoi sostenitori stanno cambiando opinione in fretta. Ho sempre avuto un’opinione assolutamente negativa del movimento grillino, anche quando molti socialisti e gente di sinistra si lasciavano abbindolare dalla retorica dei seguaci della Casaleggio Associati.”

“Il condono edilizio nell’isola di Ischia, comunque sia, non deve passare”, continua Santoro, “così come qualsiasi altro condono questo governo abbia in mente di approvare. Sappiamo tutti che Ischia è il collegio del Ministro Di Maio, ma se il condono dovesse passare sarebbe una vergogna.”

“Comunque vada”, conclude Santoro, “spero che questi osceni spunti legislativi inducano i cittadini a comprendere che questo governo è imbroglione e disonesto quanto quelli precedenti, e che se si vuole una vera alternativa bisogna affrontare la questione etica e morale in questo Paese.”

L’unica Europa possibile è socialista

È evidente a tutti come la fetta di popolazione più indifesa sia oggi molto più impoverita rispetto a dieci anni fa.

È altresì evidente come la classe media abbia subito uno smottamento sensibile verso il basso e che la ricchezza si sia andata concentrando in poche mani.

La responsabilità è di tanti, ad iniziare dagli ultimi governi, e di questa Europa, certamente costruita male ma sviluppatasi malissimo. Non mi stupisco, quindi, che solo il 44% degli italiani, oggi, voterebbe per restare nell’Unione Europea.

Salvini e Di Maio renderanno probabilmente il Paese più povero e, ovviamente, sono da considerarsi un serio problema, non certo la soluzione.

L’unica soluzione rimane il socialismo. L’unica Europa possibile è socialista.

Manuel Santoro

Riace. Santoro (CS): l’arresto di Lucano in un Paese sommerso dal malaffare con un ministro incompetente

“Con tutti i corrotti, i corruttori, i ladri, gli evasori, tutti italianissimi, con la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta pienamente operative e tutto Made in Italy si intende, la guardia di finanza arresta Mimmo Lucano. Che colpo! Complimenti”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Ora sì che si intravede il Paese che piace a Salvini e Di Maio. Ora sì che l’Italia sarà più sicura, finalmente immune dal malaffare. Sono mesi che la retorica del Governo, di chiara natura salviniana sulle questioni dell’immigrazione, distrae le masse usando l’escamotage dei migranti e millantando un inesistente contrasto alle mafie e al malaffare. Tutto fumo e niente arrosto, Ministro Salvini.”

“Eppure di ladri, corrotti e corruttori nel centrodestra ne abbiamo conosciuti e ne conosciamo diversi”, continua Santoro, “qualcuno è anche stato capo di Governo e Ministro. Ricordiamo con fermezza, sempre, da dove viene Salvini, chi è Salvini, chi sono i suoi compagni di merenda all’interno della coalizione di centrodestra. Ricordiamo sempre le condanne passate in giudicato.”

“La mia idea tra onestà e malaffare, tra italiano e straniero non cambia”, conclude Santoro, ”e rimango dell’opinione che è sempre meglio un immigrato onesto che un italiano ladro, corrotto, corruttore…evasore”.

Manovra. Santoro (CS): condivisibili alcuni passaggi, uno necessario, altri per niente, e manca una strategia di lungo periodo sul debito

“Per poter commentare in modo sobrio l’accordo sul Def dobbiamo considerare tre condizioni al contorno”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Primo, questa Europa non ci piace. Sintetizzando, la combattiamo politicamente poiché ideata ed eretta per i forti e contro i deboli. Secondo, questo Governo non è ovviamente socialista e, di conseguenza, non è il nostro, e come ogni Governo va giudicato nel merito proponendo alternative di politica economica, sociale, ecc. Terzo, abbiamo un debito pubblico enorme e, a meno che non si voglia il default, esso va ripagato nel tempo e le risorse per una sua riduzione drastica devono essere, quindi, trovate.”

“Alcuni passaggi dell’accordo sul Def possono anche essere condivisibili, come il risarcimento per i risparmiatori truffati dalle banche, il superamento della legge Fornero, la soglia di 780 euro per le pensioni minime (questa per me necessaria), ma nel complesso è il misto tra una mancanza di progetto di Paese e il soddisfacimento di promesse elettorali costosissime che potrebbe essere dannoso nel lungo periodo per l’Italia.”

“È evidente che c’è un grave problema di ridistribuzione della ricchezza, una cronica mancanza di lavoro, un trasferimento ormai consolidato di tutto quello che dovrebbe essere pubblico in mano ai privati (scuola, sanità, banche, infrastrutture, ecc).”

