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Nuove adesioni a Convergenza Socialista

Venerdì 24-08-2018 presso la sede regionale di FSI -USAE di Codogno (Federazione Sindacati Indipendenti) si è tenuta una conferenza stampa in cui Gianfranco Bignamini, dirigente e riferimento regionale del sindacato, ha comunicato la sua adesione a Convergenza Socialista, con alcuni altri quadri sindacali, perchè riconosce nel nostro progetto una caratteristica di classe che si richiama al Socialismo Storico e che permette a lui “comunista” di aderire ad un partito dopo venti anni da “senza tessera”.

Ha inoltre comunicato ( in collaborazione con la Segreteria Nazionale) la creazione di uno spazio/ufficio di riferimento regionale presso quella stessa sede che permetterà a CS di avere un punto di sicuro riferimento in Lombardia.

Ha sottolineato l’importanza della scelta staturia di “partire dai territori” che si riverbera anche nella creazione degli organismi dirigenti. Così come l’importanza della formazione di un partito di quadri, anche sindacali, ma non solo. Era presente Marigo Giandiego della Segreteria Nazionale che ha tratteggiato le “caratteristiche “ del partito, annunciando l’iniziativa sulla Sanità Lombarda che si terrà nella prima settimana di Ottobre e che vedrà importanti partecipazioni.

Convergenza Socialista e la sua Segreteria Nazionale hanno salutato con gioia i nuovi iscritti.

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Codogno (LO): in piazza contro la cementificazione

Domenica 20 Maggio alle ore 09.30 in Piazza XX Settembre a Codogno (LO) si terrà un presidio con volantinaggio a proposito del “Consumo di suolo e cementificazione” . Tematica caldissima del nostro territorio, di cui tutti parlano ma alla quale nessuno sembra rivolgere reale attenzione.

Ecco il comunicato di Convergenza Socialista Codogno e Movimento R-evoluzione:
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CS CODOGNO APPOGGIA LA LOTTA DEI LAVORATORI DELL’OSPEDALE

Convergenza Socialista di Codogno appoggia la lotta e la resistenza dei lavoratori dell’ospedale. Ci si chiede, pur coscienti della storia e del passato, a cosa serva una triplice che sembra ormai specializzata nel “prendere atto” d’ogni sconfitta e menzogna e ad “insegnare ai lavoratori a digerire il proprio stesso regresso”. E’ triste constatare un’assenza o peggio una presenza “passiva e nulla”.

Codogno Bassa Lodigiana convergenza socialista sinistra
Codogno Bassa Lodigiana

PARLIAMO DI LAVORO? OPPURE È SOLO SCHIAVITÙ

di Giandiego Marigo

Confesso, anche se a voi interesserà forse poco, che faccio molta fatica a scrivere, in questo periodo.

L’ostinata dissennatezza dei media, impegnati nella minuta e pressante descrizione delle vicende elettorali di questo paese, mi sta sinceramente nauseando e consegnando l’impressione dell’inutilità dello scrivere d’altro.

Tutto acquisisce una chiave elettoralistica, il mondo sembra orbitare attorno a questo inutile avvenimento che non modificherà alcunché negli equilibri del vero potere visto che manca la forza di un antagonista reale a questo sistema e che il potere vero non risiede certo nel parlamento, non più, da molto tempo, forse mai.

In questi tempi di scarso ascolto io voglio parlarvi di lavoro. Già un argomento molto strumentalizzato, appunto dai portatori di vessilli, i leader inventati delle compagini in campo in questa tenzone.
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DAL BASSO, MA NON SOLAMENTE A PAROLE

di Giandiego Marigo

Iniziare dal basso, ma davvero, accettando l’idea di non competere per le poltrone, di non difendere spazi residuali e rendite di posizione ad ogni costo. Accettando l’idea del lavoro locale, senza vergogna, senza finalizzazione d’ambizione, ma per la realizzazione di un pensiero diverso ed altro, d’un diverso sistema di valori. Tutto questo, ben consci dell’importanza delle istituzioni e della partecipazione alle stesse, ma rendendosi conto che il radicamento e l’affermazione di questo pensiero si realizza, innanzi tutto nei territori.
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MA DI QUALE UNITÀ SINDACALE ANDIAMO PARLANDO?

di Giandiego Marigo

Unità Sindacale, ma davvero? Perchè? Ma soprattutto per rappresentare chi?
Ormai quotidiano il contrasto fra sigle, su tematiche anche molto importanti. A Mulfredo ed a Genova la UIL e la UILM accarezza le rivalse xenofobe di un “popolo” sempre più spaventato. Dissociandosi dalla FIOM che condanna con una manifestazione a sostegno dell’accoglienza il dilagare di queste manifestazioni di palese xenofobia.

In questa dissociazione, pubblica e mediaticizzata sta tutta l’inesistenza reale di una unità fittizia che si realizza ormai solamente il 1° Maggio per l’organizzazione del Concertone.
Una parte del sindacato infatti accetta il ruolo tradunionista e forcaiolo, funzionando unicamente da cardano di collegamento fra il sistema e le sue vittime designate e guadagnando per sé ruolo e privilegi.
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IL BUE CHE DÀ DEL CORNUTO ALL’ ASINO

di Giandiego Marigo

Questa farsa del Rosatellum, perchè di farsa si tratta, ha evidenziato in modo doloroso, ma quasi esageratamente esposto lo stato delle cose. Un teatrino senza rispetto in cui i convenuti recitano la propria parte fra urli, dispetti e reciproche distorsioni della realtà, mistificazioni incrociate che denotano il medesimo stile di fondo, l'uso strumentale della politica e la “cultura del potere”.

Ebbene sì, quello che sto dicendo qui è che, nonostante i toni apocalittici e gli scontri apparentemente insanabili esiste pochissima differenza reale fra i convenuti a questa commedia.
Il titolo di questo scritto, umilmente , sintetizza il senso di quello che vado dicendo.

Perchè lo dico? Forse questo va spiegato ed io cercherò di farlo, con i mezzi di cui dispongo che sono miserelli. In quanto scrivano di poco conto e di scarsissima importanza.
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L’IMPOVERIMENTO È APPENA COMINCIATO

di Giandiego Marigo

Le cifre sono molto alte, si parla di 46 miliardi di euro nel passaggio dal retributivo al contributivo. Una cifra sensibile e molto pesante. Anche se, diciamolo, c’è sempre un margine di arbitrarietà e di mistero attorno a queste affermazioni.

C’è, però, un’altra considerazione da fare, di cui si preferisce parlare poco o nulla o forse, peggio, si preferisce non parlare affatto. Questa considerazione è “chi pagherà lo scotto” di questo risparmio, eventuale ed ipotetico?

Oggi moltissimi giovani, molti più di quanti ci piaccia pensare, si sorreggono sulla certezza di vecchie pensioni retributive degli anziani di casa. È davvero inutile nascondersi una realtà che qualsiasi anziano ultra-sessantacinquenne potrebbe narrare con dovizia. Oggi i pensionati sono un Bancomat d’emergenza per moltissime famiglie che vivono ai limiti.
Questo dato viene taciuto, non se ne parla, ma il graduale passaggio al contributivo, contribuirà in modo violento e traumatico all’impoverimento reale delle famiglie ed i tempi di questo trauma vanno via via abbreviandosi con l’avanzare dell’età dei pensionati che ancora godono di pensioni decenti.
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