Archivi tag: Giandiego Marigo

LONTANO, LONTANO DAL PD

di Giandiego Marigo

Lontano dal PD è ormai una necessità anche morale ed etica. Anche se non basta a definire l’esigenza di questo momento storico.
Per definire l’immagine d’un progressista, attento alle cose dello spirito ed all’evoluzione della morale condivisa.
Lontano da una logica interna fatta di competizione, di modelli verticistici, d’uno stalinismo in salsa clericale che tutto controlla e cristallizza, d’una meritocrazia malata endemicamente di un familismo clientelare, dove la corruzione, soprattutto morale è ritenuta cronica ed irrecuperabile, quindi accettabile.

Non sto parlando solo di coloro che si definiscono comunisti, anche se oggi tale precisazione diventa dogmatismo inutile, ma di tutti coloro che sentono in sé l’esigenza d’una maturazione spirituale e morale, nonché civile dell’Umanità, quale sia la sigla e l’avverbio con cui definiscono sé stessi. Quale che sia la bandierina che hanno scelto di sventolare.
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CARTINE TORNASOLE

di Giandiego Marigo

Vi sono avvenimenti che vengono definiti “sintomatici”, che descrivono senza alcuna edulcorazione il periodo in cui avvengono.

Questo linciaggio, perchè di questo si tratta, romano ai danni di un bengalese, cittadino italiano a tutti gli effetti, perpetuato con l’assurda logica che “il diritto alla casa” fosse solo “italiano” è segno di questi tempi.

Il fatto avviene a Tor Bella Monica, quartiere popolare, case popolari. Il Bengalese in questione, in Italia da 26 anni, cittadino regolare, occupato, cardiopatico con figlio disabile, quindi nel pieno diritto ad avere un alloggio popolare viene brutalmente aggredito e malmenato, nel momento in cui si reca a prendere visione dell’appartamento assegnatogli.
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DUE CONSIDERAZIONI SUL FERVORE IN QUELLA CHE CHIAMAMMO SINISTRA

di Giandiego Marigo

È da un poco che non scrivo di politica, forse per la forte sensazione che serva a molto poco, soprattutto se fatto da intellettuali disorganici e non riconosciuti e conclamati, privi dei sacri crismi dei riconoscimenti accademici, quale io penso e nel medesimo tempo temo, di essere.

Non è una parentesi egotica, ma una considerazione seria, sembra che siamo condannati all’adorazione delle icone periodicamente sostituite, ma che abbiano in comune la caratteristica di essere passate per il video, di essere appunto “conclamate” in qualche modo, ma non è di questo che voglio parlare, anche se è una concausa del ritardo spirituale, filosofico e teorico di quella che chiamammo “sinistra”.
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RISPOSTA, LETTERA APERTA SU “QUALE SINISTRA”

di Giandiego Marigo

Compagni radical-socialisti, Movimento Radical-Socialista,

rispondo con fatica alla vostra perorazione e richiesta. “Quale sinistra”?

Ne ho scritto moltissimo, forse persino troppo e, sinceramente, il rivedere un Accrocchio Elettoralistico, finalizzato al raggiungimento del fatidico 5% o peggio destinato ad un’alleanza forzata e predestinata con il PD mi nausea e mi umilia.

Mi sono buttato avanti, dopo i miei lunghi anni di militanza nella Sinistra Extraparlamentare ed in DP, ho vissuto la parabola del Movimento Viola, di quello referendario sul Nucleare e sull’Acqua, ho partecipato attivamente e con ruolo alla parentesi nefanda dell’Altra Europa con Tsipras. Ho persino indagato le reali possibilità di essere d’area pur lavorando con M5S, candidandomi alle regionali lombarde. Ed ora?
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LETTERA APERTA SUL LODIGIANO

Giandiego Marigo, referente Convergenza Socialista di Codogno (LO)

Le statistiche ci consegnano la verità matematica di un Lodigiano con una incidenza tumorale maggiore persino della Terra dei Fuochi, ma il silenzio ipocrita di un racconto, condiviso, super partes e sotto ogni bandiera, fatto di terra nostra, sana, ubertosa e vivificante accoglie questa verità.

Mentre l’area grigia di retro sagrestia, interpretata di volta in volta dalle diverse finte fazioni che la contraddistinguono, oggi con la Lega, ci prospetta un futuro privatizzato e finanziario anche per la sanità.

Silenzio e mistificazione, la verità è altra.
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ARGINARE LE PRIVATIZZAZIONI? UN IMPEGNO, MA LE PAROLE NON BASTANO

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

La teoria del complotto ha prodotto, è vero, affermazioni molto sconcertanti, a volte eccessive e fantasiose, ma è difficile trovare un nome diverso per quello che l’asse Formigoni-Maroni sta perpetrando a danno della Sanità e del Welfare Lombardo. Per ora il fenomeno è regionale, come la proposta, ma si sa, la Lombardia è, come la Sicilia per altri aspetti, laboratorio alchemico, banco di prova.

A questo si uniscano i pruriti autonomisti-indipendentisti dell’attuale interprete principale (e del suo staff o giunta che dir si voglia) ed una brutta controriforma … ampiamente fuori dai limiti della costituzionalità, unicamente tesa all’affermazione del privato a danno (procurato ed evidente) del pubblico diventa una mina vagante pericolosissima. Un precedente dannoso ed incivile.

