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ARGINARE LE PRIVATIZZAZIONI? UN IMPEGNO, MA LE PAROLE NON BASTANO

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

La teoria del complotto ha prodotto, è vero, affermazioni molto sconcertanti, a volte eccessive e fantasiose, ma è difficile trovare un nome diverso per quello che l’asse Formigoni-Maroni sta perpetrando a danno della Sanità e del Welfare Lombardo. Per ora il fenomeno è regionale, come la proposta, ma si sa, la Lombardia è, come la Sicilia per altri aspetti, laboratorio alchemico, banco di prova.

A questo si uniscano i pruriti autonomisti-indipendentisti dell’attuale interprete principale (e del suo staff o giunta che dir si voglia) ed una brutta controriforma … ampiamente fuori dai limiti della costituzionalità, unicamente tesa all’affermazione del privato a danno (procurato ed evidente) del pubblico diventa una mina vagante pericolosissima. Un precedente dannoso ed incivile.

La sostanza della deforma cancella i pilastri fondativi della Riforma Sanitaria n.833 del ’78, che già, per molti aspetti liberava le mani al privato.
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CODOGNO (LO): DOMENICA LA BANDIERA DI CONVERGENZA SOCIALISTA IN PIAZZA

Saremo in piazza a Codogno, nella mattinata del 07/05/2017 con la nostra bandiera per chiedere le dimissioni del Sindaco leghista il dott. Passerini che il 25 Aprile non ha voluto indossare la fascia tricolore e presenziare al comizio in piazza delegando l’azione istituzionale ad un assessore per altro ex socialista di Forza Italia.

Egli dopo aver “presenziato” in borghese alla deposizione della corona ai caduti di tutte le guerre al cimitero di Codogno ha preferito recarsi a Verona all’iniziativa della Lega sulla “Difesa sempre Legittima”.

La questione è stata ulteriormente aggravata dal comportamento in piazza della giunta, che, dopo aver accampato, pubblicamente, importanti impegni istituzionali per la città da parte del sindaco ha reagito malamente alle proteste della gente per quest’assenza. Arrivando ad abbandonare il palco ed a tentare si “zittire” la presidente dell’A.N.P.I Vivianna Stroher che aveva “stigmatizzato” piuttosto duramente quest’assenza.

Da qui la decisione di scendere in piazza con un presidio-gazebo chiedendo le dimissioni del sindaco.
Ben coscienti di rappresentare, comunque, a Codogno la voce di una minoranza dei cittadini, riteniamo nostro dovere etico e morale il farlo insieme ad un gruppo locale, il Movimento R-Evoluzione che condivide la nostra posizione di condanna ed ha con noi gestito la fase di “segnalazione mediante lettera ai media” del comportamento del sindaco di Codogno.

Giandiego Marigo, CS Codogno

UN INIZIO DI DISCUSSIONE SULLA TEMATICA DELL’ANZIANO IN QUESTO PAESE

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Nelle società pre-capitalistiche, si badi non necessariamente migliori, il ruolo dell’anziano era sacrale.
Quest’importanza, anche molto discutibile in alcune sue fasi paternalistiche, arrivò a lambire gli inizi del ‘900, dove la civiltà contadina aveva ancora una sua caratteristica ed importanza. L’anziano in quelle organizzazioni aveva ruoli di potere, persino eccessivi, tanto è vero che, con la parola “anziano” ancora oggi si identificano ruoli di garanzia e di controllo in molte libere associazioni di umani. Sebbene non sempre chi li ricopre sia effettivamente una persona di età avanzata.

È quindi della modernità e del liberismo Maltusiano l’atteggiamento di dimenticanza-sfruttamento della figura dell’anziano.

In una società dei diritti la cura non è più compito della sola famiglia o del clan o del gruppo essa viene, giustamente, addossata alla società. Forse per questo, con l’aumento della vita media ed i diritti pensionistici si arriva, gradualmente allo stato attuale dell’anziano, concepito come peso sociale, come ostacolo alla circolazione del lavoro giovanile e peggio come pacco a perdere un onere gravoso ed inutile che è meglio non avere. Poco importa che proprio gli anziani siano gli artefici ed i creatori manuali di questo sistema e delle sue fondamenta.
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SOSTANZIALE O APPARENTE?