“Il nostro compito è riattivare la domanda aggregata, ovvero consumi, investimenti e spesa pubblica”, continua Santoro. “Una patrimoniale seria, per esempio, sarebbe uno strumento di riduzione sostenuto delle diseguaglianze e ciò permetterebbe di riattivare i consumi e, quindi, la produzione e l’occupazione. Se deficit ci deve essere, inoltre, sia fatto per gli investimenti in modo tale da sfruttare l’effetto moltiplicatore sul PIL.”

“E per finire”, conclude Santoro, ”eviterei tagli alla spesa pubblica su settori chiave, che intaccano la vita e le tasche dei cittadini. Invertirei la rotta, soprattutto sulla sanità.”

Ilva. Santoro (CS): l’accordo tiene conto del profitto, non della salute dei lavoratori e dei cittadini

“L’intesa sulla cessione dell’Ilva raggiunta tra Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal, e i sindacati con la mediazione del ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio non mi soddisfa affatto”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista, “poiché non tiene conto della questione delle fonti inquinanti e del fatto che l’Ilva vive a ridosso della città di Taranto e del quartiere Tamburi.”

“Chi oggi celebra l’accordo non tiene forse conto delle condizioni drammatiche in cui vive la città di Taranto. Ricordiamo, infatti, che lo stabilimento Ilva è una delle maggiori fonti di diossina del continente, ricordiamo che il 92% delle emissioni di diossina italiane vengono respirate dai tarantini, che Taranto è tra le zone con la maggior incidenza di tumori del sud Italia e che la percentuale di tumori ai polmoni supera di molto la media nazionale.”

“La priorità oggi a Taranto è, come minimo, la decarbonizzazione, la messa in sicurezza ambientale dentro e fuori lo stabilimento”, continua Santoro, “altrimenti continuiamo con la solita logica del profitto senza tenere conto della qualità della vita dei lavoratori e dei cittadini che vivono nelle zone limitrofe. E’ altresì necessario lavorare ad un piano di delocalizzazione dello stabilimento, lontano da zone abitate, distante da insediamenti civili o agricoli. Che senso ha riuscire a strappare un lavoro, un salario, quando poi si muore di tumore?”

“Penso, quindi, che sia necessario e assolutamente fondamentale rigettare questo accordo, in perfetta continuità con i precedenti governi”, conclude Santoro, “e richiedere con forza l’immediato avvio di un processo di delocalizzazione dell’impianto Ilva di Taranto in altro sito distante da insediamenti civili o agricoli, posto in condizioni di ulteriore sicurezza da idonee specifiche misure di protezione ambientale, favorendo la contemporanea riconversione dell’intera area e del suo tessuto economico verso forme produttive ed occupazionali ecocompatibili, le quali produrrebbero addirittura più lavoro qualora venissero sviluppate in armonia con le esigenze del territorio della provincia di Taranto, che non può più essere costretto ad assorbire livelli di inquinamento fra i più elevati del mondo.”

L’alternativa a Lega/M5S non è nel passato

“Lega e M5S si assestano all’incirca al 30%. Swg rileva il Carroccio addirittura al 32,2%.”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista. “Una crescita di consenso che viene da lontano, dai tanti errori politici compiuti negli anni da parte di chi, oggi, vorrebbe contrapporre un fronte oppure una lista alternativa, “progressista” o dei progressisti…chiamatela come più vi aggrada.”

”Non mi sembra, però, di aver visto alcun progresso negli anni passati”, continua Santoro, “quando si tagliavano diritti nel mondo del lavoro, si depotenziava lo statuto dei lavoratori, si introducevano riforme reazionarie come il Jobs Act e la legge Fornero.”

“L’alternativa non è nel PD, nella Boldrini, in Bersani”, conclude Santoro, “insomma in quello che fu e che, spero, non torni più. L’alternativa è tutta da costruire e dovrà essere socialista, ovvero opposizione politica, culturale e ideologica sia al presente che al passato.”

Caro Presidente Mattarella, nessun paletto su questa UE e NATO

Il Presidente Mattarella dovrebbe comprendere, prima di mettere paletti su (questa) Unione Europea e sulla NATO, che è stato eletto nel 2015 da un Parlamento, in seduta comune, spazzato via dalla volontà popolare.

Al netto delle ultime giravolte di Di Maio su questi due punti, gli italiani sono sempre più convinti che di debba profondamente cambiare i Trattati europei e uscire dal cieco e becero atlantismo.

Quindi, caro Presidente, niente paletti e si rispetti pienamente il voto ‘politico’ del 4 Marzo.