La sostanza della deforma cancella i pilastri fondativi della Riforma Sanitaria n.833 del ’78, che già, per molti aspetti liberava le mani al privato.
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CODOGNO (LO): DOMENICA LA BANDIERA DI CONVERGENZA SOCIALISTA IN PIAZZA

Saremo in piazza a Codogno, nella mattinata del 07/05/2017 con la nostra bandiera per chiedere le dimissioni del Sindaco leghista il dott. Passerini che il 25 Aprile non ha voluto indossare la fascia tricolore e presenziare al comizio in piazza delegando l’azione istituzionale ad un assessore per altro ex socialista di Forza Italia.

Egli dopo aver “presenziato” in borghese alla deposizione della corona ai caduti di tutte le guerre al cimitero di Codogno ha preferito recarsi a Verona all’iniziativa della Lega sulla “Difesa sempre Legittima”.

La questione è stata ulteriormente aggravata dal comportamento in piazza della giunta, che, dopo aver accampato, pubblicamente, importanti impegni istituzionali per la città da parte del sindaco ha reagito malamente alle proteste della gente per quest’assenza. Arrivando ad abbandonare il palco ed a tentare si “zittire” la presidente dell’A.N.P.I Vivianna Stroher che aveva “stigmatizzato” piuttosto duramente quest’assenza.

Da qui la decisione di scendere in piazza con un presidio-gazebo chiedendo le dimissioni del sindaco.
Ben coscienti di rappresentare, comunque, a Codogno la voce di una minoranza dei cittadini, riteniamo nostro dovere etico e morale il farlo insieme ad un gruppo locale, il Movimento R-Evoluzione che condivide la nostra posizione di condanna ed ha con noi gestito la fase di “segnalazione mediante lettera ai media” del comportamento del sindaco di Codogno.

Giandiego Marigo, CS Codogno

UN INIZIO DI DISCUSSIONE SULLA TEMATICA DELL’ANZIANO IN QUESTO PAESE

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Nelle società pre-capitalistiche, si badi non necessariamente migliori, il ruolo dell’anziano era sacrale.
Quest’importanza, anche molto discutibile in alcune sue fasi paternalistiche, arrivò a lambire gli inizi del ‘900, dove la civiltà contadina aveva ancora una sua caratteristica ed importanza. L’anziano in quelle organizzazioni aveva ruoli di potere, persino eccessivi, tanto è vero che, con la parola “anziano” ancora oggi si identificano ruoli di garanzia e di controllo in molte libere associazioni di umani. Sebbene non sempre chi li ricopre sia effettivamente una persona di età avanzata.

È quindi della modernità e del liberismo Maltusiano l’atteggiamento di dimenticanza-sfruttamento della figura dell’anziano.

In una società dei diritti la cura non è più compito della sola famiglia o del clan o del gruppo essa viene, giustamente, addossata alla società. Forse per questo, con l’aumento della vita media ed i diritti pensionistici si arriva, gradualmente allo stato attuale dell’anziano, concepito come peso sociale, come ostacolo alla circolazione del lavoro giovanile e peggio come pacco a perdere un onere gravoso ed inutile che è meglio non avere. Poco importa che proprio gli anziani siano gli artefici ed i creatori manuali di questo sistema e delle sue fondamenta.
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SOSTANZIALE O APPARENTE?

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Vi è una grandissima differenza fra la democrazia sostanziale e quella apparente.

Nel nostro paese ed in Europa, sull’esempio tristanzuolo e strumentale di quello che viene definito blocco occidentale ed in ultima analisi delle pseudo-democrazie anglo-sassoni-calviniste ormai al potere nel primo mondo da sin troppi anni, esiste tragicamente evidente un problema di democrazia negata.
È imbarazzante e grottesco come questo avvenga in un substrato di liberalismo vincente, muri crollati e ricostruiti. In un’oggettiva situazione di mancanza di reali oppositori, in assenza di qualsiasi proposta o visione alternativa, che non venga liquidata e trattata come “stato carogna”.
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ANCORA, COME SEMPRE, A SPESE DEGLI ULTIMI FRUITORI?

di Giandiego Marigo, Dipartimento politiche abitative e per gli anziani

Slitta al 2018 l’ultima liberalizzazione.
Non si capisce se per l’inadeguatezza del sistema, ancora farraginoso e sommario o per le vibrate proteste delle associazioni consumatori. Infatti Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Ctcu Bolzano, Feder- consumatorii, Movimento Consumatori, Lega Consumatori e Unione Nazionale Consumatori hanno ripetutamente e pesantemente stigmnatizzato la scelta liberista del Mercato senza tutele.

La scusa è sempre la solita “Il mercato libero favorisce il consumo” ma a tutt’oggi gli unici favoriti dai mercati liberi sono i produttori monopolistici, le major, tanto per capirci. In Italia poi, particolarmente, la politica delle privatizzazioni non è nemmeno riuscita a rappresentare sé stessa, cioè ad inoltrarsi in un liberismo reale, ma si è impantanata in clientele, amicizie particolari, rendite di posizione e liberismo all’italiana. Mettendo in scena la corsa nei sacchi degli amici degli amici.
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