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Vi è una grandissima differenza fra la democrazia sostanziale e quella apparente.

Nel nostro paese ed in Europa, sull’esempio tristanzuolo e strumentale di quello che viene definito blocco occidentale ed in ultima analisi delle pseudo-democrazie anglo-sassoni-calviniste ormai al potere nel primo mondo da sin troppi anni, esiste tragicamente evidente un problema di democrazia negata.
È imbarazzante e grottesco come questo avvenga in un substrato di liberalismo vincente, muri crollati e ricostruiti. In un’oggettiva situazione di mancanza di reali oppositori, in assenza di qualsiasi proposta o visione alternativa, che non venga liquidata e trattata come “stato carogna”.
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ANCORA, COME SEMPRE, A SPESE DEGLI ULTIMI FRUITORI?

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Slitta al 2018 l’ultima liberalizzazione.
Non si capisce se per l’inadeguatezza del sistema, ancora farraginoso e sommario o per le vibrate proteste delle associazioni consumatori. Infatti Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu Bolzano, Feder- consumatorii, Movimento Consumatori, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori hanno ripetutamente e pesantemente stigmnatizzato la scelta liberista del Mercato senza tutele.

La scusa è sempre la solita “Il mercato libero favorisce il consumo” ma a tutt’oggi gli unici favoriti dai mercati liberi sono i produttori monopolistici, le major, tanto per capirci. In Italia poi, particolarmente, la politica delle privatizzazioni non è nemmeno riuscita a rappresentare sé stessa, cioè ad inoltrarsi in un liberismo reale, ma si è impantanata in clientele, amicizie particolari, rendite di posizione e liberismo all’italiana. Mettendo in scena la corsa nei sacchi degli amici degli amici.
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NON C’È LIMITE

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Il grottesco e l’orribile invadono il campo!

Il pensiero unico e la cultura dominante dimostrano tutta la carica di crudeltà e cinismo. Certo è facile per i benpensanti appellarsi alla dichiarazione, banale e strumentale, dell’umana ed individuale responsabilità. Però il modello culturale che l’ha permessa, la qualità spirituale e filosofica che l’hanno supportata, il brodo di cultura in cui è avvenuta sono tutte lì, chiare, precise e crude a testimoniare come certi avvenimenti non siano e non possano essere slegati dal contesto in cui avvengono.

Quindi evidenziano la responsabilità collettiva e pesante del sistema che le sorregge. L’avvenimento è di cronaca, ed è difficele decidere che tipo di narrazione essa sia: é nera? Scandalistica? Sociale? Qualunque essa sia il Mainstream in questo caso è, in qualche modo obbligato a raccontarla quasi giusta. La storia riguarda un primario di ortopedia, si badi, non un giovane Menghele con la turba d’una sperimentazione compulsiva e malata, ma un solido professionista responsabile d’area pubblica, probabilbente, anzi certamente, politicamente ammanicato e sorretto.
Si badi non d’un piccolo ospedale di provincia, perso nel terzo mondo selvaggio, no stiamo parlando di Norberto Confalonieri dirigente sanitario del traumatologico Pini di Milano. Le evidenze sottoposte ad indagine, tramite intercettazione, ci consegnano un funzionario ed un medico corrotto, abituato alla turbativa d’asta, ma soprattutto un uomo senza rispetto e senza alcuna empatia o compassione.
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INTERVISTA AL SEGRETARIO SANTORO DA ‘QUANTA RADIO’

Martedì 14 Marzo, Antonio Persia e Alessandro Nobile hanno intervistato in diretta Manuel Santoro – segretario nazionale del partito della Convergenza Socialista.

Ha partecipato Giandiego Marigo.

