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POLITICA. SANTORO: DI MAIO E IL M5S SONO “L’ULTIMA CURVA” PRIMA DEL BARATRO

“Al Forum Ambrosetti di Cernobbio Luigi Di Maio si è allargato un po’ troppo, e non è la prima volta”, commenta Manuel Santoro, Segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

“Definirsi l’ultima speranza per l’Italia è semplicemente ridicolo soprattutto se si pensa ai danni ingenti dell’amministrazione 5-stelle a Roma, una città che per complessità e per dimensioni dovrebbe essere una prova da superare con successo per poter aspirare a governare un Paese di sessanta milioni di abitanti. Ho il forte dubbio che più che l’ultima speranza per il Paese, Di Maio e il M5S rappresentino l’ultima curva prima del baratro. Su questo non sono soli. Anzi, sono in ottima compagnia insieme a Salvini, Berlusconi, Meloni, Alfano e Renzi. Il nostro futuro non sarà roseo.”

“Vi è troppa confusione sotto il cielo penta-stellato”, continua Santoro, “con costanti cambi di posizione su importantissimi temi, ad iniziare dall’uscita o meno dall’Unione Europea sino ad arrivare al Referendum sull’euro. Lo vogliono oppure no? Sono ancora contro la NATO oppure no? I due mandati parlamentari sono ancora un vincolo?”

“E’ evidente che il M5S cerca di cambiare pelle, almeno così sembra dalle parole di Di Maio al Forum Ambrosetti. Si rinnega tutto quello che è stato il cuore, l’anima del movimento di Grillo, sin dalla nascita. Populismo e anti-europeismo lasciano il posto ai loro opposti, ai loro contrari.”

“Il movimento si ‘normalizza’”, conclude Santoro, ”tendenza sempre più evidente e voluta dai colonnelli e dal capo, per poter essere eleggibile in un Paese molto conservatore e ‘conservato’. Di Maio e il M5S capiscono che in Italia, se vuoi governare, devi democristianizzarti e questo è un lavoro che ai pentastellati riesce benissimo”.

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STEFANO FASSINA E L’EURO

di Renato Gatti

Premessa

“Un paese che si trovi in posizione di creditore netto rispetto al resto del mondo dovrebbe assumersi l’obbligo di disfarsi di questo credito, e non dovrebbe permettere che esso eserciti nel frattempo una pressione contrattiva sull’economia mondiale e, di rimando, sull’economia dello stesso paese creditore. Questi sono i grandi benefici che esso riceverebbe, insieme a tutti gli altri, da un sistema di clearing multilaterale. Non si tratta di uno schema umanitario filantropico e crocerossino, attraverso il quale i paesi ricchi vengono in soccorso ai poveri. Si tratta, piuttosto, di un meccanismo economico altamente necessario, che è utile al creditore tanto quanto al debitore”
J.M.Keynes Activities 1940-1944 pp. 276-77
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L’ALLEANZA LATINO-MEDITERRANEA

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Quest’ Europa è matrigna, ormai ce ne siamo ben resi conto. Il sogno originale dell’Unione fra i popoli, della federazione che controbilanciasse in senso socialista e civile la tracotanza e lo strapotere dei “Gendarmi del Mondo” è decisamente fallito, sull’altare di un “ragionierismo filo-nazista”.

Sì è perso, forse in modo definitivo, in un modello liberista e crudele, che non ama i propri popoli e predilige grandemente le proprie banche. Lanciato in logiche di mercato, folli e disumane che, implicitamente e in segrete stanze, arrivano a teorizzare la depopolazione come forma di recupero della sostenibilità e come risposta all’immanente arrivo della robotica antropomorfa.

Le risposte elaborate dai sovranisti e dai nazionalisti, spesso alleati su discorsi pericolosamente di destra (e dico destra per comodità di comprensione, ma dovrei meglio definirli falsamente innovativi ma profondamente conservatori) sono non risposte. Pericolosamente orientate ad un ritorno al passato ed alla rinascita dei confini e degli stati nazione della fine dell’800.

Peggio alla sostituzione della élite europea e mondiale, con piccole e retrive élite nazionali, uniche padrone di monete presunte sovrane, dedicate ad autarchismi incrociati e difese di tradizioni presunte e campanili.
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CS RILANCIA L’AZIONE SOCIALISTA

Relazione di Manuel Santoro, Segretario nazionale di Convergenza Socialista

Tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 si cominciò a discutere, anche in Italia, della situazione politica della sinistra cilena. L’idea della “convergenza socialista” dell’epoca presupponeva una grande prova di pluralismo delle idee, trasparenza dei metodi e democrazia interna mentre si era in lotta contro una dittatura militare.
Oggi, naturalmente, non combattiamo contro una dittatura militare ma potremmo affermare che lottiamo contro il solidificarsi di una dittatura politico-finanziaria i cui risvolti egoistici sono in costante accelerazione. Inoltre, oggi in Italia, testimoniamo lo sgretolamento atomistico di quelle aree della sinistra storica e la dissoluzione di qualsiasi organizzazione politica autonoma di stampo socialista. Quello che rimane del socialismo italiano e’ ben poco.
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L’EUROPA LATITANTE E LE ABIEZIONI SOCIALI

di Roberto Spagnuolo
Responsabile del Dipartimento Lavoro

Nihilismo politico e tecnocrazia hanno caratterizzato l’intervento esclusivamente finanziario dell’UE nella soluzione della grave crisi della Grecia.
Anche se la disciplina finanziaria imposta dall’UE può aver avuto un senso, tuttavia, senza una legittimazione sociale, che può concretarsi solo attraverso rappresentanza diretta dei popoli in un Parlamento sovrano con effettivi poteri-guida, la tutela degli interessi sociali (oltre che economici) non potrà mai realizzarsi.
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SE POTESSI AVERE MILLE EURO AL MESE…

di Rainero Schembri

Nel 1939 una canzone interpretata da Gilberto Mazzi recitava “Se potessi avere mille lire al mese, senza esagerare, sarei certo di trovare tutta la felicità’. Ebbene oggi per vivere una vita minimamente dignitosa occorrono almeno mille euro al mese. Questo, quindi, potrebbe essere un importo di riferimento che un Nuovo Stato Sociale dovrebbe essere in grado di garantire a tutti. Si tratta, infatti, del minimo indispensabile per soddisfare le sei esigenze prioritarie: nutrirsi, vestirsi, avere un tetto, curarsi, istruirsi e difendersi legalmente.
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SALARIO MINIMO? LA GERMANIA AVANZA. NOI TRA GLI ULTIMI

di Rainero Schembri

Dal primo gennaio in Germania ci sarà un’importante novità: su iniziativa del partito socialdemocratico verrà introdotto il salario minimo (mindestlohn) per 3,7 milioni di tedeschi. Questo salario verrà calcolato secondo la tariffa retributiva di 8,5 euro l’ora. L’obiettivo è di rafforzare il mercato interno e di sostenere il ceto medio. La legge è stata approvata nel marzo 2014 a stragrande maggioranza con solo 5 voti contrari.

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