Ecco il link dell’intervista.

https://soundcloud.com/quanta-radio-podcast/quanta-radio-intervista-manuel-santoro

NON È AFFATTO CASUALE. RIFLESSIONI SUL MAINSTREAM E I SUOI SILENZI

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Non è un caso che il Mainstream veicoli, anche fingendo di non farlo o addirittura di ostacolarle, delle “immagini” precise del dissenso. Da una parte il populismo più becero, dall’altra una immagine dell’area Socialista (non la chiamerò sinistra … non ha senso) stereotipa e sotto certi aspetti fissa ed incapace di mutare realmente rinnovandosi nel profondo. Fa gioco al sistema confinare la rabbia in queste due scatole, vanificando il ribellismo in un populismo facilmente manovrabile da una parte e limitando i danni con una immagine 900centesca dell’area alternativa al potere dall’altra. Si sceglie, quindi, di non dare né visibilità né voce agli embrioni di “pensiero socialista” realmente incisivo per valorizzare, invece, le contorsioni di una pseudo-sinistra codista, cameriera, stolta del Sistema e dell’Europa. Non si valorizzano, semplicemente non parlandone affatto, le azioni di auto-organizzazione e solidarietà, di mutualismo e circolarità. Si tacciono e si celano nel silenzio le vere novità e l’ascolto attento di quelle aree “socialiste” che hanno compreso di dover ricominciare dai territori e dall’alfabetizzazione dei motivi reali e dei bisogni.

Si ostacolano anzi, privandole di respiro e di possibilità economiche, mentre si permette di sbraitare occupando lo spazio dell’antagonismo e dell’opposizione ora a questo ora quel Guru, organico e controllabile dal sistema. Risulta ovvio che così facendo si rende doppiamente difficile e senza prospettive reali il lavoro di chi crede ed adotta metodi realmente a-sistemici e fa proposte di reale cambiamento.
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L’ALLEANZA LATINO-MEDITERRANEA

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Quest’ Europa è matrigna, ormai ce ne siamo ben resi conto. Il sogno originale dell’Unione fra i popoli, della federazione che controbilanciasse in senso socialista e civile la tracotanza e lo strapotere dei “Gendarmi del Mondo” è decisamente fallito, sull’altare di un “ragionierismo filo-nazista”.

Sì è perso, forse in modo definitivo, in un modello liberista e crudele, che non ama i propri popoli e predilige grandemente le proprie banche. Lanciato in logiche di mercato, folli e disumane che, implicitamente e in segrete stanze, arrivano a teorizzare la depopolazione come forma di recupero della sostenibilità e come risposta all’immanente arrivo della robotica antropomorfa.

Le risposte elaborate dai sovranisti e dai nazionalisti, spesso alleati su discorsi pericolosamente di destra (e dico destra per comodità di comprensione, ma dovrei meglio definirli falsamente innovativi ma profondamente conservatori) sono non risposte. Pericolosamente orientate ad un ritorno al passato ed alla rinascita dei confini e degli stati nazione della fine dell’800.

Peggio alla sostituzione della élite europea e mondiale, con piccole e retrive élite nazionali, uniche padrone di monete presunte sovrane, dedicate ad autarchismi incrociati e difese di tradizioni presunte e campanili.
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SIAMO ANCORA IN GRADO?

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

I saluti romani nelle ultime manifestazioni di piazza di sigle sindacali corporative, ambulanti, taxisti e consimili dovrebbero far riflettere. Ammesso e non concesso che si sia ancora in grado di farlo e, di conseguenza, di meditare una reazione decente.

Da una parte interrogarsi sulla debolezza e sullo svuotamento delle sigle sindacali tradizionali, ormai tradunioniste e svendute, attente molto più alle specifiche dei propri Caf e Patronati piuttosto che non al proprio ruolo storico di rappresentanza.

Dall’altra alla pochezza contenutistica di questo ribellismo modaiolo, falso super-partes, anti-politico ma teleguidato e legato al qualunquismo finto-destra. Avvallato, purtroppo, ed implementato non solo da sigle tradizionali quali Forza Nuova o Casa Pound, ma anche dall’ambiguità infinita ed ingannevole di M5S.
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